Crisi mutui: la Germania garantisce i risparmi

 Dopo la riunione del G4 (Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania) a Parigi, i “grandi” del Vecchio Continente per far fronte alla crisi dei mutui hanno deciso la possibilità di interventi nazionali ma coordinati a sostegno delle banche e di intraprendere un cammino preciso verso una riforma del patto di stabilità per garantirne una maggiore flessibilità. Per quel che riguarda la Germania, la cancelleria Angela Merkel ha deciso che lo Stato garantirà i depositi bancari. L’Italia invece proporrà la creazione di un enorme “fondo comune” europeo per far fronte alla crisi dei mutui alle riunioni dei ministri finanziari dell’Ue in programma oggi e domani a Lussemburgo. Lo ha annunciato il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, anticipando che la proposta sarà avanzata all’Ecofin dal ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti. “Tremonti – ha aggiunto Berlusconi – proporrà l’istituzione di un fondo comune pari al 3% del Pil per dire che i governi ci sono e che nessuno perderà un solo euro”. A livello europeo non sembra praticabile un vero e proprio piano di salvataggio comune come quello varato dagli Stati Uniti, resta comunque via obbligata per i Paesi europei la ricerca di una strategia comune per arrivare ad una soluzione che rassicuri al più presto i mercati e i risparmiatori.

Crisi delle banche: Unicredit vara un aumento di capitale

Un aumento di capitale da quasi 3 miliardi di euro e il pagamento del dividendo 2008 in azioni di nuova emissione (e non in denaro contante) per un valore di altre 3,6 miliardi. Ammontano a 6,6 miliardi le misure di rafforzamento patrimoniale approvate domenica sera dal consiglio d’amministrazione di UniCredit group al termine di una riunione fiume durata cnque ore. Con l’attuazione di queste misure – tra cui anche un piano di riduzione di costi, la dismissione delle partecipazioni in Generali e Atlantia e la valorizzazione del patrimonio immobiliare per oltre 1,5 miliardi – l’istituto di credito controllato dalle fondazioni bancarie di Verona, Torino e Carimonte e dal gruppo tedesco Allianz stima di aumentare il suo Core Tier 1 ratio al 6,7% contro il 5,7% del giugno 2008, ipotizzando un utile atteso a fine anno di 5,2 miliardi di euro (pari a un utile per azione di 0,39 euro contro l’obiettivo precedente di 0,52 euro).

Cicchitto (PdL): Sul razzismo, inaccettabili le strumentalizzazioni della sinistra

 “Gli episodi violenti contrassegnati da razzismo, avvenuti in varie parti d’Italia, ma in genere in situazioni di periferia e di generale disagio sociale, vanno condannati con forza e perseguiti con durezza. E’ davvero inquietante che il giovane che ha picchiato il lavoratore cinese sia già a piede libero per limiti d’età.” Lo ha affermato il presidente dei senatori del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha spiegato:

“E’ però del tutto inaccettabile che il centrosinistra faccia di questi episodi uno strumento di propaganda e addirittura di attacchi al centrodestra. Non si capisce proprio quale sereno dialogo si possa realizzare con chi, da un lato, attacca il centrodestra ed il governo perché metterebbero addirittura in pericolo la libertà e la democrazia e, dall’altro, perché fomenterebbero il razzismo;

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Vigilanza Rai, Casini (UDC): Forse una rosa di nomi sbloccherà lo stallo

Una rosa di nomi, presentata dall’opposizione alla maggioranza, tra i quali scegliere il prossimo presidente della commissione di Vigilanza Rai.
Secondo Pier Ferdinando Casini, potrebbe essere questa alla fine la mossa con cui riuscire a sbloccare l’impasse per la poltrona di Palazzo San Macuto.
Il leader dell’Udc, durante una conferenza stampa alla Camera, ha spiegato infatti che “il servizio pubblico non può diventare terreno di scontro politico” e che quindi, data la situazione di stallo, potrebbe servire un “sedersi attorno a un tavolo” e fare un “patto fra gentiluomini che riguardi anche il Consiglio di amministrazione e il Direttore generale”.
Dare “una rosa di nomi, ad esempio, potrebbe fare uscire tutti dalle difficoltà. Noi – aggiunge – abbiamo sempre votato Orlando per correttezza, anche se la convenienza poteva suggerirci altro”.
Poi sottolinea: “E’ ridicolo, assurdo e autolesionista per l’opposizione dire che bisogna aspettare la manifestazione della sinistra. Con tutto il rispetto per l’iniziativa di Veltroni, se si rimprovera la maggioranza di avere poco senso delle istituzioni, non si può poi dire parliamone dopo il 25. Saremmo contraddittori”.

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Fini: Legislatura sprecata senza dialogo. Convergenze possibili

 MILANO – «Se oggi D’Alema voleva dire: discutiamo su come rendere questa legislatura fruttuosa, questa cosa deve essere condivisa. D’Alema non è uno sprovveduto, ha capito che questa legislatura dura cinque anni». Ed ancora: «Mi auguro che ci sia un riscontro fin dalle prossime settimane. Sarebbe l’ennesima legislatura sprecata se non si desse corso ad un dialogo tra maggioranza e opposizione». Gianfranco Fini non lascia cadere nel vuoto l’appello a cercare ampie convergenze sulle riforme lanciato dall’esponente del Pd durante il convegno dei giovani industriali a Capri. «Non sarebbe male – ha detto Fini, intervistato dal direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli alla festa della Libertà di Milano – se in questa legislatura ci si potesse confrontare seriamente su quale assetto dare al sistema italiano».

