L’ Aquila. Silvio Berlusconi ha consegnato le prime villette agli sfollati

di Mariella Commenta

Il presidente del Consiglio ha inaugurato a Onna il villaggio costruito a poche decine di metri dal paese abbattuto dal terremoto del 6 aprile e ha consegnato le prime villette agli sfollati. Il premier è entrato in una delle case di legno, dove si è intrattenuto con il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e le autorità locali, e ha poi deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime del sisma.

Quindi il premier ha inaugurato l’ asilo dedicato a Giulia Carnevale, la studentessa morta nella Casa dello Studente che aveva realizzato il progetto della struttura. Infine ha consegnato le chiavi di casa a una delle famiglie di sfollati di Onna: “Consegno a lei la chiave – ha detto alla padrona di casa – con l’ augurio che questo sia un nido d’ amore per una nuova vita e per guardare avanti. Qui avete tutto quello che potrà servirvi per crescere i vostri figli, speriamo per poco, finché non sarà ricostruita Onna”.

“Guardate al futuro – è stata l’ esortazione del premier – sia questo un luogo d’ amore, per stare insieme e guardare avanti con speranza e serenità. In queste case c’ è tutto – ha aggiunto Berlusconi mentre risaliva sulla macchina -. Ci sono i bicchieri, le pentole, gli asciugamani, il sapone e nel frigorifero ogni ben di Dio. La promessa è mantenuta, ardita lo sapevamo, ma grazie a Dio è mantenuta”. Il premier ha confermato che il prossimo 21 settembre riapriranno tutte le scuole.

Durante la visita a Onna il capo del governo ha incontrato anche il vescovo de L’ Aquila, Giuseppe Molinari: “Gli abruzzesi sono stanchi delle chiacchiere sterili e della politica dell’ odio”, gli ha detto quest’ ultimo. Con il premier c’ erano il sindaco de L’ Aquila, Massimo Cialente, la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e il presidente della Regione, Gianni Chiodi.

Berlusconi è stato accolto al suo arrivo da applausi, ma anche da proteste. Alcune persone hanno esposto uno striscione con scritto: “Tempera, dove andremo a settembre? No alla deportazione”. I cittadini lamentano che, a seguito dell’ abbandono delle tendopoli, non sanno dove verranno spostati. Anche un gruppo di cittadini di Castelnuovo ha protestato esponendo uno striscione davanti alla scuola materna con la scritta: “Bene le case di Onna, ma gli altri?”. Su un altro striscione si leggeva: “Altro che Porta a Porta, non tenemo le case”. Un riferimento alla presenza di Bruno Vespa e alla sua trasmissione su Raiuno (già finita al centro di polemiche per la parallela cancellazione delle edizioni di Ballarò e Matrix).

Alcune decine di manifestanti in rappresentanza dei comitati spontanei di cittadini sorti dopo il 6 aprile hanno posto altri striscioni all’ ingresso dell’abitato: “Una sola grande opera: ricostruire L’ Aquila dal basso” e “L’ Aquila riparte con i cittadini sparsi in ogni parte?”. I membri del comitato hanno consegnato dei volantini a tutte le persone che sono intervenute all’ inaugurazione. Ai manifestanti non è stato possibile accedere nella frazione. Tra le persone presenti alla cerimonia di consegna dei moduli abitativi di Onna c’ era anche Sabina Guzzanti: l’ attrice – regista sta girando da due mesi un documentario sulla ricostruzione e sulla gestione del post – sisma con testimonianze, video e commenti dei principali protagonisti dei mesi della ricostruzione.

Non mancano le polemiche
Decine di operai tecnici hanno lavorato fino all’ ultimo per terminare i 94 nuovi alloggi e l’ asilo realizzati dalla Provincia autonoma di Trento e finanziati dalla Croce Rossa. A tal proposito, Bertolaso replica alle polemiche nate attorno al ruolo dei vari soggetti nella realizzazione delle strutture: “Sono otto anni che cerco di spiegare che la Protezione civile è una struttura complessa, proprio perché Onna è un simbolo abbiamo voluto coinvolgere tutta la nostra struttura. Avremmo potuto fare tutto da soli, ma abbiamo voluto coinvolgere la protezione civile trentina, abbiamo chiesto alla Croce rossa di pagare, ma tutto con il coordinamento del Dipartimento nazionale. È un successo del Sistema Italia di cui dovremmo tutti essere orgogliosi”.

Bertolaso assicura dal canto suo che “tra sabato e domenica la tendopoli di Onna sarà chiusa e smontata. Ed entro dicembre tutti gli sfollati avranno un tetto sulla testa e allora la Protezione civile lascerà i poteri agli enti locali”. Le prime vere e proprie case, sottolinea Bertolaso, saranno consegnate il 29 settembre a Bazzano.

Ma il presidente della Provincia dell’ Aquila, Stefania Pezzopane, non ci sta: “La consegna delle prime case per gli sfollati è un fatto importante e va sottolineato, ma va rigettato un certo tono di enfasi e di autoreferenzialità: questa case non erano previste e sono state individuate dopo una mobilitazione dei cittadini di Onna che non volevano spostarsi, non sono le case del progetto, non è merito del governo. Continuerò a chiedere a Berlusconi sobrietà, rigore e interventi concreti, perché se in alcuni momenti siamo stato assecondati, in altri siamo stati usati e strumentalizzati, gente che soffre portata in vetrina per esibire potere e forza di un governo che in molti momenti ha mostrato debolezza”.

Critiche anche dal Pd: “Dispiace che il presidente del Consiglio si intesti meriti che non ha: è squallido fare la ruota sulle disgrazie di tante persone e su meriti altrui. Le case di Onna non facevano parte del progetto di ricostruzione del governo. Il finanziamento, infatti, è della Croce rossa, l’ esecuzione è opera della provincia di Trento e la funzionalità urbana del comune de L’ Aquila” sottolinea in una nota il responsabile Giustizia del Pd Lanfranco Tenaglia.

“La consegna delle case di Onna – afferma – è sicuramente un fatto importante e positivo, frutto però dell’ opera del Paese intero. Dispiace quindi che il presidente del Consiglio ne approfitti per mettersi al centro della scena. Non vorremmo poi che l’ enfasi odierna serva solo per considerare anche la ricostruzione dell’ Aquila come un risultato raggiunto. Invece ora si tratta di cominciare ad affrontare il problema fondamentale della ricostruzione della città e del suo centro storico. In tutti i casi viste la tempistica e le modalità della vicenda crediamo si tratti di un’abile opera di distrazione voluta per distogliere l’ attenzione degli italiani dalla guerra intestina che sta squassando il centrodestra”.

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