Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi a proposito dell’incontro con le parti sociali:
“È stata una discussione approfondita, responsabile e dettata da obiettivo di arrivare a un patto di stabilità crescita e coesione sociale assolutamente entro settembre. Ieri ho cercato di comunicare al Paese la solidità del nostro sistema bancario, delle banche, delle imprese e delle famiglie: una situazione che ci pone al secondo posto in Europa e quindi ho cercato di rassicurare l’opinione pubblica, che molto spesso, leggendo i giornali e guardando la televisione, ha un’immagine del Paese molto più negativa della situazione reale”.
Attualità
Crisi, Napolitano preoccupato per confronto politico
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una nota sulla situazione economica, così si esprime:
”Nell’attuale momento la parola è alle forze politiche, di governo e di opposizione, chiamate a confrontarsi con le parti sociali sulle scelte da compiere per stimolare decisamente l’indispensabile crescita dell’economia e dell’occupazione, a integrazione delle decisioni sui conti pubblici volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Seguirò dunque attentamente gli esiti di tale confronto partendo dalla preoccupazione che non ho mancato di esprimere per gli andamenti dei mercati finanziari e dell’economia, nei loro termini generali e nei loro specifici aspetti italiani”.
Crisi economica: Berlusconi in Parlamento
È fissato per giovedì prossimo l’incontro tra governo e parti sociali sulla crisi economica
Il governo ha dato la propria disponibilità ai presidenti di Senato e Camera per una informativa sulla situazione economica che dovrebbe tenersi mercoledì pomeriggio, prima alla Camera poi al Senato. A tenere l’informativa sarà Silvio Berlusconi. Le parti sociali incontreranno le opposizioni giovedì pomeriggio, dopo l’incontro della mattina con il governo.
Gianfranco Fini, governo irresponsabile e insensibile
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini invita il ministro Tremonti a fare chiarezza e annuncia che Fli voterà a favore dell’arresto di Milanese.
“È indispensabile che il governo venga a dire come giudica il documento delle parti sociali, o come valuta la complessiva situazione economica del Paese. Ma se il governo si dimostra del tutto insensibile, se Berlusconi continua col ritornello che va tutto bene, abbiamo la riprova di una sostanziale irresponsabilità dell’esecutivo”.
I costi della politica, l’esempio di Napolitano
Il Quirinale restituirà al Ministero dell’Economia e delle Finanze 15 milioni nel triennio 2011-2013.
Mentre continua il dibattito sul taglio ai costi della politica, il Presidente della Repubblica comunica al ministero dell’Economia i propri risparmi: riduce le spese del Quirinale e restituisce allo Stato 15 milioni di euro nel triennio 2011-2013. E rinuncia all’adeguamento automatico all’indice dei prezzi del proprio assegno di presidente della Repubblica da ora a fine mandato.
Senato ok al processo lungo
Il processo lungo passa al Senato con il voto di fiducia e torna alla Camera.
È polemica: aspre le accuse dell’opposizione alla maggioranza di approvare norme che serviranno a bloccare i processi Mills e Ruby in cui è imputato Berlusconi. Il senatore dell’Idv tra gli applausi dei suoi e le proteste dei pochi senatori della maggioranza presenti in Aula: ”Ora fiduciatevi, non cadrete in piedi, ma con le spalle al popolo cercando di evitare i meritati e sacrosanti calci nel sedere”
Bossi sfida Napolitano: Ministeri Nord rimangono lì
Scontro aperto tra il Presidente della Repubblica Napolitano e Umberto Bossi Lega Nord sul decentramento dei ministeri.
Bossi è più che mai determinato a non mollare la bandiera delle sedi decentrate dei dicasteri. Gianfranco Fini ritiene la posizione di Bossi come “una partita tutta diversa” che il leader leghista starebbe giocando per conto suo, dal momento che si è dimostrato “sprezzante” nei confronti dei rilievi di Napolitano e anche dopo “il doveroso invito di Berlusconi ai ministri” a tenerne conto. Nella lunga lettera inviata a Berlusconi da Napolitano, resa pubblica ieri, il Capo dello Stato esprime dubbi sulla costituzionalità di un provvedimento “non avente connotati di particolare rilievo istituzionale”.
Rimpasto di governo: Palma alla Giustizia, Bernini all’Ue
Berlusconi presenta a Napolitano il nuovo Guardasigilli. Alfano si dimette: seguirà solo il Pdl
Berlusconi incontra Napolitano, che dà il via libera a Nitto Palma come ministro della Giustizia al posto di Angelino Alfano, che ha dato le dimissioni per continuare ad occuparsi del governo, e ad Anna Maria Bernini alle politiche europee, al posto di Ronchi: due nuovi ministri per proseguire l’azione di governo. Berlusconi ritiene che, con le nuove nomine, l’azione del governo può ripartire in piena regola e Alfano, ”libero” dal ruolo istituzionale, potrà dedicarsi a tempo pieno al rinnovamento del Pdl.
Rifinanziamento Missioni, ok dal Senato
Approvato dal Senato, con 269 voti a favore, 12 contrari e un astenuto, il decreto che rifinanzia fino alla fine dell’anno le missioni di pace all’estero.
Il decreto passa all’esame della Camera. Votano a favore tutti i gruppi di maggioranza, compresa la Lega Nord, e di opposizione, quindi anche il Pd nonostante alcuni dissensi interni. L’Idv vota contro. I radicali Emma Bonino, Donatella Poretti e Marco Perduca non partecipano al voto. Il gruppo del Pd al Senato voterà sì in modo compatto sul decreto che rifinanzia le missioni di pace all’estero, nonostante alcuni dissensi interni.
Fini candida Maroni a palazzo Chigi, il Pdl: ”Basta ingerenze!”
Gianfranco Fini candida a palazzo Chigi Roberto Maroni, che però dichiara lealtà al governo Berlusconi: ”Lavoriamo perché arrivi fino a fine legislatura”. Ben consapevole, Maroni, che l’offerta di Fini è solo tentativo di strumentalizzazione. Tuttavia tra i due ex-alleati di ferro, Pdl e Lega, c’è una distanza che Berlusconi tenta di accorciare, definendo totalmente inventati frasi e giudizi nei confronti di Maroni. Il Pd, chiamato in causa da Fini come possibile sostenitore di un governo Maroni, precisa: ”Nessun sostegno a governi guidati da attuali ministri”.