Non difendiamo l’indifendibile. La lettera di Veltroni al Corriere della Sera

 Una lunga lettera pubblicata in prima pagina dal primo quotidiano italiano per rivendicare al partito la capacità di “uscire più forte e più credibile da questo passaggio critico” a patto di “rifuggire dalla tentazione di chiuderci a difesa dell’indifendibile e se sapremo invece nutrire il coraggio di scommettere in modo ancora più deciso sull’innovazione”. E su questo Veltroni indica tre dimensioni di innovazione: la prima è politica ed è la “vocazione maggioritaria. Che non è vacua ricerca della solitudine o presunzione di autosufficienza, ma ambizione di cambiare in profondità i rapporti di forza politici nella società italiana”. Da costruire con alleanze programmatiche chiare pena “ammucchiate eterogenee” o scarsa presa sull’elettorato.

La seconda dimensione dell’innovazione è programmatica, per governare “il Paese come il più piccolo dei comuni italiani, non per gestire l’esistente, ma per rappresentare il bisogno e la domanda di cambiamento che la società italiana esprime. La tensione riformatrice, insieme alla vicinanza quotidiana alle persone, è la condizione indispensabile per il successo delle nostre esperienze amministrative e di governo, ma anche il migliore antidoto alla riduzione della politica ad una lotta senza scrupoli per un potere che diventa fine a se stesso.

Franceschini (PD): Sulla questione morale Berlusconi deve vergognarsi

 Paradossi della politica italiana. Dopo la lettera al Corriere della Sera del segretario del PD, Walter Veltroni, che rivendica l’intenzione del PD di evitare l’autoindulgenza; è Silvio Berlusconi da quell’Abruzzo in cui il candidato Pdl alla presidenza della regione Gianni Chiodi si è distinto per il voto di scambio promosso via web, ad attaccarci affermando: “La questione morale? E’ innegabile che ci sia, c’è assolutamente nel Pd “. Immediata la dura replica del vicesegretario del PD, Dario Franceschini: “Berlusconi che parla di questione morale al Pd? E’ l’ultimo uomo al mondo che può permettersi di farlo. Provi a ripetere la stessa frase davanti allo specchio e vedrà che non ci riuscirà neppure lui per la vergogna”. Mentre Giuseppe Fioroni, coordinatore dell’area Organizzazione del Pd, rispolvera il detto popolare del bue che dà del cornuto all’asino: “Sono soddisfatto che il presidente del Consiglio si accorga che l’etica riguarda anche la politica. Anche in questo caso, però, lo fa con due pesi e due misure. Per sé stesso e per i suoi amici – aggiunge Fioroni – si invocano i complotti, le cospirazioni, le aggressioni e si fanno leggi ad personam. Per gli altri, c’è subito una condanna senza se e senza ma. Noi siamo abituati a rispettare i magistrati e ad aspettare gli esiti prima di ogni commento e di ogni avventato giudizio – e conclude – sarebbe troppo facile liquidare il tutto con il bue che dice cornuto all’asino, ma almeno il premier abbia il senso del limite e della decenza”. Sulla stessa linea Anna Finocchiaro. La capogruppo in Senato invita il premier a “un’esame di coscienza”. Chiude la questione Paolo Gentiloni, responsabile della Comunicazione PD: “Se c’è un tema di cui proprio Berlusconi non dovrebbe azzardarsi a parlare è la questione morale. Con le sue dichiarazioni, con i suoi comportamenti, con i suoi perenni attacchi alla magistratura in questi 15 anni ha dato al Paese un esempio etico e morale tutt’altro che nobile. Da simili cattivi maestri il Pd non può e non deve accettare nessuna lezione”.

Berlusconi: L’Italia ce la farà

 Intervista del presidente Silvio Berlusconi al quotidiano “Il Messaggero” del 6 dicembre 2008

Presidente Berlusconi, questa è la prima crisi economica che importiamo dall’estero. Cosa può metterci l’Italia di suo per ridurne l’impatto ed evitare una escalation negativa?

“La mia convinzione è che possiamo farcela meglio di altri Paesi. I buoni risultati sono sempre figli di un atteggiamento positivo. Per questo invito gli italiani ad avere fiducia. Il 10 ottobre, per primo, il presidente del Consiglio italiano ha garantito che lo Stato non avrebbe consentito il fallimento di alcuna banca e che nessun risparmiatore avrebbe quindi perso un solo euro dei propri depositi. Questa iniziativa è stata seguita dagli altri Paesi europei, ed anche l’amministrazione americana, che purtroppo aveva assistito inerte al fallimento della Lehman & Brothers e di altre due banche, ha deciso di garantire, con un Fondo di 700 miliardi di dollari, la solidità del sistema bancario degli Stati Uniti. Anche per quanto riguarda il sostegno alle imprese e alle famiglie il nostro governo si è mosso prima degli altri ed ha varato un pacchetto anticrisi, pari a 80 miliardi di euro che nei prossimi anni si trasferiranno dalla mano pubblica all’economia reale, cioè alle famiglie ed alle imprese. Ora tutto dipende dal comportamento di ciascuno di noi, dalla scelta tra due strade: fare propria la canzone del catastrofismo che la sinistra canta ogni giorno, oppure essere positivi e pragmatici e, nei limiti del possibile, conservare lo stile di vita precedente anche nei consumi. In questo modo si eviterà che l’industria debba ridurre la produzione e si veda costretta a mettere in cassa integrazione i dipendenti, con un effetto depressivo ulteriore che rischierebbe di instaurare un circolo vizioso, quello sì preoccupante”.

