Regione Lombardia. Piani di studio regionali, approvati gli Indirizzi

 Più conoscenza dei valori storico – artistici del territorio, ma anche attitudini all’ autoimprenditorialità; padronanza delle norme regionali in materia di salute e della normativa sulla sicurezza stradale e nei diversi ambienti di vita; uso delle tecnologie e delle lingue straniere.

Sono queste le competenze che gli allievi lombardi della scuola di primo e secondo grado vedranno inserite nel proprio programma didattico a partire dal prossimo anno 2009 / 2010. È quanto stabiliscono gli Indirizzi per la quota regionale dei piani personalizzati di studio, approvati ieri dal Consiglio regionale.

Dal 1999 le scuole godono di una quota di autonomia sul piano didattico, organizzativo e di ricerca pari al 20% del programma. La novità introdotta da Regione Lombardia è che, all’ interno di questo spazio, gli Istituti dovranno tener presente le priorità individuate dagli Indirizzi regionali, che mirano a valorizzare gli aspetti caratterizzanti il sistema educativo lombardo, promuovendo le specificità e le tradizioni delle comunità locali.

Si tratta di una scelta pienamente in linea con previsto dal Titolo V della Costituzione in materia di Istruzione e con il dettato normativo nazionale, secondo cui i Piani di studio scolastici devono prevedere lo sviluppo di una parte riservata alle Regioni e definita, appunto, con specifici Indirizzi.

Il presidente della Camera: “Nessuno da parte del governo può pensare di di poter esautorare il Parlamento dal diritto – dovere di controllare”.

 Come fa osservare Gianfranco Fini, è un problema che non nasce oggi, quello di come garantire l’ equilibrio tra ricorso ai decreti da parte del governo e possibilità di intervento da parte del Parlamento, preclusa in caso di maxiemendamenti coperti dalla fiducia. Ma “nessuno da parte del governo può pensare di non doversi confrontare con il Parlamento” nè di poter “esautorare il Parlamento dal diritto – dovere di controllare”.

Fini rileva che il tema, sul quale nei giorni scorsi ha auspicato un’ approfondita riflessione alla ripresa, “è una questione che riguarda governo e gruppi parlamentari, perchè tengo a ribadire che non è nata in questa legislatura, ma è nel dibattito politico da almeno due o tre legislature”.

“Ricordo che in quella passata, il Capo dello Stato, che era anche all’ epoca il Presidente Napolitano, si rivolse espressamente al governo dell’ epoca, per sottoporre all’ attenzione il problema del meccanismo che si determina nel momento stesso in cui il governo, legittimamente, presenta un maxiemendamento ad un decreto sul quale, altrettanto legittimamente, pone la questione di fiducia”.

Formigoni: “Prevenzione del crimine nei cantieri. Regole più forti contro il rischio di infiltrazioni malavitose”

 Firmata l’ intesa con Prefetto, Società regionali, Assimpredil – Ance. Il massimo di trasparenza negli appalti e il massimo di sicurezza e di contrasto al crimine nei cantieri: è l’ obiettivo che Regione Lombardia persegue per tutte le opere che la vedono coinvolta attraverso le società regionali o gli enti del sistema regionale che agiscono come stazioni appaltanti.

Procedure e azioni per raggiungere da subito questo obiettivo sono definite nel Protocollo di intesa per la tutela della legalità nel settore degli appalti di lavori pubblici, sottoscritto ieri nella sede della Prefettura di Milano da Roberto Formigoni (presidente di Regione Lombardia), Gian Valerio Lombardi (prefetto di Milano), Claudio De Albertis (presidente di Assimpredil – Ance), Giovanni Bozzetti (presidente di Infrastrutture Lombarde spa) e Norberto Achille (presidente di FNM spa).

Si tratta di procedure e azioni che vanno oltre quanto le leggi e le norme esistenti in materia già impongono, rafforzandole e definendo un quadro ancora più rigoroso ed efficace di contrasto a possibili infiltrazioni criminali, oltre che di tutela della salute e di sicurezza sul lavoro.

Il tutto ispirato “ad uno spirito pragmatico – sottolinea Formigoni – che significa fare le cose, realizzare le opere e nel contempo adoperarsi per il rispetto delle regole. Siamo abbastanza pragmatici da sapere che dove ci sono grandi opere in cantiere e forti investimenti, esiste il pericolo di tentativi di infiltrazioni della criminalità: ciò non ci induce affatto a rallentare la corsa al fare, ma ci spinge a prendere precauzioni in più. Eventuali malintenzionati devono sapere che abbiamo posto in essere meccanismi rigorosi e innovativi di prevenzione”.

