Le prime mosse del Segretario: Franceschini vara la nuova segreteria

 Dopo una giornata spesa in parte a dirimere la querelle sul testamento biologico in Senato, Dario Franceschini ha presentato la sua segreteria, otto nomi “decisi in piena solitudine” che sostituiscono il coordinamento del partito che affiancava Walter Veltroni. Quasi tutti dirigenti locali, alcuni con un notevole peso politico, a cominciare dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e dal governatore dell’ Emilia Romagna, il bersaniano Vasco Errani. Unico ad avere un ruolo, come capo dell’ area organizzazione al posto di Beppe Fioroni, sarà il fassiniano Maurizio Migliavacca. E poi Fabio Melilli, presidente della provincia di Rieti e dell’ Unione province italiane, ex margherita, Maurizio Martina, segretario regionale del Pd lombardo, fassiniano ma nominato da Veltroni, la parlamentare Federica Mogherini, considerata anche lei vicina all’ ex segretario Ds, Elisa Meloni, area ds e segretario provinciale del Pd di Siena, Giuseppe Lupo, consigliere regionale del Pd in Sicilia ed ex Margherita.

“Libertà di coscienza sul testamento biologico”. Incontro Franceschini – Veronesi

 Il segretario del Pd, Dario Franceschini, ha incontrato ieri mattina il senatore Umberto Veronesi. Un colloquio chiarificatore dopo la lettera inviata dall’ oncologo e parlamentare democratico in cui si criticava la linea assunta dal Pd sul testamento biologico. “Sono venuto ad incontrare Veronesi – ha spiegato Franceschini – perché il rispetto di questo straordinario scienziato e studioso, le cui qualità sono riconosciute a livello internazionale, richiedeva che ci chiarissimo dopo che i titoli dei giornali di oggi parlavano di una spaccatura che non esiste”.
“Veronesi – ha riferito il segretario del Pd – ha parlato in modo franco e diretto e si è detto stupito della lettura che ha dato qualche giornale del contenuto della lettera, come se fosse contrario alla libertà di coscienza su temi come questo. Veronesi invece ha ribadito il convincimento dell’ assoluta libertà di scelta dei parlamentari in materia di testamento biologico. Questa è esattamente la linea del Pd in cui c’ è una posizione prevalente e nello stesso tempo si rispetta chi non la pensa allo stesso modo. Non si può imporre un regime da caserma né, soprattutto su temi così, si può obbedire a ordini di scuderia: l’ unica possibilità è obbedire alla propria coscienza”.

Di Pietro e i rimborsi elettorali: truffa o appropriazione indebita?

 L’ Italia dei valori di Antonio Di Pietro è l’ unico partito a cui finora è stato consentito l’ apparentamento con il Partito democratico di Walter Veltroni. Oggi 27 febbraio l’ Idv è protagonista in tribunale e in Parlamento. Sempre per lo stesso motivo: i rimborsi elettorali, e il loro uso. Certo, è ancora tutto da provare e oggi, al tribunale di Roma, il gip Carla Santese deve solo decidere se approfondire le indagini, archiviare l’ inchiesta o rinviare a giudizio gli indagati. Ipotesi di reato: articoli 476, 479, 640 bis e 646 del Codice penale. Ovvero: falso in atti pubblici, appropriazione indebita e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nel fascicolo 4620/07 c’ è il nome di Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, e questo può avere conseguenze anche gravi sulla campagna elettorale del Partito democratico. Con Di Pietro è indagata Silvana Mura, deputata e tesoriere dell’ Italia dei valori.

Le prime mosse del Segretario: Franceschini vara la nuova segreteria

 Dopo una giornata spesa in parte a dirimere la querelle sul testamento biologico in Senato, Dario Franceschini ha presentato la sua segreteria, otto nomi “decisi in piena solitudine” che sostituiscono il coordinamento del partito che affiancava Walter Veltroni. Quasi tutti dirigenti locali, alcuni con un notevole peso politico, a cominciare dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e dal governatore dell’ Emilia Romagna, il bersaniano Vasco Errani. Unico ad avere un ruolo, come capo dell’ area organizzazione al posto di Beppe Fioroni, sarà il fassiniano Maurizio Migliavacca. E poi Fabio Melilli, presidente della provincia di Rieti e dell’ Unione province italiane, ex margherita, Maurizio Martina, segretario regionale del Pd lombardo, fassiniano ma nominato da Veltroni, la parlamentare Federica Mogherini, considerata anche lei vicina all’ ex segretario Ds, Elisa Meloni, area ds e segretario provinciale del Pd di Siena, Giuseppe Lupo, consigliere regionale del Pd in Sicilia ed ex Margherita.