«CONVERGENZE POSSIBILI» – Il presidente della Camera ha ricordato che «c’è già una struttura federale nei fatti in Italia». Accennando al sistema tedesco, Fini ha ipotizzato che «si potrebbero registrare delle convergenze». Da più parti – ha detto il presidente della Camera – si dice che occorre ridurre il numero dei deputati. L’ammodernamento del Titolo v – aggiunge la terza carica dello Stato – potrebbe essere un altro spunto di dialogo e di convergenza». Per Fini «è giusto confrontarsi sulle regole del gioco: mi auguro che ci sia un confronto anche sul federalismo fiscale. Spero – conclude Fini – che questa assenza di pregiudizio orienti le forze politiche verso il confronto».

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Crisi, si muove l’Europa dei 4: Pronti a sostenere le banche

“L’applicazione del Patto di stabilità dovrà riflettere l’eccezionalità delle condizioni in cui ci troviamo”. Il presidente francese Nicolas Sarkozy chiude così il vertice del G4 a Parigi sulla crisi finanziaria, promettendo sanzioni “per i responsabili del crack” e annunciando “sostegno” per le banche europee in difficoltà. “Ogni governo si muoverà, secondo i metodi propri, ma in modo coordinato con gli altri stati europei” spiega Sarkozy. Non è un vero e proprio “piano Ue” per le banche continua il premier francese, ma è una prima risposta per evitare che la crisi faccia sentire i suoi effetti devastanti. Una crisi globale ed infatti i 4 lanciano la proposta di un vertice internazionale da tenere “il prima possibile” per rivedere le regole alla base dei mercati finanziari. ” Dobbiamo rifondare tutto il mercato finanziario mondiale. Tutti gli operatori devono essere coinvolti – aggiunge Sarkozy – In tempo di crisi c’è bisogno di una task force sulla supervisione in cui sono rappresentate le banche centrali e i ministeri delle finanze dei diversi Paesi”.

Brunetta: Riforma della Pubblica Amministrazione, al via la fase due

 Il Ministro della Funzione Pubblica Brunetta, in accordo con i Ministri La Russa, Maroni e Sacconi, ha presentato al Parlamento alcuni emendamenti al disegno di legge 1441 in discussione alla Camera, tesi a perfezionare e chiarire le norme del decreto legge 112 relative alle assenze per malattia. In particolare, è stato presentato un emendamento per evitare la riduzione del trattamento economico del personale del comparto sicurezza e difesa (ivi compresi i Vigili del Fuoco) in caso di assenza per malattia. Il Governo ha così accolto quanto richiesto dal Sindacato Autonomo di Polizia. Un emendamento che vanifica tutte le polemiche di coloro che non hanno saputo aspettare e che hanno tentato di sminuire l’autorevolezza di una meritoria azione del Governo di riforma della Pubblica Amministrazione nel suo complesso. Tante volte è stato ripetuto dal Presidente Berlusconi che tutto è migliorabile, aspettare il pacchetto già pronto e confenzionato è tipico di coloro che non hanno la capacità di proposta e di riflessione, ma che si pongono rigidi, proprio come nei regimi, aspettando la longa mano del potere che gli scodella la pappa in bocca.

Incontro al Quirinale fra il Presidente Napolitano a Sua Santità Benedetto XVI

 Stato e Chiesa italiana si incontrano “in un rapporto di reciproco rispetto e di feconda collaborazione”, ed è con questo spirito che “ci prepariamo a celebrare il centocinquantesimo anniversario della nascita del nostro Stato unitario”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dando il benvenuto al Quirinale a Sua Santità Benedetto XVI.
“Il valore supremo che ci deve guidare – ha detto tra l’altro il Capo dello Stato – è il rispetto della dignità umana, in tutte le sue forme e in tutti i luoghi. Esso implica più che mai anche la coscienza e la pratica della solidarietà, cui non possono restare estranee – anche dinanzi alle questioni più complesse, come quella delle migrazioni verso l’Europa – le responsabilità e le scelte dei governi”. Il Presidente Napolitano ha quindi fatto riferimento alle “vicende critiche” e ai “motivi di allarme che accompagnano il cammino dell’umanità in un mondo pur così ricco di risorse e di potenzialità di progresso”.

Federalismo fiscale: il Cdm vara il ddl

Il Consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge che introduce il cosiddetto federalismo fiscale.
Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti per il riequilibrio economico e finanziario di regioni e enti locali.
“Sarà un riforma storica ed è contenuta in un disegno di legge ordinaria e non costituzionale” ha spiegato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Il testo approvato dal Governo è quello emerso dal confronto tra l’esecutivo e la Conferenza Unificata degli enti locali (Regioni, Province, Comuni e Comunità montane). Le Regioni hanno espresso un “parere positivo sui principi”, riservandosi di verificare l’attuazione delle norme, mentre per Province e Comuni il via libera definitivo sarà condizionato dall’approvazione di alcuni emendamenti.

Appello di Napolitano su Rai e Consulta

 L’elezione di un giudice costituzionale e del presidente della commissione di Vigilanza Rai sono “obblighi a cui il Parlamento non può ulteriormente sottrarsi”. E’ il duro appello che lancia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una dichiarazione al termine di una conversazione telefonica con Marco Pannella che sta facendo lo sciopero della fame per queste due insolute vicende.

In particolare proprio per l’elezione del presidente della Commissione di Vigilanza Rai la maggioranza sta volontariamente disertando e boicottando i lavori parlamentari.

Napolitano richiama quindi tutte le forze politiche, pur nella “comprensibile diversità di valutazioni politiche”, a far prevalere “la consapevolezza dell’inderogabile dovere costituzionale da adempiere”.