Diliberto riconfermato ai vertici dei Comunisti Italiani: Proposta per Rifondazione in vista delle europee

 Si è concluso ieri il V Congresso nazionale dei Comunisti Italiani. Alla fine dei lavori, Oliviero Diliberto è stato confermato segretario all’unanimità. Confermato anche Antonino Cuffaro come presidente del Pdci. Anche per lui un voto unanime dai componenti del Comitato Centrale.
“Al congresso faremo la proposta dell’unificazione delle forze comuniste in Italia, una proposta rivolta in primo luogo al Prc. Per le europee proporremo un’unica lista comunista” – ha dichiarato Diliberto dal palco del congresso – “Lo dico subito, perchè è una scelta politica e non fatta per superare lo sbarramento.
Visto che non siamo piu’ in Parlamento o ci riappropriamo prima possibile della piazza oppure rischiamo di lasciare l’opposizione ad altri. Con un governo come questo andrebbe bene anche una manifestazione a settimana. Al al primo posto della protesta ci sara’ la questione sociale, a partire dai salari. I tagli allo stato sociale sono stati pesantissimi. I risultati ancora non si vedono perche’ si tratta di misure che devono ancora essere attuate.

Bossi alza il “dito medio” contro la Roma dell’inno nazionale

 Torna l’Umberto Bossi degli anni ’90. Dito medio alzato contro l’inno d’Italia, attacco ai professori “terroni”, chiamata alla rivolta di 15 milioni di padani. E la definizione della nostra repubblica come di uno stato fascista. Niente male per il Ministro delle Riforme per il Federalismo del IV governo Berlusconi. Teatro dello show che agita la domenica di luglio è il congresso nazionale della Liga Veneta, a Padova. Parte dialogante, dice di essere pronto “ad accogliere le proposte del centrosinistra sul federalismo”. Poi deraglia. Inizia attaccando l’Inno di Mameli. “Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L’Inno dice che l’Italia è schiava di Roma…’, toh! dico io”. Un TOH sottolineato per chi non avesse capito dal dito medio levato, di fronte ai delegati. Sembra essere tornato il Bossi che invitava a usare il tricolore in bagno. Ed è così. L’amarcord prosegue sulle orme dei 300.000 fucili delle valli bergamasche dell’estate 1994. “Dobbiamo lottare contro la canaglia centralista. Ci sono quindici milioni di uomini disposti a battersi per la loro libertà. O otterremo le riforme, oppure sarà battaglia e la conquisteremo, la nostra libertà” Le parole corrono e così il ministro della repubblica italiana arriva a parlare di fascismo!

I Verdi ripartono da Grazia Francescato

 Chianciano Terme, 19 luglio 2008 – Verdi anno zero. Dopo lo tsunami elettorale, il Sole che ride prova a ripartire da Chianciano Terme, con un nuovo vertice e nuova linea politica per un ‘Ritorno al futuro’ (dal nome della mozione vincitrice) che permetta al partito di trovare le ragioni per continuare a vivere e puntare a nuove alleanze all’interno del centrosinistra, a cominciare dal dialogo col Pd.

In un’atmosfera da day after, forse per la prima volta nella loro storia recente i Verdi partecipano a un congresso dall’esito non scontato, con la minaccia della sorpresa dell’ultimo minuto che può riaprire i giochi. Alla fine, i quasi 500 delegati presenti sceglieranno come leader la candidata della maggioranza Grazia Francescato (nella foto), che supera gli outsider Boato e Roggiolani ma non riesce ad andare oltre il 60%. Al di là degli appelli all’unità che si ripetono dal palco, infatti, la fotografia di questo secondo e cruciale giorno di congresso è un’assemblea spaccata, spesso scossa da momenti di tensione e fibrillazioni, con qualche delegato del Nord che già parla di scissione.

Regioni ed enti locali bocciano la manovra

 Le Regioni sono categoriche ed esprimono un parere ”nettamente negativo” sul dl 112 e tornano a chiedere al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, un incontro, ”importante e indispensabile”, perche’ le Regioni sono molto preoccupate delle relazioni istituzionali che si fanno sempre piu’ critiche. E’, in sintesi, quanto ha detto Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, ”Noi non vogliamo – ha detto Errani – un conflitto istituzionale, sarebbe un grave danno per il Paese. L’unilateralita’ con cui il Governo fino ad oggi ha affrontato la manovra richiede un incontro con Berlusconi e credo che il Premier l’ascoltera’ perche’ arriva da tutte le Regioni”.
”Berlusconi – ha precisato Errani – non puo’ ignorare la difficolta’ grave che vi e’ nei rapporti tra noi e il Governo, e’ impossibile non verificare che alla nostra disponibilita’ e’ corrisposto un atteggiamento quanto meno ostico del Governo”. Ribadiamo con forza la richiesta di un incontro con il Presidente del Consiglio, che a questo punto riteniamo ancora piu’ importante e indispensabile perche’ siamo molto preoccupati delle relazioni istituzionali che si confermano molto critiche’. “Lo ribadisco – ha continuato Errani – noi non vogliamo il conflitto istituzionale, che sarebbe un grave danno per il Paese, ma il percorso di queste settimane, segnato da un atteggiamento assolutamente unilaterale del Governo, impone un chiarimento col Presidente del Consiglio che, sono convinto, vorra’ accogliere a questo punto la nostra richiesta, sentendo la difficolta’ grave con cui si e’ svolto il confronto tra Regioni e Governo in questa prima fase. ‘Alla disponibilita’ delle Regioni ha risposto un atteggiamento ostico del Governo’.

