Il caso Mills: è ancora polemica. Pd e Idv contro Berlusconi

di Mariella Commenta

La bufera sul “caso Mills” continua a imperversare. Il centrodestra compatto difende Berlusconi e il portavoce, Paolo Bonaiuti, parla di “attacco politico a orologeria” che arriva a due settimane dalle elezioni.

L’ opposizione sottolinea che sono stati rispettati i termini per il deposito delle motivazioni della sentenza e, con toni diversi, attacca il premier. Sembra allontanarsi invece l’ ipotesi, annunciata già ieri mattina dallo stesso Berlusconi, di riferire sulla vicenda dinanzi alle Camere. La questione non è stata affrontata dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio e nessuna richiesta di comunicazioni del governo è stata avanzata formalmente.

Fonti parlamentari del Pdl riferiscono che la cosa potrebbe slittare per non prestare ulteriormente il fianco alle polemiche dell’ opposizione. La tesi delle opposizioni: “Il presidente del Consiglio vuole intervenire in Aula alla Camera sul caso Mills per autoassolversi”. La possibilità di un intervento di Berlusconi in Parlamento non piace al segretario del Pd. Franceschini dice che “Berlusconi non ha trovato due minuti di tempo per venire in aula a parlare dei problemi degli italiani, ma vuole venirci per autoassolversi e sollevare un polverone politico”.

“Io – aggiunge il leader del Pd – tra la gente ho trovato una grande indignazione”. Più duro Antonio Di Pietro, secondo cui “sarebbe inaccettabile avere una sentenza parlamentare. Berlusconi come tutti gli italiani deve andare a difendersi in tribunale. Se Berlusconi viene ad accusare la magistratura in Parlamento è un attacco alla Costituzione e una violazione al principio della divisione dei poteri”. Il leader di Idv si rivolge ai presidenti di Senato e Camera, che “non devono permettere che avvenga, altrimenti si rendono assenti nel difendere le prerogative del Parlamento”.

Bonaiuti stigmatizza il fatto che sulla sentenza Mills Pd e Idv si siano riavvicinati. “Abbiamo sentito tanti distinguo – dice Bonaiuti – ma quando arriva la sentenza politica, il Pd si dimostra giustizialista come Di Pietro. Dio li ha fatti e poi li accoppia”.

“È evidente che l’ opposizione ha perso la testa – afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl – e, vedendo che non aggrega consenso nel Paese, punta tutte le sue carte su un attacco frontale e personale contro Berlusconi. Il centrodestra né si farà intimidire né accetterà provocazioni, ma darà una risposta sul terreno del governo del Paese”.

Berlusconi, dice Pier Ferdinando Casini, non deve impegnare “tutto il tempo della sua legislatura per parlare dei suoi problemi giudiziari. L’ abbiamo messo tranquillo con il lodo Alfano – conclude – ora stia tranquillo”.

Il premier, indignato dagli attacchi, ha detto che andrà in aula a dire cosa pensa dei giudici. Ghedini prova a far chiarezza sulla sua strategia. “Certamente Berlusconi non ha alcuna intenzione di voler portare il processo in sede parlamentare. Credo che abbia intenzione di fare un discorso di natura politica, quindi sui problemi che si incontrano quando il codice non prevede dei rimedi ove vi siano dei giudici che hanno già espresso un orientamento di tipo politico e di contrasto nei confronti di colui che vanno a giudicare” spiega Ghedini.

“Se viene in Parlamento ad attaccare la magistratura – dice Di Pietro – è un attacco alla Costituzione, al principio di separazione dei poteri, i presidenti di Camera e Senato non devono permettere che avvenga altrimenti non difendono le prerogative del Parlamento”.

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