Scontro tra l’ Associazione Nazionale Magistrati e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano

di Mariella Commenta

Causa delle disfida il disegno di legge sul processo breve approvato dal Senato. Giuseppe Cascini, segretario del sindacato delle toghe, ha commentato il provvedimento passato all’ esame della Camera: “È la resa dello Stato di fronte alla criminalità”. Un giudizio che ha provocato la reazione di Alfano: “Sono plateali mistificazioni. Una cosa è che talune affermazioni giungano dall’ opposizione, ben altra cosa è che a pronunciarle siano i rappresentanti della magistratura”.

Il presidente dell’ Anm replica: “Esprimiamo e ribadiamo giudizi esclusivamente di carattere tecnico sulle conseguenze gravemente dannose ed estremamente negative del provvedimento. Si ascolti la voce di chi quotidianamente opera nelle aule di giustizia e che sottolinea il rischio di un durissimo colpo al funzionamento del processo”.

E Cascini: “Noi abbiamo il dovere di denunciare la gravità delle conseguenze di questa legge. Il presidente del Consiglio continua ad avere scarso senso delle istituzioni usando espressioni ingiuriose nei confronti dei magistrati. Per reagire a questa pretesa persecuzione giudiziaria la maggioranza e il governo decidono di distruggere l’ intera giustizia penale in Italia. Si stanno mettendo in discussione le fondamenta dello Stato democratico. In Italia, purtroppo, ogni volta che si parla di riforma della giustizia vengono fuori solo due temi: le vicende personali del premier e come fare per dare maggiore potere alla politica per controllare i magistrati“.

E Alfano prontamente definisce plateali mistificazioni le parole dette da “chi non può non sapere che il processo a data certa per la criminalità organizzata dura dieci anni, a cui si aggiungono quelli delle indagini che a loro volta hanno tempi più lunghi rispetto ai reati minori. Stiamo parlando di 13 – 15 anni….. E poi, mentre governo e parlamento portano avanti una legislazione di contrasto alla mafia, mentre si trovano soluzioni per i vuoti nelle sedi sgradite ai magistrati e mentre esponenti della magistratura ricevono minacce, i rappresentanti dell’ Anm cosa fanno? Parlano di resa alla criminalita? Ma si rendono conto di che immagine danno della magistratura?”.

Severo il segretario del Pd Bersani: “Il sì di palazzo Madama al provvedimento resterà una macchia indelebile anche se la battaglia riprenderà alla Camera. Ieri si è fatta la cosa peggiore che si poteva fare, distruggere la possibilità di giustizia per centinaia di migliaia di persone e cancellare centinaia di migliaia di processi per salvare una persona sola. È un tema di discriminazione palese e questo può vederlo chiunque”.

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