Un periodo durissimo da superare, ma che le famiglie italiane (veramente non proprio tutte) vivono con una buona dose di ottimismo. Anzi, stanno meglio di quanto si potesse prevedere. Ed è ovvio. Le famiglie italiane hanno un grandissimo pregio: la propensione al risparmio, per poter attingere ai propri fondi nei momenti peggiori, senza indebitarsi. E questo rende meno drammatica la situazione per chi segue uno stile di vita risparmioso. Ma solo con una politica di risparmi fiscali l’ Italia potrà sostenere il potere di acquisto delle famiglie.
Secondo un rapporto Censis, l’ indice di fiducia è tornato a salire dopo i mesi bui della fine del 2008. Certo, l’ economia nazionale non va, ma quella di buona parte delle famiglie italiane sembra riprendere fiato. Secondo Coldiretti, tra i settori in crescita aumenta del 6% la spesa in vini pregiati e cresce dell’ 8% la percentuale di acquisti di prodotti a denominazione di origine (28%) e del 23% i consumatori che comperano cibi biologici.
Il dato Istat sulle retribuzioni nelle grandi imprese “conferma l’esistenza di una grave questione salariale che investe il paese”. È quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, che così motiva: “Seppur formalmente al 4,6%, le retribuzioni effettive, quelle che l’istituto statistico chiama continuative, risultano essere vicino al tasso di inflazione, 3,5 – 3,6%, così come da noi anticipato nei giorni scorsi e riferito al totale degli occupati privati, e con retribuzioni nette addirittura al di sotto dell’inflazione”.
L’ultima seduta dell’anno con il segno più a Piazza Affari. L’indice Mibtel ha fatto segnare nel finale un +1,33% a quota 15.096 punti, mentre l’S&PMib guadagna l’1,53% a quota 19.460 punti. In recupero anche l’All Stars, che mette a segno un rimbalzo dell’1,59% a quota 8.554 punti. Fra i titoli del listino milanese, bene Prysmian con un guadagno di oltre 4 punti percentuali. In evidenza anche Mondadori, A2A, Atlantia e Impregilo. Fra i maggiori ribassi del listino, invece, Seat Pg cede circa 1,5 punti, seguita da Intesa Sanpaolo, Mediaset, Saipem e Banco Popolare. Gli investitori sono ormai proiettati sul 2009 e, sottolineano i trader, non si sono registrati nemmeno quei movimenti anomali che solitamente caratterizzano l’ultima seduta dell’anno, fatta eccezione per qualche improvviso balzo nelle battute conclusive. «Sul mercato non c’è nessuno», sintetizza un’operatrice. Anche le altre principali Borse europee archiviano la seduta all’insegna dei guadagni, sulla scia dell’avvio positivo di Wall Street. Fra le piazze finanziarie, Parigi chiude a +1,81%, Francoforte segna un +2,24%, mentre Londra avanza dell’1,84%. Anche La borsa di New York ha chiuso le contrattazioni in rialzo. Alla fine della seduta e prima delle operazioni di compensazione, il Dow Jones ha guadagnato 186,61 punti (+2,20%), a 8.670,61 punti, mentre il Nasdaq ha chiuso in rialzo di 40,38 punti (2,63%), a quota 1.550,70 punti. In aumento anche lo S&P 500, che è salito di 21,21 punti (2,43%) a 890,63 punti.
“Non dobbiamo fare i duri con i libici, non serve a niente”. Lo ha dichiarato Ignazio La Russa, ministro della Difesa, in un’intervista al Corriere della Sera, sottolineando che è meglio evitare le porteste e i toni forti perché “sono sicuro che Gheddafi rispetterà gli accordi: solo che i suoi sono tempi libici, un po’ levantini. Con i leader libici è necessario imbastire una trattativa lenta, continua”.