Il Consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge che introduce il cosiddetto federalismo fiscale.
Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti per il riequilibrio economico e finanziario di regioni e enti locali.
“Sarà un riforma storica ed è contenuta in un disegno di legge ordinaria e non costituzionale” ha spiegato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Il testo approvato dal Governo è quello emerso dal confronto tra l’esecutivo e la Conferenza Unificata degli enti locali (Regioni, Province, Comuni e Comunità montane). Le Regioni hanno espresso un “parere positivo sui principi”, riservandosi di verificare l’attuazione delle norme, mentre per Province e Comuni il via libera definitivo sarà condizionato dall’approvazione di alcuni emendamenti.
Appello di Napolitano su Rai e Consulta
L’elezione di un giudice costituzionale e del presidente della commissione di Vigilanza Rai sono “obblighi a cui il Parlamento non può ulteriormente sottrarsi”. E’ il duro appello che lancia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una dichiarazione al termine di una conversazione telefonica con Marco Pannella che sta facendo lo sciopero della fame per queste due insolute vicende.
In particolare proprio per l’elezione del presidente della Commissione di Vigilanza Rai la maggioranza sta volontariamente disertando e boicottando i lavori parlamentari.
Napolitano richiama quindi tutte le forze politiche, pur nella “comprensibile diversità di valutazioni politiche”, a far prevalere “la consapevolezza dell’inderogabile dovere costituzionale da adempiere”.
Contratti: e’ guerra di cifre Cgil-Confindustria
La proposta di Confindustria produrrà un aumento dei salari o una diminuzione? E’ la domanda a cui le organizzazioni di rappresentanza delle industrie e della Cgil hanno dato una risposta diametralmente opposta: aumenteranno in 4 anni di 2.503 euro in valore nominale e di 766 euro in valore reale, dice il presidente degli indutriali, Emma Marcegaglia. Diminuiranno nello stesso periodo di 1.914 euro, sostiene invece il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.
Il giorno che ha seguito lo strappo della Cgil al tavolo dei contratti ha visto insomma una guerra di cifre tra il presidente di Confindustria – che ha ribadito “non ci faremo imporre veti” – e il segretario della Cgil. “Non capisco che conti siano stati fatti e come. La verità – ha accusato Emma Marcegaglia è che la Cgil vuole il ripristino della scala mobile.
Alfano: Sentenze brevi e chiare nel processo civile
Dopo l’approvazione avvenuta alla Camera della riforma del processo civile, che ora passa all’esame di Palazzo Madama, il ministro della Giustizia Alfano ha mostrato grande soddisfazione: “Siamo molto contenti perche’ i processi civili in Italia hanno avuto una durata di 10 anni una cosa inaccettabile per qualsiasi cittadino. Noi vogliamo velocizzare a abbiamo trovato dei modi per riuscirci : innanzitutto un massiccio uso delle tecnologie, dell’informatica e di internet per adeguare i tempi dei processi alla modalita’ di procedere dei nostri uffici. In secondo luogo severe punizioni per chi gioca ad allungare i tempi dei processi. Inoltre sentenze brevi e chiare comprensibili a tutti i cittadini.
Governo, Casini (UDC): Troppi dl rendono il Parlamento un ente inutile
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini si appella al presidente del Consiglio e al presidente della Camera, affinché difenda il ruolo e le prerogative della Camera.
“Siamo rimasti sconcertati – ha esordito Casini riferendosi alla comunicazione fatta dal ministro dell’Economia in Aula- dalle parole dell’onorevole Tremonti, per l’assoluta inutilità che attribuisce evidentemente al ruolo del Parlamento. Oggi, in tutti i giornali odierni è enunciato un proposito del Presidente del Consiglio. Come lei sa, noi non lo demonizziamo affatto e non lo riteniamo affatto il male di questo Paese (come altri dell’opposizione), ma egli ha enunciato a più riprese, nella giornata di ieri, il suo proposito di ricorrere maggiormente rispetto a quanto fatto finora alla decretazione d’urgenza, in quanto questo deve diventare lo strumento ordinario del Governo del nostro Paese”.
