“Libertà di coscienza sul testamento biologico”. Incontro Franceschini – Veronesi

 Il segretario del Pd, Dario Franceschini, ha incontrato ieri mattina il senatore Umberto Veronesi. Un colloquio chiarificatore dopo la lettera inviata dall’ oncologo e parlamentare democratico in cui si criticava la linea assunta dal Pd sul testamento biologico. “Sono venuto ad incontrare Veronesi – ha spiegato Franceschini – perché il rispetto di questo straordinario scienziato e studioso, le cui qualità sono riconosciute a livello internazionale, richiedeva che ci chiarissimo dopo che i titoli dei giornali di oggi parlavano di una spaccatura che non esiste”.
“Veronesi – ha riferito il segretario del Pd – ha parlato in modo franco e diretto e si è detto stupito della lettura che ha dato qualche giornale del contenuto della lettera, come se fosse contrario alla libertà di coscienza su temi come questo. Veronesi invece ha ribadito il convincimento dell’ assoluta libertà di scelta dei parlamentari in materia di testamento biologico. Questa è esattamente la linea del Pd in cui c’ è una posizione prevalente e nello stesso tempo si rispetta chi non la pensa allo stesso modo. Non si può imporre un regime da caserma né, soprattutto su temi così, si può obbedire a ordini di scuderia: l’ unica possibilità è obbedire alla propria coscienza”.

Di Pietro e i rimborsi elettorali: truffa o appropriazione indebita?

 L’ Italia dei valori di Antonio Di Pietro è l’ unico partito a cui finora è stato consentito l’ apparentamento con il Partito democratico di Walter Veltroni. Oggi 27 febbraio l’ Idv è protagonista in tribunale e in Parlamento. Sempre per lo stesso motivo: i rimborsi elettorali, e il loro uso. Certo, è ancora tutto da provare e oggi, al tribunale di Roma, il gip Carla Santese deve solo decidere se approfondire le indagini, archiviare l’ inchiesta o rinviare a giudizio gli indagati. Ipotesi di reato: articoli 476, 479, 640 bis e 646 del Codice penale. Ovvero: falso in atti pubblici, appropriazione indebita e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nel fascicolo 4620/07 c’ è il nome di Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, e questo può avere conseguenze anche gravi sulla campagna elettorale del Partito democratico. Con Di Pietro è indagata Silvana Mura, deputata e tesoriere dell’ Italia dei valori.

Le prime mosse del Segretario: Franceschini vara la nuova segreteria

 Dopo una giornata spesa in parte a dirimere la querelle sul testamento biologico in Senato, Dario Franceschini ha presentato la sua segreteria, otto nomi “decisi in piena solitudine” che sostituiscono il coordinamento del partito che affiancava Walter Veltroni. Quasi tutti dirigenti locali, alcuni con un notevole peso politico, a cominciare dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e dal governatore dell’ Emilia Romagna, il bersaniano Vasco Errani. Unico ad avere un ruolo, come capo dell’ area organizzazione al posto di Beppe Fioroni, sarà il fassiniano Maurizio Migliavacca. E poi Fabio Melilli, presidente della provincia di Rieti e dell’ Unione province italiane, ex margherita, Maurizio Martina, segretario regionale del Pd lombardo, fassiniano ma nominato da Veltroni, la parlamentare Federica Mogherini, considerata anche lei vicina all’ ex segretario Ds, Elisa Meloni, area ds e segretario provinciale del Pd di Siena, Giuseppe Lupo, consigliere regionale del Pd in Sicilia ed ex Margherita.

Ronde per la sicurezza. Maroni: “No ai dilettanti”

 Nelle ronde non ci saranno dilettanti allo sbaraglio, ma verrà attuato un controllo fortissimo da parte degli organi di polizia su chi vi partecipa. Mentre Vaticano ed opposizione continuano ad attaccare la novità introdotta dal decreto legge sulla sicurezza, il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, tiene duro. Chi è “contro la proposta del Governo – sostiene Maroni – è a favore della ronda “fai da te”. Questo bisogna dirlo con grande chiarezza. E bisogna svelare l’ ipocrisia di chi vuole essere per la legalità e chi invece sostiene o favorisce iniziative che sono al di fuori di ogni controllo”. Per mettere a punto le caratteristiche che devono avere le associazioni di volontariato per la sicurezza, il ministro si è “procurato le delibere e i regolamenti più significativi delle città che già utilizzano questo sistema, tra cui Verona”.

Berlusconi e Sarkozy: ok sul nucleare. Ma è polemica sugli impianti

 Tutti si interrogano su dove potranno essere costruite le quattro centrali atomiche a tecnologia EPR, da 1600 MW ognuno. Sulla carta, c’ è una procedura da rispettare per stabilire i siti idonei, c’ è una commissione di saggi nominata dal ministro Scajola, c’ è una legge in discussione in Parlamento, ci sono le regole internazionali dell’ Aiea di Vienna. Ma una centrale nucleare non si può mettere dappertutto. Come spiega Francesco Mezzanotte, del dipartimento Nucleare della Ispra, servono zone poco sismiche o molto stabili, vicino a grandi fonti di acqua, posti senza pericolo di inondazioni, possibilmente lontano da luoghi densamente popolati. E anche se tutti – ufficialmente – spiegano che non è stato definito nulla, già si sa che le soluzioni possibili sono poche. In Italia di posti simili non ce ne sono moltissimi, spiegano gli esperti e gli addetti ai lavori interpellati. E quei pochi siti che c’ erano sono quelli già individuati negli Anni ’70 ai tempi dei Piani Energetici Nazionali. Siti dove peraltro centrali nucleari c’ erano già o stavano per esserci. Scarsa sismicità e acqua di fiume?