Non è un caso che la firma di questo atto avvenga a ridosso di quella che Formigoni ha definito la settimana d’oro delle infrastrutture (caratterizzata per esempio dall’ avvio del cantiere della Brebemi e della ferrovia Arcisate Stabio tra Svizzera e Malpensa), in un contesto di investimenti per opere di viabilità stradale e ferroviaria, da qui al 2015, di 11 miliardi, e di nuovi ospedali per 4 miliardi. Un formidabile strumento anticrisi, per Formigoni, ma appunto anche un immenso campo da tenere attentamente sotto controllo.

Estero. “Un processo incostituzionale” quello di Teheran contro manifestanti e leader riformatori

 Una “farsa”. Così l’ ex presidente riformatore iraniano Mohammad Khatami ha definito il processo di massa in corso da ieri a Teheran contro un centinaio di manifestanti e leader riformatori, arrestati dopo le dimostrazioni seguite alla rielezione del presidente Mohammad Ahmadinejad, il 12 giugno.

Nel contempo – mentre altri dieci oppositori sono andati ad aggiungersi ai cento già ieri portati davanti ai giudici – il capo dell’ opposizione iraniana Mir Hossein Mussavi (uno dei candidati sconfitti alle presidenziali secondo i dati ufficiali) ha alzato il tiro contro il regime affermando che tutte le confessioni fatte ieri da alcuni imputati sono state estorte con la tortura e non hanno quindi alcun valore.

“Le confessioni fanno venire in mente le torture medioevali”, scrive Mussavi nel suo sito e pone una domanda retorica, che non chiede risposta: “Di cosa vogliono convincere il popolo con queste confessioni che ricordano le torture del Medioevo? Dicono che i ragazzini della rivoluzione hanno confessato durante il processo i loro legami con i nemici e un piano per rovesciare la Repubblica Islamica. Tutto quello che io ho sentito, sono i gemiti che fanno capire quello che hanno subito durante questi cinquanta giorni di detenzione”.

Mussavi poi, come l’ ex presidente riformista Mohammad Khatami, afferma che questo è un processo dove tutto è truccato. “Presto vedremo invece finire sotto processo chi ha commesso questi crimini, le torture e gli interrogatori”. In particolare Khatami ha definito il processo contrario alla Costituzione, alla legge e ai diritti dei cittadini. Questo tipo di messa in scena è innanzitutto contraria agli interessi del regime e mina la fiducia dell’ opinione pubblica e le confessioni ottenute in queste condizioni non hanno alcuna credibilità.

News. Sicurezza sul lavoro, arriva la patente a punti

 Patente a punti per le imprese edili, rimodulazione delle sanzioni per proporzionarle al rischio di impresa, potenziamento degli organismi paritetici e riscrittura della contestata norma “salva manager”. Sono queste le principali novità introdotte dal decreto correttivo al Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri.

La patente a punti inizierà ad operare nel settore edile per mezzo dell’ istituzione di una patente, che serve a verificare l’ idoneità tecnico – professionale delle imprese o dei lavoratori autonomi edili, la quale verrà valutata tenendo conto di vari elementi: l’ effettuazione delle attività di formazione, ad esempio, e l’ assenza di sanzioni da parte degli organi di vigilanza.

Lo strumento opererà – in sede di qualificazione dell’ impresa – mediante l’ attribuzione iniziale ad ogni azienda o lavoratore autonomo edile di un punteggio che ne misuri l’ idoneità. In caso di azzeramento sarà impossibile per l’ impresa o il lavoratore autonomo operare nel settore.

Il correttivo messo a punto dal ministero del Lavoro ribadisce l’ assoluta e inderogabile necessità per ogni impresa di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei propri lavoratori, ma semplifica la procedura per dare prova della data del medesimo documento. Inoltre le correzioni del governo prevedono l’ integrazione tra le attività del servizio sanitario nazionale e dell’ Inail finalizzate all’ assistenza ed alla riabilitazione dei lavoratori vittime di infortuni in modo da garantirne il migliore e più rapido recupero dell’ integrità psicofisica e della capacità lavorativa.

Manovra estiva. Il decreto anticrisi è diventato legge

 Il Senato ha convertito definitivamente in legge il decreto anticrisi con 166 voti a favore, 109 contro e nessun astenuto. Il governo ha varato il nuovo decreto che contiene le correzioni al testo su Corte dei Conti, ministero dell’ Ambiente e scudo fiscale.

