Fini: “Se fallisce Monti fallisce l’Italia”

di Mariella Commenta

 Il presidente della Camera spiega il programma del nuovo governo.
Gianfranco Fini ha sottolineato: “O l’Italia si salva tutta assieme o si affonda tutti insieme. Il pericolo che va combattuto è che nella parte più florida del Paese, nel Nordest si faccia strada l’idea che ci possa essere la possibilità di salvarsi da soli, prescindendo dal resto del Paese. Non è così. È un’illusione quella che il Nord possa salvarsi da solo, prescindendo dall’unità nazionale. Il Nordest quindi deve essere per noi un potenziale interlocutore come punto di riferimento per le sue eccellenze. Ma dobbiamo lavorare per la coesione sociale che permetta a tutto il paese di uscire dalla crisi e di ritrovare il suo posto in Europa”.

Fini ha proseguito: “Non è la politica che costa, sono gli apparati, gli enti e i parlamentari a incidere. In questi 18 mesi accanto alle riforme del Governo le Camere dovranno intervenire per dare l’esempio. Tra qualche settimana la Camera abolirà il vitalizio degli ex parlamentari. Se vogliamo uscire dalla travagliata storia che abbiamo alle spalle dobbiamo dire basta alle alleanze costruite solo per battere un avversario. I prossimi mesi saranno la cartina al tornasole di questo livello di responsabilità”.
Il Pdl ha confermato il sostegno al governo Monti, ma ad alcune condizioni. Angelino Alfano, segretario del Pdl, ha ribadito: “Saremo leali ma non subalterni e quindi, se ci saranno deviazioni e forzature, non avremo esitazione a negare il nostro sostegno. In sostanza saremo leali con chi sarà leale con noi. In questi giorni entriamo proprio in una nuova fase politica, quella rappresentata dalla nascita del governo Monti, i cui esiti sono del tutto imprevedibili, mentre è caduto il governo eletto dagli italiani nel 2008”.
Ancora una volta Alfano vuole ricorda: “Il governo Berlusconi non è stato abbattuto dalla sinistra, non è stato sfiduciato né dal Parlamento nè dagli italiani, ma dal combinato-disposto costituito dalla confusione mentale e politica di alcuni deputati e dall’azione dei mercati, che ormai, non solo in Italia, intervengono pesantemente anche sugli equilibri politici influenzandoli”.
Alfano conclude: “Non ci siamo voluti far seppellire dall’andamento dello spread e dalla straordinaria campagna mediatico-politica guidata ad arte da certi settori della stampa. A nostro avviso, in Italia non c’era spazio per una massacrante campagna elettorale dominata dal bombardamento dei mercati e dei media. Berlusconi ha dato prova del suo senso delle istituzioni e del suo amore per l’Italia facendo un atto di responsabilità. Diciamolo chiaramente: se oggi è nato il governo Monti ciò è stato consentito da Silvio Berlusconi, se Berlusconi non fosse stato d’accordo, il governo non si sarebbe fatto. Di conseguenza, noi daremo un sostegno leale al nuovo governo confrontandoci in modo serio in Parlamento sul terreno dei contenuti”.

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