Altero Matteoli: “Per uscire dalla crisi bisogna realizzare infrastrutture”

 I lavori per il Ponte sullo Stretto partiranno entro quest’ anno. “La stragrande maggioranza delle opere previste dal piano da 16,6 miliardi varato dal governo può partire entro il 2009, anche il Ponte sullo Stretto”. Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, a “Radio anch’ io”, aggiungendo che a decidere sarà il Cipe di venerdì prossimo. Il ministro ha avvertito che se si parte con 16,6 miliardi di opere ci saranno 140mila posti in più, altrimenti 65mila posti saranno a rischio. “Per uscire dalla crisi – afferma Matteoli – bisogna realizzare infrastrutture. Noi ne abbiamo bisogno. Dal secondo posto in Europa per la realizzazione di infrastrutture che avevamo a inizio anni ’70 oggi siamo al diciannovesimo posto sui 27 paesi dell’ Unione europea”. Sulla Torino – Lione invece “noi stiamo discutendo con i sindaci, nei quali ho trovato grande senso di responsabilità e desiderio di varare un progetto definitivo. Ma non è possibile tornare indietro. A fine 2022 l’ opera sarà completata”. Afferma il ministro delle Infrastrutture.

Fini:”Odioso fare il collegamento tra crimine e stranieri”

 Il presidente di Montecitorio usa parole chiarissime sugli stranieri. “Odioso fare il collegamento tra crimine e stranieri” dice Gianfranco Fini durante la presentazione del Rapporto Cnel (Consiglio nazionale dell’ economia e del lavoro) sull’ integrazione degli immigrati in Italia, nel giorno in cui il Cdm vara il Dl antistupri. Per Fini “l’ interesse dei lavoratori immigrati è comune a quello degli italiani”. Il leader di Montecitorio sottolinea che “appaiono decisive misure come l’ estensione e il potenziamento degli ammortizzatori sociali insieme ai processi di formazione e inserimento al lavoro. Un fattore che potrebbe ostacolare i processi di integrazione e fornire ulteriore alimento all’ intolleranza è l’ allarme sociale che cresce di pari passo con i casi di criminalità che purtroppo riempiono le cronache”.

L’ idea di Franceschini: la presidenza del Pd a Ciampi

 Una delle prime cose che Dario Franceschini ha fatto arrivando nel suo ufficio è stata calcolare quanti giorni ha per giocarsi la sua partita fino alle elezioni Europee e amministrative. Cento giorni, per fare una cura da cavallo ad un partito ammaccato. E allora ferie precettate per tutti i dipendenti del Pd con i quali ha fatto un brindisi di buon lavoro. Un lavoro durissimo a cominciare dalla preparazione dell’ assetto da combattimento, della squadra con cui scendere in campo in questi 100 pericolosi giorni. Nel quartier generale sono tutti abbottonatissimi, i nomi e gli organigrammi si sapranno solo tra sabato e domenica prossimi. Tuttavia qualcosa filtra: poche certezze, ma molte idee. La più eclatante è quella di chiedere a Carlo Azeglio Ciampi di fare il presidente del Pd, carica lasciata vacante da Romano Prodi. Ovviamente sarebbe un grande biglietto da visita del nuovo corso che Dario vuole dare ai Democratici. Quasi una richiesta d’ aiuto a un personaggio che è entrato a pieno titolo nel pantheon del Pd.

Vertice a Roma: l’ Italia nucleare riparte da Parigi

 Accordo Enel – Edf: sviluppo congiunto in Francia, poi nuove centrali anche da noi. La legge delega ancora langue al Senato, così come la difficile scelta sui siti adatti ad ospitarle. Il doppio accordo firmato ieri a Villa Madama è il primo passo concreto per il ritorno del nucleare in Italia. Un’ intesa di massima, firmata da Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, prevede un’ ampia collaborazione fra i governi, dalla realizzazione degli impianti allo smaltimento delle scorie. Il secondo accordo è invece quello che concretamente apre la strada alla costruzione di almeno quattro centrali di terza generazione Epr entro dieci anni. Firmato dai numeri uno dell’ Enel Fulvio Conti e di Edf Pierre Gadonnaix, prevede la nascita di un consorzio a maggioranza italiana aperto ai grandi produttori e consumatori di energia.

Vertice Berlusconi – Sarkozy: l’ energia il piatto forte dell’ incontro italo-francese

 Ieri il premier Silvio Berlusconi e l’ inquilino dell’ Eliseo Nicolas Sarkozy hanno firmato l’ importante accordo di cooperazione sull’ energia nucleare preannunciato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. In primo piano ci saranno però anche i trasporti e il comune interesse di facilitare le comunicazioni transfrontaliere; la crisi finanziaria e l’ economia reale con il nodo del settore auto; le principali tematiche dell’ attualità internazionale: dal Medio Oriente alla sicurezza europea. Il principale accordo riguarderà tutti gli aspetti del nucleare: dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in Paesi terzi.