Procura di Napoli su audizione: per Berlusconi data o accompagnamento coatto

di Mariella Commenta

 La procura di Napoli indica quattro possibili date per l’interrogatorio di Silvio Berlusconi, quale persona offesa, dopo l’appuntamento di ieri saltato per la trasferta europea del premier. In caso di rifiuto a farsi ascoltare, i pm avvierebbero la procedura per l’accompagnamento coatto del testimone. In procura però si sottolinea anche che l’eventuale accompagnamento coatto del teste richiederebbe comunque l’autorizzazione della Camera, essendo Berlusconi un deputato.

La notifica non è avvenuta a Palazzo Chigi, ma nella residenza di Villa San Martino, ad Arcore (Monza). In assenza di Berlusconi, in viaggio per Bruxelles, l’atto è stato consegnato dalla Digos ad un addetto della segreteria del premier. La notifica della citazione è stata fatta dai pm ad Arcore in quanto Berlusconi, quale parte lesa, è coinvolto nella vicenda in forma privata.
L’avvocato di Silvio Berlusconi, il parlamentare Pdl Nicolò Ghedini, è stato interrogato a Roma dai pm della Procura di Napoli che indagano sul presunto ricatto ai danni del presidente del Consiglio. Ghedini è stato ascoltato in qualità di persona informata dei fatti dai sostituti Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry Jhon Woodcock. Il parlamentare-avvocato è stato sentito dai magistrati per approfondire la circostanza secondo cui Ghedini sarebbe stato a conoscenza dei soldi che Berlusconi elargiva a Gianpi tramite Lavitola, come dichiarato da Tarantini nel verbale.
Le dichiarazioni del Capo della Procura Giovandomenico Lepore secondo il quale ”la memoria difensiva del premier non basta” e il fatto che i Pm abbiano deciso di ‘sollevare’ dal segreto professionale i difensori di uno degli imputati con decreto hanno scatenato la reazione dei parlamentari Enrico Costa e Manlio Contento del Pdl, che hanno depositato un’altra interrogazione a Montecitorio per chiedere al ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma di mandare subito gli ispettori di via Arenula negli uffici della Procura di Napoli.
In seguito all’interrogazione presentata dai parlamentari del Pdl Enrico Costa e Manlio Contento con la quale è stato chiesto l’invio degli ispettori a Napoli, il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma disporrà ulteriori accertamenti, in particolare il Guardasigilli chiederà per iscritto alla procura generale di Napoli notizie sull’audizione dei difensori di Gianpaolo Tarantini.
Il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, intervenuto a “Mattino” su Radio 24 per parlare del procedimento sulla presunta estorsione ai danni del premier, così commenta: “La memoria difensiva del premier Berlusconi non basta ad evitare il faccia a faccia coi magistrati. Non è un memoriale ma una memoria difensiva. Ma non basta, anche se va letto ciò che c’è scritto e tenerne conto ai fini processuali. Va sentita la parte lesa, noi abbiamo elementi per pensare che ci sia un’estorsione e la vittima, il premier, nega l’estorsione, quindi dobbiamo sapere i particolari. La memoria difensiva non basta perché è una versione unilaterale, vanno fatte le domande e ci sono fatti specifici da contestare. Le controdeduzioni con domande da parte dei magistrati sono necessarie per fare chiarezza, non per senso di persecuzione nei confronti di qualcuno. Nessun cittadino si può sottrarre a suo piacimento all’esame da parte dei magistrati. Lo stesso Presidente della Repubblica può essere sentito come teste, con prerogative come quella di essere sentito al Quirinale, ma non si può sottrarre”.
Silvio Berlusconi ha scelto una linea diversa, concordata con i suoi legali Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, per chiarire la vicenda giudiziaria che lo vede chiamato in causa come vittima di una presunta estorsione, per le ingenti somme elargite a Tarantini e intascate in gran parte, secondo l’accusa, dal direttore dell’Avanti Valter Lavitola: ”Niente faccia a faccia con i pubblici ministeri ma una memoria scritta in cui spiega i suoi rapporti con Gianpaolo Tarantini e, soprattutto, nega di essere mai stato ricattato dall’imprenditore barese”.
“Leggeremo la nota e faremo le nostre valutazioni”, ha commentato Lepore. Comunque l’iniziativa viene interpretata come una rinuncia all’audizione davanti ai pm. Gli inquirenti hanno sempre ritenuto importante la testimonianza diretta di Berlusconi: in un procedimento per estorsione va sempre sentita la vittima del presunto reato. I magistrati della procura stanno comunque ora valutando le prossime mosse tenendo conto dei profili giuridici di una situazione complessa che non sembra avere precedenti nella giurisprudenza. L’impedimento infatti è consentito dalla legge agli imputati, ma non ai testimoni, come è il caso di Berlusconi.
I pm avrebbero intenzione di citare Berlusconi come teste dopo aver predisposto un calendario con una serie di date da sottoporre alla scelta del premier. Non sarebbe stata assolutamente presa in considerazione invece l’ipotesi di un accompagnamento coatto che richiederebbe l’autorizzazione del Parlamento. Per i magistrati è importante sentire Berlusconi anche per definire la competenza territoriale, in quanto l’inchiesta a breve dovrebbe essere trasmessa a un diverso ufficio giudiziario, tenendo presente magari il luogo dove è avvenuta la prima “dazione” a vantaggio di Tarantini.
(foto ansa)

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