Il Csm avvia le procedure di trasferimento per i procuratori di Salerno e Catanzaro

Si è chiusa con una conferenza stampa una delle giornate più lunghe del Csm, chiamato a giudicare, e a fermare, lo scontro tra le due procure di Salerno e Catanzaro. La decisione presa dalla Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli, a conclusione della giornata di audizioni, è quella di avviare la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale a carico del procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella, e del procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli. La decisione è stata assunta all’unanimità, ha spiegato il presidente della Commissione, Ugo Bergamo. L’intervento dell’organo di autogoverno della magistratura, ha rivendicato Bergamo, è stato “tempestivo”: «E’ un passo importante per restituire al Consiglio autorevolezza e, soprattutto, credibilità alla magistratura». Dalle audizioni – ha anche detto Bergamo «sono emersi tutti gli elementi che hanno fatto percepire in maniera inequivoca l’esistenza di una situazione di difficoltà nella gestione operativa della giustizia in queste realtà».

«DENUDATI DURANTE LE PERQUISIZIONI» – Nel pomeriggio erano stati ascoltati i vertici delle procure di Salerno e Catanzaro, protagoniste dello scontro relativo alle indagini dell’ex pm Luigi de Magistris, combattuto a colpi di sequestri del fascicolo «Why not» e scambi di avvisi di garanzia. Il procuratore di Catanzaro Enzo Iannelli ha denunciato che le perquisizioni ordinate dalla procura di Salerno nelle abitazioni dei pm di Catanzaro hanno avuto modalità «sconcertanti» e che alcuni di loro sarebbero stati addirittura denudati. Un trattamento – ha spiegato – riservato al pm Salvatore Curcio. Durante la perquisizione in casa sua – cominciata alle 6 del mattino – sarebbero stati controllati anche gli zainetti dei figli. Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ha detto che dalle audizioni sono emersi «fatti sconcertanti». Le audizioni erano state decise venerdì, all’indomani dell’intervento del presidente Napolitano.

Berlusconi ai soci Cai: Siete patrioti. In futuro possibili nuove assunzioni

Berlusconi brinda con i soci della Cai. Li chiama “patrioti” e annuncia future assunzioni nella compagnia aerea. Rivolgendosi ai soci della cordata riuniti a cena a Villa Madama, a Roma, insieme a Intesa Sanpaolo, il presidente del Consiglio definisce il salvataggio di Alitalia “un atto di patriottismo necessario per avere una compagnia di bandiera italiana e salvaguardare il turismo, settore vitale per il nostro Paese”.

“Ci guadagnerete”. Berlusconi non nasconde la convinzione che aver salvato la compagnia si trasformerà per gli azionisti della nuova azienda in un”buon investimento”: “Vi ho consentito l’ingresso in un settore in crescita – dice – e sono convinto che alla fine questa operazione vi permetterà di guadagnarci”.

“Nuovi posti di lavoro”. Ottimista, il premier ha annunciato che in futuro potrebbero arrivare maggiori investimenti per la nuova Alitalia, e “il numero dei dipendenti assunti salirà, ne sono certo. Così come nell’indotto”.

La protesta del “fronte del no”. Un centinaio tra piloti e hostess dell’Alitalia del cosiddetto “fronte del no”, avevano accolto le auto degli ospiti di Silvio Berlusconi all’ingresso di villa Madama con applausi di scherno, candele accese e qualche slogan di protesta.

Questione morale: La solidarietà di Veltroni ai sindaci di Napoli e Firenze

 “Voglio esprimere a due sindaci di importanti realtà – sia pure tra loro diverse – come Napoli e Firenze il sostegno convinto mio e del Partito Democratico”.
Sono le prime parole della dichiarazione con la quale il segretario del PD, Walter Veltroni, affronta le inchieste che stanno tenendo banco sui giornali. Scrive Veltroni: ”
Conosco da anni Rosa Russo Iervolino e Leonardo Domenici, li ho sempre stimati e ho avuto occasione con loro di avere in questi anni, da dirigente politico e da sindaco di Roma, una fruttuosa collaborazione. Esprimo apprezzamento per le loro qualità politiche, amministrative, per la loro serietà e per il loro rigore morale. Sono perciò convinto che il loro impegno e la loro dedizione saranno decisivi per le città che amministrano e, più in generale, per l’innovazione necessaria della politica italiana. Questo loro contributo è tanto più importante in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui emergono anche vicende politico-giudiziarie che riguardano la politica nel suo insieme e di cui il PD non può che farsi carico”.

