Politiche sociali. Gran Premio a Roma? Il Sindaco Pdl di Roma Gianni Alemanno: “Non alternativo a quello di Monza, ma integrativo”

di Mariella Commenta

 La notizia, già nell’ aria da alcune settimane, è esplosa come una bomba la settimana di Natale: è stato firmato il 20 dicembre u.s. l’ accordo con il Patron della Formula 1 Bernie Ecclestone per organizzare un Gran Premio nella capitale italiana, dopo che, lo scorso mese di maggio, era stata presentata una bozza di progetto dall’ Architetto Herman Tilke, professionista di fiducia del medesimo gran capo inglese.

Ad annunciarlo, sia l’ organizzatore della manifestazione Maurizio Flammini, ma anche il Sindaco PdL di Roma Gianni Alemanno, il quale, forse, anche per placare le ire dei cittadini monzesi, ha subito evidenziato come il GP non sarebbe alternativo a quello di Monza, ma integrativo, produrrà un indotto pari a miliardo di euro l’ anno e Roma ha bisogno di rinnovare la sua offerta turistica e attrattiva con qualcosa rivolto alle famiglie e ai giovani.

Sulla stessa lunghezza d’ onda Federico Rocca Vice Presidente, vicario commissione Turismo del Comune di Roma, il quale da un lato ha posto l’ accento sul “risultato raggiunto dall’ Amministrazione Alemanno e dal Gruppo dell’ Ingegner Flammini che dovrà conciliare professionalità e competenza con la sensibilità di salvaguardare il territorio, l’ ambiente e i residenti”, dall’ altro ha evidenziato come sbaglia chi pensa che Roma abbia fatto uno scippo a Monza.

La città di Roma, pertanto, dopo duemila anni dalle corse con le bighe, se riuscirà a ottenere l’ organizzazione dell’ evento, di fatto si sostituirà al Gran Premio d’ Italia, che dal 1922, si corre a Monza in uno dei circuiti che – a detta degli operatori e degli addetti ai lavori – è in assoluto uno dei più belli dell’ intero circus della Formula 1, a meno che la Federazione Internazionale Automobilismo accetti che in Italia si corrano due gran premi, oltre a quello di casa Ferrari a San Marino.

La risposta della cittadina brianzola non si è fatta attendere e, infatti, il Sindaco leghista Marco Mariani ha sentenziato come questo sia stato “l’ ultimo atto di arroganza di una Capitale parassita che da 2000 anni vive togliendo ossigeno alle altre città”, critiche che il Sindaco Alemanno ha cercato di ridimensionare spiegando che “le polemiche che vengono dal Nord sono infondate, si deve fare promozione comune fra Roma e Monza, anche perché si tratta di due Gran Premi diversi, quello di Monza è su circuito, quello di Roma, invece, sarà all’ interno della città“.

Dal punto di vista tecnico, il Gp di Roma (progetto in itinere) potrebbe vedere la luce già nel 2012 (qualcuno, forse con eccessivo entusiasmo, ipotizza il 2011). La zona è quella dell’ Eur, poco meno di cinque chilometri il percorso, tempo stimato al giro, quasi un minuto e mezzo il tempo necessario per percorrerlo, alla velocità di 180 chilometri all’ ora di media, a conferma che, pur essendo un tracciato cittadino, il percorso è veloce (contrariamente ad altre piste analoghe come quella di Montecarlo).

Il dado è tratto, dunque, e ora – come dichiarato dallo stesso Ingegner Flammini – “occorre sviluppare il progetto insieme al Comune, alla Regione e quindi avere le autorizzazioni dagli organi competenti. Al momento, non possiamo comunicare la durata, l’ impegno economico, né tantomeno gli altri dettagli dell’ accordo che sono riservati; contiamo comunque di portare a Roma il Gran premio per un lungo periodo”.

Fra il dire e il fare c’ è di mezzo la Lega, il partito di Bossi che ha nell’ elettorato del Nord il suo bacino di voti primario e che, tramite il deputato di origini monzesi Paolo Grimoldi, ha subito dichiarato guerra a Roma, dichiarando che “anche se, al momento, l’ unica certezza sono le chiacchiere di Flammini, noi ci stiamo attrezzando per presentare esposti e ricorsi a tutti i livelli, ambientale, urbanistico, economico e viabilistico. Il GP di Roma non piace ai piloti, non piace ai romani, non piace ovviamente ai fan della gara di Monza. Piace solo a Flammini e, incautamente, ad Alemanno e, dunque, forse è meglio desistere.

Forti dubbi anche dall’ Ex Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, attuale stretto collaboratore del Segretario Pd Pierluigi Bersani, il quale ha dichiarato che pensare a Roma come alternativa a Monza e sacrificarlo sull’ altare di non ben precisate convenienze politiche è un vero e proprio crimine.

Occorre, dunque, aspettare l’ evoluzione di questa vicenda per sapere la conclusione, ovvero se si correrà o meno il Gp nella capitale. Di certo c’ è l’ entusiasmo dei bookmakers inglesi (sono noti per scommettere su tutto quanto accade intorno al mondo), i quali quotano un futuro Gp a Roma come l’ evento più probabile rispetto alla possibilità che tale gara venga disputata, anziché nella capitale italiana, in una delle altre grandi capitali mondiali in lizza per ospitare l’ evento (Parigi, Londra e New York).

Kevin John Carones

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