Alleanza per le amministrative: Pdl e Lega tendono la mano all’ Udc

di Mariella Commenta

Appello a Casini: “Torni con noi. Non c’ è spazio per un terzo polo”. Pdl e Lega fanno a gara nel tendere la mano all’ Udc in vista delle amministrative. Il leghista Roberto Calderoli ha annunciato la volontà di aprire un confronto con i centristi sul ddl per il federalismo fiscale. In un’ intervista al Mattino, il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto va anche più avanti, rispondendo al ministro del Carroccio.
“Personalmente – dice Cicchitto – mi spingerei anche oltre con una proposta di alleanza per le amministrative e di confronto su temi quali la giustizia. L’ Udc, infatti – conclude – ha avuto finora un modo di fare opposizione molto diverso dal Pd che va a rimorchio di Di Pietro”. Anche il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, intervistato da Repubblica a proposito del convegno dell’ Udc svoltosi a Todi nel fine settimana, intensifica il pressing sui centristi.

“Mi auguro che con Casini si possano riannodare i fili, dice. “A condizione che accetti di stare nella sua collocazione naturale, quella stessa che ha contribuito a costruire per 15 anni”. Poi l’ ultimatum: “L’ Udc deve scegliere, sono contrario ad alleanze a macchia di leopardo: in Sardegna con noi, in Abruzzo da soli, in Trentino con la sinistra”.

Pier Ferdinando Casini intanto, di fronte alla platea centrista raccolta dalla Fondazione Liberal di Ferdinando Adornato a Todi, parla di “Partito della Nazione” e detta la linea dell’ Udc: non una Margherita del 2020 e neanche un centro che abbia un percorso predeterminato con uno strabismo a sinistra, ma un progetto alto all’ insegna dell’ unità della Nazione e nel suo esclusivo interesse. Un progetto che ha ricevuto importanti aperture anche da Enrico Letta e Francesco Rutelli. Secondo Casini, è ora “di uscire dalla logica della demonizzazione dell’ avversario. Il Pdl, che ha legato il suo destino a un leader, è molto più aleatorio di quanto si possa pensare. I grandi partiti non legano a un leader la loro storia. Noi dobbiamo mettere la prima pietra di un partito che rimanga, al di là delle persone”.

Il progetto centrista scommette insomma sulla crisi di un bipartitismo diventato sterile. Così, Casini invita i centristi a una calma operosa, ad una ricerca a 360 gradi. “Il nostro progetto non affidato alle suggestioni della pubblicità è rivolto a coloro che nel Pd vivono un senso di disagio, ma anche a chi nel Pdl ora vede tutte le distorsioni e richiamato alla disciplina ha paura”. L’ obiettivo è puntato anche verso il mondo delle imprese e dell’ associazionismo. Il richiamo di Montezemolo “è il nostro – dice Casini – mettere al centro i problemi dell’ Italia vera variabile politica è anche il nostro richiamo”. E il Pdl? La risposta non si fa attendere. È sbagliato, per Fabrizio Cicchitto, il calcolo sul collasso del bipolarismo, ma l’ invito al centro destra è a non chiudere pregiudizialmente le porte all’ Udc, specie in vista delle amministrative di giugno.

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