L’ idea di Franceschini: la presidenza del Pd a Ciampi

 Una delle prime cose che Dario Franceschini ha fatto arrivando nel suo ufficio è stata calcolare quanti giorni ha per giocarsi la sua partita fino alle elezioni Europee e amministrative. Cento giorni, per fare una cura da cavallo ad un partito ammaccato. E allora ferie precettate per tutti i dipendenti del Pd con i quali ha fatto un brindisi di buon lavoro. Un lavoro durissimo a cominciare dalla preparazione dell’ assetto da combattimento, della squadra con cui scendere in campo in questi 100 pericolosi giorni. Nel quartier generale sono tutti abbottonatissimi, i nomi e gli organigrammi si sapranno solo tra sabato e domenica prossimi. Tuttavia qualcosa filtra: poche certezze, ma molte idee. La più eclatante è quella di chiedere a Carlo Azeglio Ciampi di fare il presidente del Pd, carica lasciata vacante da Romano Prodi. Ovviamente sarebbe un grande biglietto da visita del nuovo corso che Dario vuole dare ai Democratici. Quasi una richiesta d’ aiuto a un personaggio che è entrato a pieno titolo nel pantheon del Pd.

Voglia di ricucitura tra istituzioni e gerarchie vaticane

 C’ è una gran voglia di ricucire, fra i vertici dello Stato. Il tentativo di ridimensionare le tensioni istituzionali sul caso di Eluana Englaro ieri è diventato esplicito: fra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi; e fra il Quirinale e la Santa Sede. È emersa una volontà comune di diplomatizzare lo strappo consumatosi con la morte della donna in coma da diciassette anni. Il primo segnale è arrivato martedì, nel colloquio al Quirinale fra il presidente della Repubblica ed il premier, accompagnato dal sottosegretario a palazzo Chigi, Gianni Letta. La nomina di Paolo Grossi come giudice costituzionale ha rappresentato un primo gesto di concordia ritrovata. Ma non solo con Berlusconi. La scelta di Grossi, stimato anche in Vaticano, viene letta come un indizio di tregua: sebbene preparata da tempo. E ieri è arrivato il secondo passo, in una cornice che favoriva e quasi obbligava alla concordia: la cerimonia per l’ 80˚ dei Patti lateranensi. Poteva rivelarsi un’ occasione di imbarazzo; invece, è servita a ridurre le distanze e limitare i malintesi.

Alleanza per le amministrative: Pdl e Lega tendono la mano all’ Udc

 Appello a Casini: “Torni con noi. Non c’ è spazio per un terzo polo”. Pdl e Lega fanno a gara nel tendere la mano all’ Udc in vista delle amministrative. Il leghista Roberto Calderoli ha annunciato la volontà di aprire un confronto con i centristi sul ddl per il federalismo fiscale. In un’ intervista al Mattino, il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto va anche più avanti, rispondendo al ministro del Carroccio.
“Personalmente – dice Cicchitto – mi spingerei anche oltre con una proposta di alleanza per le amministrative e di confronto su temi quali la giustizia. L’ Udc, infatti – conclude – ha avuto finora un modo di fare opposizione molto diverso dal Pd che va a rimorchio di Di Pietro”. Anche il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, intervistato da Repubblica a proposito del convegno dell’ Udc svoltosi a Todi nel fine settimana, intensifica il pressing sui centristi.

Il primo giorno da leader del nuovo segretario del Pd

 Dario Franceschini giura sulla Carta e attacca Berlusconi, che ribatte alle accuse e ribadisce l’ assoluta fedeltà alla Costituzione. “Il presidente del Consiglio ha in mente un paese in cui il potere viene sempre più tacitamente concentrato nelle mani di una sola persona. Questo è contro la Costituzione su cui il presidente del Consiglio ha giurato fedeltà” ha detto il neo segretario del Pd che si è recato davanti al Castello estense, luogo in cui furono trucidati 13 cittadini innocenti dalle squadre fasciste. Un gesto simbolico nel primo giorno da leader del Pd, accompagnato dal padre, ex partigiano, sulla cui vecchia copia della Costituzione ha giurato fedeltà alla Carta. “Non è il momento della delusione – aggiunge Franceschini – dell’ astensionismo o del disimpegno, ma è il momento in cui tutti gli italiani che credono nei valori condivisi che hanno fatto nascere la Costituzione, dall’ antifascismo alla resistenza, in modo pacifico e democratico comincino una lunga battaglia per difendere la democrazia italiana”.

Dario Franceschini: nuovo segretario del Pd

 Un’ elezione meno problematica di quanto si pensasse. Ma ora comincia la fase più difficile. Il discorso con cui Dario Franceschini si è candidato ha coinvolto molti, ma altrettanti si chiedono se il nuovo segretario riuscirà nell’ impresa di rimettere in piedi un partito in forte crisi. Franceschini però si è posto un obiettivo: dare una sterzata al progetto del Pd veltroniano. Su quanta discontinuità ci stia tra Franceschini e Veltroni si è aperto il dibattito all’ assemblea. E se Enrico Letta parla di discontinuità assoluta, i veltroniani, invece, si dicono rassicurati di aver letto nelle parole di Franceschini tutta l’ ispirazione del Lingotto.
Certo, su alcuni punti (i temi etici, l’ unità sindacale, la collocazione europea), Franceschini ha fatto passi avanti rispetto a Veltroni. Il segnale di discontinuità più evidente comunque è nella struttura del partito a cui Franceschini inizierà a lavorare subito. Un partito solido, radicato. Di certo, non liquido. Da ieri sera Franceschini ha iniziato a lavorare ai nuovi organismi dirigenti visto che coordinamento e governo ombra sono stati azzerati.