“Sono al 72 per cento di gradimento e tutti i sondaggi ci danno una maggioranza ancora più grande” di quella ottenuta alle elezioni. Veltroni si rassegni, non sa perdere. Per cinque anni governeremo noi perchè ci ha dato mandato il Paese, con una grande maggioranza, e tutti i sondaggi ci danno una maggioranza ancora più forte per tutte le cose che abbiamo fatto in soli cinque mesi. Al 72 per cento di gradimento, ma cosa vogliono ancora? Continuino pure a sgambettare in televisione, a dire le solite insulsaggini, non faranno che perdere consenso anche da parte di coloro che prima stavano dalla loro parte”. Lo ha affermato Silvio Berlusconi che ha ribadito la volontà dell’esecutivo di approvare il decreto sulla scuola:
“Sul decreto Gelmini andiamo avanti, anche perche’ le critiche al decreto sono strumentali. Andiamo avanti a governare a fare le cose di buon senso che sono nel programma, qualunque cosa dica Veltroni o chiunque altro dell’opposizione. Hanno usato strumentalmente la scuola, pensate all’universita’ dove non abbiamo ancora fatto nulla e gia’ hanno mosso critiche e studenti nelle strade con strumentalizzazioni difficilmente definibili”.
«Non ci sarà nessun cambiamento nell’azione di governo e della maggioranza – ha dichiarato Berlusconi dopo la manifestazione del PD a Roma – perché questa è una manifestazione per uso interno alla sinistra. Interna corporis, per le loro divisioni e per marciare contro il governo». Ai leader del centrosinistra, che ricordano a Berlusconi di essere sceso in piazza nel 2006, il premier ribatte: «Noi andammo sulla piazza per la prima ed unica volta, perché eravamo disperati, perché nessuno ci stava ad ascoltare, per dire al governo che era insostenibile la pressione fiscale e per chiedere che fossero ricontate le schede elettorali convinti come eravamo e come lo siamo che ci avessero sottratto la vittoria». «Non c’era allora nessuna divisione dei poteri – aggiunge – io come leader dell’opposizione non sapevo a chi rivolgermi, tutte le istituzioni erano dalla loro parte. Comunque per noi quella fu una manifestazione serena e spero lo sia anche per loro, e proprio quella volta nacque il Pdl».
Quella di oggi, diciamocelo con orgoglio, è la prima grande manifestazione di massa del riformismo italiano, finalmente unito. E lo è perché il Partito Democratico è il più grande partito riformista che la storia d’Italia abbia mai conosciuto.
Una giornata nera, come quella, storica, di un altro 24 ottobre, quello del 1929. A mandare a picco le Borse di tutto il pianeta è l’allarme recessione, un fantasma sempre più concreto dall’America all’Europa. Dopo il crollo dei mercati asiatici (Tokyo ha ceduto il 9,6%), anche i listini europei e Wall Street hanno registrato un vero e proprio tracollo.
Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha convocato le associazioni degli studenti per un confronto sulla riforma della scuola e dopo alcuni incontri ha fatto il punto con una nota. “Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l’università così come sono li soddisfino. Un’università ed una scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia si spenda poco per l’istruzione, anzi siamo tra i primi d’Europa. Il problema è che si spende male. L’università italiana produca meno laureati del Cile, abbiamo ci siano 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati, ci siano 37 corsi di laurea con 1 solo studente, 327 facoltà non superino i 15 iscritti, negli ultimi 7 anni siano stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi siano stati 26mila e nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro, ci siano 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni.