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Giorgio Napolitano: “Ma ne valeva la pena?

napolitano ma ne valeva la penaGiorgio Napolitano: “Ma ne valeva la pena? ”Vendesi Repubblica, rivolgersi a Napolitano”. Questo e altri striscioni similari in piazza del Popolo durante la manifestazione organizzata da Di Pietro. Giorgio Napolitano ha visto solo qualche immagine proveniente dalla piazza, ma non ha fatto alcun commento. Solo un’ amara considerazione: ”Ne valeva la pena?” Cioè, valeva la pena che l’ opposizione mettesse nel mirino proprio lui? Certamente non ne è valsa la pena: nemmeno per chi cercava di guadagnare qualche voto mettendo sotto accusa perfino il Presidente della Repubblica.


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Regionali. Berlusconi: “Ormai siamo al grottesco”

berlusconi siamo al limite del grottescoRegionali. Berlusconi: “Ormai siamo al grottesco”. Nulla di fatto il ricorso Pdl davanti al Consiglio di Stato, la lista su Roma rimane esclusa dalle elezioni regionali. ”I magistrati hanno violato la legge elettorale, si sono comportati in modo ostile e punitivo – dice Silvio Berlusconi - È paradossale che la sinistra scenda in piazza per la libertà quando è a noi che si cerca di togliere la libertà di voto e perfino quella di parlare al telefono…”. Opportuna in questo momento l’ inchiesta di Trani. Berlusconi passa al contrattacco, con l’ avvocato Ghedini, il ministro Alfano e gli ispettori ministeriali inviati d’ urgenza nella Procura pugliese per andare a fondo e mettere nei guai il pm che ha condotto l’ inchiesta, qualora si riuscisse a dimostrarne gli errori di fatto.


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Bossi: ”È il momento di moderare i toni”

bossi è il momento di moderare i toniBossi: ”È il momento di moderare i toni”. Moderare i toni, perché è mal’ aria per tutti, dice il leader della Lega Umberto Bossi che definisce “una cosa da matti” la storia delle intercettazioni che ha coinvolto Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell’ Agcom Giancarlo Innocenzi. “Forse Berlusconi dovrebbe stare più attento, però non è che un presidente del Consiglio non possa parlare al telefono perché sa sempre di essere intercettato. Ma dove siamo?” dice Bossi. E intanto dichiara che, dopo le elezioni regionali, si aspetta un’ accelerazione sul federalismo fiscale: “Se a Roma fanno orecchie da mercante il Nord questa volta si incazza. Capiremo in fretta se il Parlamento è disponibile a procedere in una direzione federalista o no. E moduleremo la discesa del Po del prossimo settembre in base alle risposte ricevute dal Parlamento“.


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Di Pietro: Berlusconi mi teme

di pietro berlusconi teme di meDi Pietro: Berlusconi mi teme.Berlusconi mi teme, perché vede in me e nell’ Italia dei Valori una spina nel fianco”. È questo il commento di Antonio Di Pietro alle presunte affermazioni di Silvio Berlusconi, intercettate nell’ inchiesta di Trani. “Per anni siamo stati l’ unica opposizione chiara nei contenuti e determinata nell’ azione. Finalmente, come ha dimostrato la manifestazione di sabato a Roma, anche i cittadini e gli altri partiti politici hanno capito che prima ci liberiamo di Berlusconi prima possiamo parlare di economia, di lavoro, di tutela dell’ ambiente e del territorio“, sostiene il leader dell’ Italia dei Valori nel corso di un incontro elettorale in provincia di Torino.


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Berlusconi in piazza con il Pdl

<Berlusconi in piazza con  il Pdlstrong>Berlusconi in piazza con il Pdl. Silvio Berlusconi sta preparando la piazza per protestare contro l’ esclusione dalle Regionali della lista del Pdl nella provincia di Roma, una piazza in cui però non ci sarà Gianfranco Fini. Perché, dice Fini, “il presidente della Camera non partecipa mai a manifestazioni elettorali organizzate dai partiti. La Polverini, intanto, dice: ”Io nemmeno nel momento in cui sembrava che non ci fosse più nulla ho pensato di abbandonare la partita. Io sono qui, si vota con la coalizione che mi sostiene con o senza il Pdl”. Anche il sindaco di Roma Alemanno si mostra fiducioso: ”Siamo delusi per la decisione del Tar ma l’ importante è che alla fine Polverini possa vincere”.


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Dal Tar del Lazio nuovo stop alla lista del Pdl, il commento di Girlando

Dal Tar del Lazio nuovo stop alla lista del PdlDal Tar del Lazio nuovo stop alla lista del Pdl, il commento di Girlando. Il responsabile per la Giustizia dell’ Italia dei Diritti Giuliano Girlando: “Decisione che garantisce la legalità delle elezioni. L’ attacco alla legalità da parte del centrodestra e del Governo è stato sventato”. Questo è il primo commento di Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’ Italia dei Diritti, al nuovo brusco stop, imposto dal Tar del Lazio, al Pdl e a Renata Polverini, candidata alla presidenza della regione Lazio per il centrodestra. I giudici hanno respinto la richiesta con cui il Pdl contestava la decisione della Corte d’ Appello di escludere la lista di Roma e provincia, rinviando al 6 maggio l’ udienza per discutere il merito del ricorso e precisando che l’ eventuale rinvio alla Corte Costituzionale sulla legittimità del decreto salva liste sarà deciso in quella sede. Il ricorso non è stato dunque respinto ma, allo stesso tempo, le toghe hanno deciso di non riammettere in via cautelativa la lista, in quanto non c’ è certezza né prova che il delegato all’ atto della presentazione della stessa avesse con sé tutta la documentazione. “La decisione del tribunale – afferma l’ esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – rappresenta di fatto una bocciatura anche per il Governo che ha tentato un colpo di mano con un decreto assolutamente incostituzionale. L’ importante – conclude Girlando - è che ora le elezioni non saranno macchiate da vizi di forma”. 


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Il Dl salva liste divide l’ opposizione. Scontro Pd – Di Pietro

Il Dl salva liste divide lopposizione.Il Dl salva liste divide l’ opposizione. Scontro Pd – Di Pietro. Pier Luigi Bersani, fedele al proprio impegno di non attaccare mai i propri alleati, ad Antonio Di Pietro, che ancora oggi ha criticato il Capo dello Stato, ha semplicemente voluto ricordare un fondamentale della politica: ”La responsabilità totale del decreto salvaliste è del governo, altrimenti, se non teniamo fermo questo punto, viene meno ogni discorso in vista della manifestazione del 13 marzo. Anche perché la firma di Napolitano è un atto dovuto: ”Sappiamo bene quali sono il mestiere e le prerogative del presidente della Repubblica. Sarebbe sbagliato, inoltre, dare occasione al centrodestra di nascondersi dietro al Quirinale”.


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Napolitano sulle elezioni regionali: ”Decreto indispensabile per garantire la piena partecipazione dei principali contendenti”

napolitano sulle elezioni regionaliNapolitano sulle elezioni regionali: ”Decreto indispensabile per garantire la piena partecipazione dei principali contendenti”. Il presidente della Repubblica spiega le ragioni del sì al decreto sulle liste con una lettera resa pubblica sul sito del Quirinale: “Esclusione del Pdl non sostenibile – dice – Il rispetto delle norme da un lato e, dall’ altro, il diritto dei cittadini di scegliere attraverso il voto fra schieramenti e programmi diversi: due ”beni” egualmente preziosi per tutelare i quali il decreto interpretativo del governo, il cosiddetto ‘salvaliste‘, era l’ unico strumento per intervenire sulla tormentata vicenda della mancata presentazione delle liste del PdL in Lombardia e nel Lazio.
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Caso Mills: Di Pietro per nuove elezioni

CASO MILLS DIPIETROCaso Mills: Di Pietro per nuove elezioni. Antonio Di Pietro dichiara ad Affaritaliani.it: ”Noi riteniamo che già ci sono le condizioni per andare a nuove elezioni, perché con la sentenza della Cassazione di giovedì c’ è la prova che abbiamo al governo un corruttore, che ha utilizzato un conto All Iberian per commettere una serie di operazioni illecite. C’ è ”una immoralità in questo governo che impone la sua messa in liquidazione e il ritorno alle urne. Riteniamo anche che sia necessario che siano gli elettori a indicare chi deve guidare la nuova maggioranza e il nuovo governo e non che ci sia un’ operazione posticcia e trasversale agli schieramenti, che avrebbe soltanto lo scopo di mantenere il nostro Paese in uno stato di ibernazione rispetto ai grandi problemi economici e occupazionali che l’ affliggono”.


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La Lega Nord dice no ai rastrellamenti

LA LEGA NORD DICE NO AI RASTRELLAMENTI“I rastrellamenti lasciamoli stare“, dice Umberto Bossi, pur senza rinunciare alla polemica con la sinistra, alla quale attribuisce la responsabilità di aver portato l’ immigrazione clandestina oltre il livello di guardia. È stata infatti la sinistra, accusa il leader della Lega, che ha fatto arrivare montagne di immigrati senza casa, così poi sono nati i quartieri ghetto”. La posizione della Lega si è addolcita: dice no ai rastrellamenti; il ministro dell’ Interno Roberto Maroni sostiene che bisogna cambiare passo nelle politiche di accoglienza e integrazione. E intanto il governo annuncia, con il ministro Sacconi, l’ imminente arrivo di un piano nazionale per l’ integrazione, un progetto che dovrebbe essere pronto a breve.
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