La tassa sull’ oro resta invece confermata: il prelievo del 6% sulle plusvalenze (cioè sul ricavato) delle riserve auree della Banca d’ Italia e degli altri istituti di credito è ancora lì, nonostante le obiezioni di Palazzo Koch e i dubbi di Giorgio Napolitano.

Tuttavia, subito dopo la conclusione del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi ha fatto alcune precisazioni riguardo alla norma: il prelievo si potrà eseguire solo con il parere favorevole della Banca Centrale Europea e l’ assenso di Bankitalia. Altrimenti la norma non potrà essere applicata. Dunque non ci sarà nessun prelievo forzoso sull’ oro conservato nel caveau di Via Nazionale.

“È evidente – dice il presidente del Consiglio – che, nella lettera e nello spirito, la norma è pienamente rispettosa dell’ indipendenza istituzionale e finanziaria della Banca d’ Italia e del tutto coerente con i principi del Trattato e del sistema europeo delle Banche Centrali”.

Regione Lombardia. Approvato il Dpefr anticrisi per il rilancio dell’ economia. Varato il documento di programmazione

 Soddisfatti il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e l’ assessore alle Risorse, Finanze e Rapporti istituzionali, Romano Colozzi. Il Consiglio regionale ha approvato il Documento di programmazione economico – finanziaria (Dpefr) 2010, l’ ultimo di questa legislatura.

“Il documento di programmazione approvato – commentano il presidente e l’ assessore – si inserisce in un contesto finanziario e sociale molto delicato. Per questo abbiamo deciso di concentrare i nostri sforzi sulle misure anticrisi e sul rilancio dell’ economia che porta con sé un miglioramento della qualità della vita. Tanto possiamo fare e altrettanto potremmo fare se continueremo senza indugio a perseguire l’ attuazione del federalismo fiscale e del regionalismo differenziato. Si tratta di elementi essenziali per valorizzare le potenzialità delle Regioni”.

“La politica e le istituzioni – proseguono Formigoni e Colozzi – si trovano ora di fronte ad una vera e propria sfida. Il primo traguardo che ci poniamo è quello di generare fiducia. Le famiglie lombarde non sono e non saranno lasciate sole, a cominciare da quelle numerose o che devono affrontare gravosi impegni di cura per la propria salute”.

“Il Dpefr – aggiungono il presidente Formigoni e l’ assessore Colozzi – prevede inoltre uno sforzo considerevole per la programmazione degli interventi legati a Expo 2015, una profonda revisione del rapporto fra la Giunta e il sistema regionale, un rafforzamento del ruolo della Regione nel coordinamento della finanza pubblica lombarda, un impegno costante nel settore della semplificazione amministrativa”.

I contenuti del Dpefr sono stati condivisi con i membri del Patto per lo Sviluppo, della Conferenza delle Autonomie e con le segreterie dei Tavoli territoriali di confronto, cioè con i soggetti istituzionali e sociali del sistema lombardo. Il Dpefr 2010 si inserisce in un contesto contrassegnato dalla crisi finanziaria mondiale e dai suoi effetti negativi sull’ economia reale. Per questo, il Documento concentra la propria attenzione sugli impegni per fare fronte alla crisi.

Il presidente del Consiglio: “Una exit strategy dall’ Afghanistan, ma solo concordata con gli altri partner”

 È la prima, cauta apertura a un’ ipotesi – ritiro da Kabul che arriva dal premier, dopo giorni di polemiche nella maggioranza, cominciate a partire dalle dichiarazioni del leader della Lega, Umberto Bossi: “Io li porterei a casa tutti, la missione costa un sacco di soldi e visti i risultati e i costi bisognerebbe pensarci su”.

Il ministro del Carroccio, Roberto Calderoli è d’ accordo: “Il Libano e i Balcani intanto lasciamoli. E sull’ Afghanistan ragioniamo”. “Bossi ragiona da papà, ma noi siamo ministri, il commento del ministro della Difesa, Ignazio La Russa. La presenza dei nostri militari in Afghanistan è imprescindibile”. Sulla stessa linea il collega del Pdl titolare degli Esteri, Franco Frattini: “In Afghanistan si lavora anche per la sicurezza dell’ Italia e quindi di Calderoli”.

Finp a due giorni fa il premier Berlusconi è stato categorico: La nostra linea non cambia. Poi, mercoledì, per la prima volta, ha prospettato un termine oltre al quale è lecito cominciare a parlare di uscita dall’ Afghanistan: Dopo le elezioni, cioè dopo agosto, e solamente concordata con gli altri partner. A partire da americani e inglesi: pronta ad aggiungere truppe ai novemila già inviati la Gran Bretagna.