Vendola(PRC): Esco sconfitto ma proseguo la battaglia

 “Io sono sconfitto ma sono sereno perché da comunista ho imparato ad essere sconfitto e a stare con gli sconfitti. Compagni della mozione 2 ci vediamo nell’area politico-culturale ‘Rifondazione per la sinistra’.”Niky Vendola, dal palco del VII Congresso di Rifondazione Comunista, ammette la sconfitta e annuncia la nascita di una corrente di minoranza, smentendo qualsiasi ipotesi di scissione.
“La seconda mozione – ha detto il governatore della Puglia – non abbandona Rifondazione ma è qui per continuare la battaglia perché siamo il 47,3% del partito”.
Poi attacca: “Considero questo congresso come la fine della storia di Rifondazione comunista come l’ho conosciuta in 38 anni di militanza, il compimento di una sconfitta elettorale, un arretramento culturale”.

Casini(UDC): Sì al dialogo con Pdl e Pd, distanti anni luce da Idv

 “Noi non abbiamo la vocazione testimoniale, non saremo profeti disarmati, non siamo frati trappisti. Sul terreno concreto del Parlamento matureranno le condizioni concrete del nuovo quadro politico del nostro Paese. Le alleanze le scopriremo solo vivendo, ma non è che ogni volta dobbiamo andare da soli”.
Così, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, chiudendo la due giorni di ‘Liberal’ a Todi.
Casini ha parlato di fronte a Francesco Rutelli e Piero Fassino, che avevano auspicato un rapporto sempre più stretto all’opposizione con i centristi e paventato la possibilità di costruire sui temi concreti e programmatici un’alleanza futura anche di Governo. Per costruire future alleanze, ha sottolineato Casini, conteranno naturalmente anche “i valori, perché‚ le scelte sui valori non possono essere estranee al tema delle alleanze”.

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Veltroni all’assemblea dei liberal: E’ tempo di un grande soggetto riformista

 Il centrosinistra ha una speciale vocazione a “distruggere ciò che costruisce”, invece il Pd ha bisogno di “tempo” per sviluppare il progetto di un “soggetto riformista”. Walter Veltroni parla all’assemblea dei ‘liberal’ Pd, una scelta irrituale visto che lui stesso sottolinea di non aver finora partecipato alle riunioni. Lo ripete all’inizio del suo intervento, la sua presenza è un’eccezione, dal momento che se avesse partecipato a tutte le altre non avrebbe avuto il tempo per fare altro, in ogni caso lo soddisfa la partecipazione di tante persone provenienti da altre componenti perché vuol dire che non si ‘ossifica’ il partito”. Del resto spiega: “il mio lavoro, ‘my job’, è favorire il più possibile la sintesi, l’incontro tra diverse culture”.

Approvata la relazione del reggente di Alleanza nazionale per la confluenza nel PdL

 L’Assemblea nazionale di An, riunitasi oggi a Roma, ha approvato la relazione del reggente del partito Ignazio La Russa contenente la tabella di marcia, in termini cronologici ma anche organizzativi, del percorso del partito verso il congresso fondativo del Pdl.

“La classe dirigente di An sarà la prima a capire le potenzialità del Pdl, non come scontro tra componenti, ma semmai come confronto culturale. Non avremo paura di navigare nel mare più ampio, nell’oceano che abbiamo davanti”, consapevoli che “la sfida sarà sui valori”. Questo uno dei passaggi della relazione del reggente di An e ministro della Difesa, Ignazio La Russa, durante l’assemblea nazionale del partito.
“Se avessimo scelto solo la visibilità, se avessimo voluto, avremmo creato momenti di tensione”, dice La Russa che cita “ad esempio il fatto che le ronde non le fanno i cittadini ma i soldati: alla fine sarà così”. Oppure “avremmo pompato sulla decisione di prendere le impronte per tutti: è un emendamento che abbiamo suggerito noi, noi abbiamo dato la soluzione”.

Congresso Prc: si va alla conta

Giornata cruciale quella di oggi a Chianciano Terme, per il futuro di Rifondazione Comunista dopo la riunione notturna nella quale la prima mozione, capitanata dall’ex ministro Paolo Ferrero, ha deciso di andare alla conta dei voti per la guida del Prc.
La giornata vedrà alternarsi sul palco tutti i big: da Fausto Bertinotti allo stesso Ferrero, dal governatore pugliese Nichi Vendola, a Claudio Grassi, che, dopo aver cercato di mediare tra la prima e la seconda mozione, si è adeguato alle decisioni della maggioranza della mozione di Ferrero di andare al muro contro muro.
Ma la vera battaglia sarà in commissione politica dove la prima mozione presenterà il documento politico alternativo, intorno al quale cercherà i numeri delle altre 3 mozioni di minoranza del congresso.
La partita si giocherà comunque sul filo del rasoio ed è probabile che la guida del Prc sarà decisa per 10-15 voti quando domani si riunirà per la prima volta il comitato politico per eleggere il segretario.

Berlusconi: Io faccio una politica di sinistra, l’opposizione solo fumo

 Traccia un bilancio dell’azione di governo, rivendica i risultati ottenuti, fissa nuove scadenze e attacca l’opposizione “suddita delle procure”. Silvio Berlusconi, a palazzo Chigi, rivendica i risultati ottenuti dall’esecutivo. Risultati ottenuti “dalla sola maggioranza”. Ed è a questo punto che scatta il duro l’attacco all’opposizione: “Parla di dialogo ma è solo una cortina fumogena. Dimostra sudditanza verso le procure politicizzate. Ma non abbiamo chiuso la porta e speriamo che l’estate possa portare consiglio”.