Il Censis fotografa un Paese che si sente minacciato dalla crisi

 Una famiglia su due si sente gravemente minacciata dalla crisi economica. È quanto emerge dal rapporto annuale del Censis, pubblicato questa mattina e diretto dal sociologo Giuseppe De Rita.
Il 48,8% del campione intervistato si dichiara “a rischio default”. Tra le famiglie preoccupate per la propria situazione economica, spiccano i 2,8 milioni (circa l’11,8%) che hanno investimenti in prodotti rischiosi, come azioni o Fondi di quote comuni; di queste, 1,7 milioni vi hanno collocato più della metà dei propri risparmi. Altra massiccia voce dell’analisi è quella composta dalle famiglie impegnate nel pagamento del mutuo dell’abitazione in cui vivono, circa 2 milioni, fra cui oltre 250mila dichiarano di non riuscire a rispettare le scadenze di pagamento o di avere enormi difficoltà a pagare le rate. Vanno poi aggiunti i 3,1 milioni di famiglie (12,8%) che risultano indebitate per l’acquisto di beni al consumo. Infine 3 milioni e 873 mila famiglie (16%) non possiedono risparmio accumulato in alcuna forma e “potrebbero trovarsi nella condizione di non saper fronteggiare eventuali spese impreviste o forti rincari di beni di primaria necessità”.

Inoltre sembra che gli italiani credano poco alla favoletta del governo secondo cui la crisi non toccherà le loro tasche. Dal Rapporto emerge, infatti, la preoccupazione delle famiglie, interpellate nel mese di ottobre 2008. Il 71,7% degli italiani pensa che il terremoto in corso possa avere delle ripercussioni dirette sulla propria vita , mentre solo il 28,3% dichiara di poterne uscire indenne. Secondo Censis questo sentimento di incertezza colpisce trasversalmente uomini e donne, giovani e anziani, al nord e al sud, ma ha un maggiore impatto sulle fasce sociali più deboli, come le famiglie a basso reddito e con figli. Risulta preoccupato l’81,3% delle famiglie con livello economico basso, contro il 66,2 % delle famiglie con livello medio.

Scuole private, la Cei attacca Tremonti. Il governo: Fondi ripristinati

La Conferenza episcopale italiana rimprovera al ministro dell’Economia Giulio Tremonti di colpire la scuola cattolica con nuovi tagli. E subito, dal ministero, fanno sapere che i fondi per le scuole paritarie vengono ripristinati. Nel dibattito si inserice però il ministro dell’Istruzione del governo ombra del Pd, Maria Pia Garavaglia, che invita il governo a fare chiarezza perché, dice, i tagli ci sono ancora. Infine, i due emendamenti in Finanziaria che ripristinano 120 milioni per la scuola, anche se sarà il ministero dell’Istruzione a decidere i destinatari, e quindi la parte da assegnare alle paritarie.

La Cei. «Guarda caso nel 2008 ripete la stessa manovra del 2004: taglia per tre anni consecutivi 130 milioni di euro alla scuola cattolica. È un film già visto: si continua a colpire il sistema paritario». Così questa mattina monsignor Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per l’educazione, la scuola e l’università, è intervenuto sui tagli in finanziaria alla scuola paritaria. «Nel 2000 – ha spiegato Stenco – la legge sulla parità scolastica ha previsto un contributo di 530 milioni di euro per tutto il sistema delle scuole paritarie, mentre la spesa per la scuola statale è di 50 miliardi. Il contributo, dello 0,1 per cento è quindi già irrisorio. Nel 2004 per tre anni consecutivi Tremonti ha tagliato 154 milioni sui 530 di contributo totale, cioè il 33 per cento. La scuola cattolica ha taciuto – ha aggiunto – e li abbiamo recuperati anno per anno con emendamenti, con fatica e con ritardi. Ora, però, il ministro ripete la stessa manovra».

Alfano: Mi abbaglia l’imbarazzato silenzio dell´Associazione nazionale dei magistrati

 In un´intervista che compare sul Foglio di venerdì 5 dicembre, il ministro della Giustizia Angelino Alfano commenta gli ultimi avvenimenti legati al caso De Magistris e allo scontro fra le procure di Catanzaro e Salerno. Alfano avverte che “per la responsabilita’ che la Costituzione mi assegna, non posso non ravvisare l´onta che finisce per coprire l´intero ordine giudiziario”. Spostandosi sul versante piu’ prettamente politico, Alfano “si augura che la ferma presa di posizione di Napolitano faccia aprire gli occhi al Pd e lo induca a votare con noi le riforme costituzionali. Il partito di Veltroni non ha altra strada: o accetta, con noi, il percorso delle riforme liberali o accetta di farsi scrivere il programma da Antonio Di Pietro. Non esiste altra via che quella di una buona riforma della giustizia per segnare un confine certo tra il Pd e il cosiddetto partito dei giudici.