Il PD cerca di mediare fra Confindustria e sindacati sulla riforma della contrattazione
I contratti dei lavoratori italiani al centro delle preoccupazioni del PD. Walter Veltroni ha incontrato Emma Marcegaglia, presidente di Confidustria per valutare lo stato della trattativa sulla riforma del modello contrattuale, dopo la rottura avvenuta nei giorni scorsi con la Cgil. “Ovviamente non abbiamo parlato del tempo”, ha esordito sorridendo Emma Marcegaglia al termine di questo colloquio di circa un’ora nella sede del PD, durante il quale, insieme ad Alberto Bombassei e a Maurizio Beretta, oltre a Veltroni, ha incontrato alcuni esponenti del Governo ombra del PD, Pierluigi Bersani, ministro dell’Economia, Enrico Letta, ministro del Welfare e il vicesegretario del PDDario Franceschini. Lunedì Veltroni ha in programma di incontrare anche i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Un incontro esplicativo da entrambi le parti per chiarire posizioni e soprattutto per ribadire l’interessamento forte e concreto del PD di fronte ad una riforma che interessa milioni di lavoratori.
Epifani risponde alla Marcegaglia sul tema della scala mobile
“E’ un’accusa del tutto fuoriluogo e anche ridicola. Ricordo a Emma Marcegaglia che nell’84 io mi battevo contro gli effetti perversi della scala mobile. Mi presi gli insulti per questo”. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, in un’intervista a ‘La Repubblica’, respinge l’accusa, lanciata dalla leader di Confindustria, di essere il fautore del ritorno alla scala mobile e ribadisce le ragioni della rottura con Confindustria, ma anche con Cisl e Uil. “All’epoca, Emma Marcegaglia era poco più d’una bambina, quindi non può ricordare, altrimenti non avrebbe detto quelle cose. Non permetto a nessuno di sostenere che vorrei ripristinare la scala mobile”, aggiunge Epifani.
Sul merito della proposta di Confindustria per la riforma degli assetti contrattuali, il leader della Cgil dice: “La proposta degli industriali opera due correzioni al ribasso. Intanto abbassa la base retributiva sulla quale calcolare gli incrementi a livello nazionale.
Berlusconi: Nessun panico per la crisi dei mutui americani
“Non ci sono gli elementi per doversi preoccupare. Ci preoccupa invece la possibilita’ di speculazioni di chi, andando a diffondere panico, possa conseguire un abbattimento del valore dei titoli in Borsa e dei titoli di credito per acquisirli e poi profittarne quando questi titoli risaliranno al loro giusto prezzo che deve essere correlato alla realta’ reddituale delle imprese”.
Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando in conferenza stampa a Napoli in merito alla crisi sui mercati finanziari. “Non crediamo si debbano avere patemi e non crediamo che attraverso la speculazione si debbano andare ad intaccare gli interessi del nostro sistema bancario e dei nostri risparmiatori.
Crisi mutui, Tremonti assicura: Rischi contenuti per l’Italia
“I rischi per l’Italia restano contenuti” e questo vale per banche e assicurazioni. Inoltre “le banche hanno una liquidità adeguata”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenendo in Aula alla Camera.
“Il Comitato per la stabilità dei mercati – ha aggiunto Tremonti – ha ritenuto opportuno continuare a mantenere sotto costante osservazione la situazione”.
Il ministro ha spiegato che “al fine di proteggere il mercato italiano da attacchi di natura speculativa che trovano alimento dal perdurante clima di incertezza del sistema finanziario internazionale, il ministro dell’Economia e delle finanze d’intesa con il governatore della Banca d’Italia si è impegnato ad adottare le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario e per difendere i risparmiatori”.
Per affrontare la crisi dei mercati finanziari, ha quindi ricordato Tremonti, “sul piano internazionale, la nostra azione è svolta a tutti i livelli in stretto contatto con i principali partners e nei diversi formati istituzionali”.
Fini avvisa Berlusconi: La Camera reagirà ai troppi decreti
Il presidente della Camera dice basta all’abuso di decreti: “Il ricorso ai decreti legge rientra tra le prerogative del governo. Un eventuale abuso di questo strumento – dichiara oggi Gianfranco Fini – non solo determinerebbe valutazioni di tipo politico, ma anche il diritto della Camera di far sentire la propria voce”.
Il numero uno di Montecitorio interviene in Aula dopo le sollecitazioni nei suoi confronti venute dall’opposizione, all’indomani delle dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulle intenzioni di ricorrere con più frequenza allo strumento della decretazione d’urgenza.