Il premier, poi, elenca i risultati ottenuti e snocciola le cfre. A partire dai 41 provvedimenti varati dal governo. Per quanto riguarda la semplificazione “c’erano 21.691 leggi in vigore, abbiamo operato tagli intorno al 30%, eliminando circa 7.00 leggi inattuali e obsolete”. Entro fine anno il lavoro proseguirà, e “il numero delle leggi vigenti potrà scendere a 13.600, Con un taglio del 37%”. Nel 2012 il governo spera così di tagliare la spesa pubblica per una cifra vicina ai 75 miliardi.

Infine l’annuncio di 3 riforme per l’autunno: federalismo fiscale, giustizia e legge elettorale per le europee. “In contemporanea” specifica il premier che dice: “Stiamo facendo una politica di sinistra. Per questo abbiamo iniziato ad affrontare i bisogni delle famiglie deboli”.

La provocazione di Beppe Grillo sulla salute del Presidente Napolitano

 “Steve Jobs, 53 anni, nella sua ultima apparizione pubblica è apparso dimagrito, pallido. Steve Jobs soffre da tempo di un cancro al pancreas da cui sembrava guarito. Steve Jobs è il creatore della Apple. Molti pensano che sia lui il vero innovatore, l’unico genio dell’informatica. Non Bill Gates.
Steve Jobs è la Apple. La sua salute non è solo un fatto privato, è anche un fatto economico di rilevanza mondiale. La Apple non rilascia dichiarazioni sullo stato di salute di Steve Jobs. Gli analisti finanziari e gli azionisti vorrebbero sapere se Jobs può o meno continuare a ricoprire il suo incarico di presidente della Apple e per quanto tempo. Un analista ha spiegato che se la Apple vuole considerare la salute di Jobs un fatto privato, deve trasformarsi in società privata e ritirarsi dalla Borsa.
Giorgio Napolitano, 83 anni, trenta più di Jobs, nelle sue ultime apparizioni pubbliche è apparso sempre più distante, etereo. Giorgio Napolitano è in apparente buona salute, ma ricordando il suo passato, non trovano giustificazioni le sue prese di posizione e le sue azioni. Si è pronunciato contro la spettacolarizzazione dei processi quando le procure sono sotto l’attacco del governo. Ha firmato senza battere ciglio il lodo Alfano.

Berlusconi su Alitalia: Si lavora. Ci sono i soldi per il salvataggio

 Le risorse necessarie per risolvere la crisi Alitalia ci sono. A garantirlo è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il governo, ha precisato il premier, sta lavorando intensamente per risolvere la partita. Per ora ci sono due, fondamentali, punti fermi: “I capitali necessari per Alitalia e lo slogan: ‘Io amo l’Italia, volo con Alitalia’”. La soluzione della crisi della società aerea sembra quindi davvero vicina.

L’annuncio è arrivato al termine del Consiglio dei ministri. Ma già da diversi giorni continuano a rincorrersi voci che vedono il piano di salvataggio pronto per la presentazione. Il termine ultimo resta comunque fissato per domenica 10 agosto. Formalmente è entro quella data che l’advisor Intesa-SanPaolo dovrà presentare il dossier che in queste ore viene messo a punto nella sua stesura definitiva. C’è forte attesa. Intanto per sabato è stato convocato un Cda di Alitalia.

Un paese in emergenza

“Estensione all’intero territorio nazionale della dichiarazione dello stato di emergenza per il persistente ed eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari”. E’ quanto ha approvato oggi il Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Un provvedimento che, come si legge nel documento diffuso a conclusione dei lavori, dovrebbe servire per “potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno”.

Ma che vuol dire?

A cercare di fornire una spiegazione ulteriore, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, secondo il quale “l’estensione dalle attuali tre regioni (Puglia, Sicilia, Calabria, come stabilito nel 2007 dal governo Prodi, ndr) a tutto il Paese serve a facilitare una risposta dello Stato e non cambia quello che c’è già”.

Stato di emergenza per l’afflusso di extracomunitari: Maroni spiega il provvedimento

 “Il provvedimento del governo si propone unicamente di dare assistenza ai clandestini, togliendoli dalle tende come sta accadendo in queste settimane, per alloggiarli in strutture adeguate e in case con tetto” così il ministro dell’Interno Maroni ha precisato le motivazioni dell’estensione a tutto il territorio italiano dello stato di emergenza per l’ingente afflusso di cittadini extracomunitari.

Il ministro Maroni ha tenuto nel pomeriggio al Viminale una conferenza stampa nel corso della quale ha fornito alcuni chiarimenti sul provvedimento – adottato oggi dal Consiglio dei ministri – sull’estensione a tutto il territorio italiano dello stato di emergenza.

La decisione adottata dal Governo – ha precisato il ministro – non è altro che “una proroga di altre proroghe, ben sei, quattro del governo Berlusconi a partire dall’11 dicembre 2002 e due del governo Prodi, ultima delle quali risalente al 14 febbraio 2008”.