Il Governo incassa la fiducia sul maxiemendamento alla manovra

di Mariella Commenta

Il Governo alla Camera ha incassato la fiducia sul maxiemendamento alla manovra economica con 323 sì e 253 no.

Domani saranno discussi gli ordini del giorno. Mercoledì o giovedì il provvedimento passerà al Senato, in modo da poter essere approvato entro i primi giorni di agosto.
Le maggiori polemiche riguardano ancora le risorse da destinare ai contratti del pubblico impiego, in particolare il taglio di 400 milioni dei fondi accantonati per i rinnovi dei contratti pubblici per il triennio 2009-2011.
“Se si continua su questa linea – dice Carlo Podda, segretario della Cgil funzione pubblica – a settembre lo sciopero sarà inevitabile per sostenere la nostra piattaforma”.
Per Podda, i tagli non ricadranno solo sugli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione ma ci saranno anche meno servizi per i cittadini.

“Il testo che conta è il Dpef con l’inflazione programmata all’1,7% per quest’anno e all’1,5% nel 2009, toccherà poi alla legge finanziaria quantificare e finalizzare le risorse necessarie, insomma definire la cifra che equivale a quegli obiettivi di inflazione”, ha replicato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.

Altre polemiche tra maggioranza e opposizione riguardano il discorso che ha tenuto ieri Umberto Bossi, ministro delle Riforme, a Padova nel corso del congresso della Liga Veneta-Lega Nord. “Siamo pronti ad accogliere le proposte del Pd anche sul federalismo”, ha assicurato il leader del Carroccio ma poi si è lasciato andare a un gestaccio con il dito medio levato in aria mentre diceva: ‘Non dobbiamo piu’ essere schiavi di Roma. L0inno dice che l’Italia è schiava di Roma… toh! dico io”. Il ministro se l’è poi presa anche con “i professori del sud” che insegnano al nord. E ha aggiunto: “Dobbiamo lottare contro la canaglia centralista. Ci sono quindici milioni di uomini disposti a battersi per la loro libertà. O otterremo le riforme, oppure sarà battaglia e conquisteremo la nostra libertà”. Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa, dovrebbe intanto presentare proprio domani al Senato, a nome del governo, il disegno di legge sul federalismo fiscale. Questa riforma è ritenuta dalla Lega ormai matura per avviare quella più generale del federalismo nell’organizzazione dello Stato. Nei giorni scorsi i dirigenti del Carroccio hanno più volte polemizzato con il Pdl per avere dato una eccessiva priorità alle questioni che riguardano la giustizia (dall’approvazione del Lodo Alfano agli annunci di una più generale riforma entro la fine dell’anno).

www.noipress.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>