PdL: Dal governo Berlusconi nessun taglio alla sicurezza

“Bene ha fatto il Ministro dell’interno Maroni a spiegare che i tagli alla sicurezza non ci sono e a ricordare che è stato il governo Prodi a penalizzare questo settore.” Lo ha dichiarato Gregorio Fontana, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati e deputato del PDL nella Commissione Difesa, che ha spiegato:

“La politica del governo Berlusconi sulla sicurezza va giudicata nel suo complesso (Decreto Legge n. 92-2008 “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica” e il Disegno di legge n. 733 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”) e non solo traendo conclusioni affrettate dalle risultanze di un unico provvedimento di legge. Dopo molti anni è stato finalmente sbloccato il turn over delle forze dell’ordine ed è stato dato il via libera all’assunzione di circa 4000 agenti. Inoltre, grazie allo sblocco del Patto di Stabilità per i comuni virtuosi, sarà possibile per i sindaci assumere nuovi agenti di Polizia Locale che, grazie anche alle nuove norme sulla sicurezza del Governo Berlusconi, potranno meglio interagire con le altre forze di Polizia per garantire la sicurezza del territorio. La maggioranza di Governo è comunque ben consapevole della necessità di incrementare l’organico in tempi rapidi ed in maniera consistente. Prova di tale consapevolezza è stato l’impiego, in via del tutto straordinaria e provvisoria, di circa 3000 militari a sostegno delle forze dell’ordine. Per quanto riguarda il pagamento degli straordinari, il Governo ha ereditato una situazione di grave dissesto economico, frutto della scellerata politica attuata dal precedente esecutivo che faceva affidamento su risorse che non esistevano.

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Monnezza day per Berlusconi che “libera” Napoli dai rifiuti

 E’ indubbiamente il giorno del “trionfo” napoletano per Berlusconi. Almeno per quanto riguard ala “monnezza”. “Oggi a Napoli sarò orgoglioso di annunciare e di fare constatare che non ci sono più i rifiuti per le strade”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando all’assemblea di Coldiretti. Il premier ha ricordato di essersi “assunto il rischio di garantire la risoluzione della tragedia dei rifiuti, garantendo che si sarebbe trovata una soluzione entro il mese di luglio. ” In tre anni la soluzione definitiva”.

Ora – prosegue Berlusconi – dovranno essere messe in campo “una serie di iniziative” per far cambiare l’immagine dell’Italia nel mondo. “Dovremo far conoscere la situazione a tutto il mondo. Occorre trovare il modo per far passare sulle tv di tutto il mondo le immagini di Napoli riportata al grado di civiltà che le compete”.

Giustizia: è ancora scontro tra toghe e Pdl e tra Berlusconi e Veltroni

 “La cloaca del Csm correntizzato, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani”. Lo dichiara a Radio Radicale il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri e scoppia subito una nuova bagarre sul tema della giustizia.
“Come presidente dei senatori del Pdl – spiega Gasparri – reputo prioritaria una equilibrata riforma della giustizia. L’obbligatorietà dell’azione penale è un feticcio teorico perché poi sono i magistrati a decidere quali processi fare e quali non fare. La separazione delle carriere è un’esigenza prioritaria per restituire maggiore trasparenza alla giustizia, la depoliticizzazione della magistratura è un’emergenza democratica. La magistratura seria e laboriosa composta dalla maggioranza dei magistrati è la prima vittima di quattro guitti che usano le toghe per un’azione di militanza politica, che occupano militarmente il Csm e che non giovano ad un’immagine della magistratura fortemente incrinata come si vede dai sondaggi, una reputazione che la magistratura non merita. La riforma deve esaltare la funzione della giustizia e noi la faremo sicuramente”.

Maggio da dimenticare per l’industria italiana

Ordinativi e fatturato dell’industria in sostanziale calo a maggio. Gli ordini totali, secondo i dati Istat, sono calati del 3,1% congiunturale (indice destagionalizzato a 120,6) e del 5,3% tendenziale (indice grezzo a 118,3), segnando il dato più basso dal gennaio 2004. Il fatturato, invece, è sceso dell’1,7% rispetto ad aprile (indice destagionalizzato a 125,8) e del 2,7% tendenziale (indice grezzo a 128,6).

Per gli ordini, la componente nazionale è scesa del 3,6% mensile e del 4,8% annuale, mentre quella estera è scesa del 2% su mese e del 6,2% su anno, registrando la flessione più forte da dicembre 2005; per il fatturato la componente nazionale è diminuita dell’1,5% mensile e del 3,2% annuale, quella estera del 2,2% mensile e dell’1,5 annuale. Rivisto al ribasso il dato congiunturale degli ordini di aprile, che passa da +1,2% a +0,5%. Nel confronto dei primi cinque mesi del 2008 e lo stesso periodo dell’anno precedente, il fatturato ha registrato un incremento del 3,8% e gli ordinativi un aumento tendenziale del 4,5%.