Banche, assicurazioni e imprese chiedono al governo anche di “anticipare i tagli ai costi della politica: sarà altrimenti molto difficile chiedere sacrifici al Paese.
Per procedere alle liberalizzazioni non c’è alcun motivo di attendere una modifica dell’articolo 41 della Costituzione, in sé positiva”. L’accelerazione impressa dal Governo al pareggio di bilancio potrebbe far concentrare sul 2012 l’impatto più forte della manovra. Ai 5,5 miliardi già previsti per l’anno prossimo grazie alle norme già scattate (ticket sanità, aumento bollo titoli, rincaro del contributo unico per i processi, etc.), si aggiungerebbero infatti altri 20 miliardi della delega fiscale e assistenziale.
Attualità
Manovra anticipata, pareggio di bilancio nel 2013
Per arginare la speculazione che sta colpendo l’Italia da settimane, il governo interviene su quattro punti fondamentali: manovra anticipata al 2013, modifica della Costituzione per introdurre direttamente nella Carta il principio del pareggio di bilancio, riforma del mercato del lavoro e liberalizzazioni. Berlusconi e Tremonti, affiancati da Gianni Letta, annunciano le contromisure ”concordate” con i maggiori leader europei, in particolare con Angela Merkel, che aveva molto apprezzato i contenuti della manovra italiana, ma l’aveva ritenuta troppo “ritardata” nel tempo.
Berlusconi in Parlamento: “Paese solido, ora un patto sociale per la crescita”
Berlusconi nell’aula della Camera: ”Oggi più che mai dobbiamo reagire tutti uniti.
Occorre un governo che promuova l’accordo con tutte le forze politiche e con le parti sociali per facilitare la crescita economica. Certamente è la crescita l’obiettivo fondamentale e per questo propongo un piano d’azione immediata per lo sviluppo. Nessuno vuole negare la crisi, tutti dobbiamo lavorare per superarla. State ascoltando un imprenditore che ha tre aziende in borsa e che è nella trincea finanziaria.
Crisi, Berlusconi: obiettivo ‘patto entro settembre’
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi a proposito dell’incontro con le parti sociali:
“È stata una discussione approfondita, responsabile e dettata da obiettivo di arrivare a un patto di stabilità crescita e coesione sociale assolutamente entro settembre. Ieri ho cercato di comunicare al Paese la solidità del nostro sistema bancario, delle banche, delle imprese e delle famiglie: una situazione che ci pone al secondo posto in Europa e quindi ho cercato di rassicurare l’opinione pubblica, che molto spesso, leggendo i giornali e guardando la televisione, ha un’immagine del Paese molto più negativa della situazione reale”.
Crisi, Napolitano preoccupato per confronto politico
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una nota sulla situazione economica, così si esprime:
”Nell’attuale momento la parola è alle forze politiche, di governo e di opposizione, chiamate a confrontarsi con le parti sociali sulle scelte da compiere per stimolare decisamente l’indispensabile crescita dell’economia e dell’occupazione, a integrazione delle decisioni sui conti pubblici volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Seguirò dunque attentamente gli esiti di tale confronto partendo dalla preoccupazione che non ho mancato di esprimere per gli andamenti dei mercati finanziari e dell’economia, nei loro termini generali e nei loro specifici aspetti italiani”.
Crisi economica: Berlusconi in Parlamento
È fissato per giovedì prossimo l’incontro tra governo e parti sociali sulla crisi economica
Il governo ha dato la propria disponibilità ai presidenti di Senato e Camera per una informativa sulla situazione economica che dovrebbe tenersi mercoledì pomeriggio, prima alla Camera poi al Senato. A tenere l’informativa sarà Silvio Berlusconi. Le parti sociali incontreranno le opposizioni giovedì pomeriggio, dopo l’incontro della mattina con il governo.
Gianfranco Fini, governo irresponsabile e insensibile
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini invita il ministro Tremonti a fare chiarezza e annuncia che Fli voterà a favore dell’arresto di Milanese.
“È indispensabile che il governo venga a dire come giudica il documento delle parti sociali, o come valuta la complessiva situazione economica del Paese. Ma se il governo si dimostra del tutto insensibile, se Berlusconi continua col ritornello che va tutto bene, abbiamo la riprova di una sostanziale irresponsabilità dell’esecutivo”.
I costi della politica, l’esempio di Napolitano
Il Quirinale restituirà al Ministero dell’Economia e delle Finanze 15 milioni nel triennio 2011-2013.
Mentre continua il dibattito sul taglio ai costi della politica, il Presidente della Repubblica comunica al ministero dell’Economia i propri risparmi: riduce le spese del Quirinale e restituisce allo Stato 15 milioni di euro nel triennio 2011-2013. E rinuncia all’adeguamento automatico all’indice dei prezzi del proprio assegno di presidente della Repubblica da ora a fine mandato.
Senato ok al processo lungo
Il processo lungo passa al Senato con il voto di fiducia e torna alla Camera.
È polemica: aspre le accuse dell’opposizione alla maggioranza di approvare norme che serviranno a bloccare i processi Mills e Ruby in cui è imputato Berlusconi. Il senatore dell’Idv tra gli applausi dei suoi e le proteste dei pochi senatori della maggioranza presenti in Aula: ”Ora fiduciatevi, non cadrete in piedi, ma con le spalle al popolo cercando di evitare i meritati e sacrosanti calci nel sedere”
Bossi sfida Napolitano: Ministeri Nord rimangono lì
Scontro aperto tra il Presidente della Repubblica Napolitano e Umberto Bossi Lega Nord sul decentramento dei ministeri.
Bossi è più che mai determinato a non mollare la bandiera delle sedi decentrate dei dicasteri. Gianfranco Fini ritiene la posizione di Bossi come “una partita tutta diversa” che il leader leghista starebbe giocando per conto suo, dal momento che si è dimostrato “sprezzante” nei confronti dei rilievi di Napolitano e anche dopo “il doveroso invito di Berlusconi ai ministri” a tenerne conto. Nella lunga lettera inviata a Berlusconi da Napolitano, resa pubblica ieri, il Capo dello Stato esprime dubbi sulla costituzionalità di un provvedimento “non avente connotati di particolare rilievo istituzionale”.