Camera approva il decreto sugli obblighi Ue

di Mariella Commenta

 Il provvedimento per l’attuazione degli obblighi comunitari è stato approvato con 282 voti favorevoli e 250 contrari (quattro gli astenuti) dopo un cammino tormentato alla Camera, dove è stato oggetto di un durissimo ostruzionismo da parte delle opposizioni.
Il decreto passa ora al Senato per la conversione in legge che dovrà avvenire entro l’8 giugno.
Oggetto del contendere, in particolare, un emendamento del Governo che, nel prevedere la riassegnazione delle frequenze per le trasmissioni televisive in digitale terrestre, conteneva la norma cosiddetta ‘Salva-Rete4’.
Alla fine, però, il Governo ha accettato di eliminare la misura contestata, mentre l’ordine del giorno presentato dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, per dar seguito alla sentenza della Corte di giustizia per le frequenze da assegnare a ‘Europa7’ è stato respinto.

Durante le dichiarazioni di voto finale il vicecapogruppo alla Camera dell’Udc Michele Vietti aveva annunciato il voto contrario del suo partito spiegando: “Non siamo soddisfatti del risultato finale di questo provvedimento non del modo in cui ci si è arrivati”.
Vietti, elogiando comunque la battaglia condotta dalle opposizioni (Udc-Idv e Pd) contro “la serie di forzature fatte dal Governo in carica per introdurre emendamenti dirompenti in materie altamente sensibili come le concessioni autostradali e le frequenze tv”, aveva sottolineato infatti come il ritiro dell’emendamento ‘Salva-Rete 4’ fosse arrivato “tardi”.
Tuttavia, aveva chiarito, “il risultato che abbiamo conseguito in questi giorni di dura battaglia parlamentare un risultato positivo per tutti perché dimostra che quando l’opposizione fa il suo dovere è benefica per il Parlamento che recupera la funzione centrale nella dialettica democratica lungi dal diventare un ente inutile come qualcuno vorrebbe”.
“Il ruolo dell’opposizione che fa il suo mestiere – aveva proseguito Vietti – aiuta a evitare sindromi di onnipotenza alla maggioranza che è stata costretta al confronto. E’ stato dimostrato che non basta la forza dei numeri, ci vuole la forza della politica e la forza della politica non tollera un sistema di blitz e di tentativi di fare forzature”.
Vietti aveva rilevato inoltre come il confronto in Parlamento diventa “un’operazione più difficile quando qualcuno è portatore di interessi personali. Purtroppo l’ombra del conflitto di interessi è aleggiata continuamente in tutta la discussione e l’ha viziata”.

Via libera della Camera anche alla ratifica della convenzione fra Anas e Autostrade per l’Italia e agli altri accordi siglati dall’Anas fino all’8 aprile scorso.

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