Nuove infrastrutture in Lombardia: 10 mld di euro, 100.000 posti di lavoro, 4.000 edifici abbattuti, l’ impatto sul territorio. Se ne è parlato al 39° Incontro di Studi Ce.S.E.T il 16 e 17 ottobre all’ Università Statale di Milano – Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro – Alimentare e Ambientale con il patrocinio di Regione Lombardia e di Assoedilizia.
La Lombardia, che detiene il 50% dell’ interscambio totale del Nord – Italia, nel confronto con le 132 principali regioni dei 5 paesi più importanti d’ Europa, si colloca al 71° posto per dotazione ferroviaria ed al 91° per quella stradale. Nell’ Italia stessa, la nostra Regione si situa al 14° posto nel rapporto Km / abitanti, quanto a rete stradale e ferroviaria.
La realizzazione di importanti infrastrutture – quali Pedemontana, Brebemi, Teem, Tibre (Tirreno-Brennero) avviata o in procinto di esserlo – è destinata a ridurre od eliminare il gap. Ma quali conseguenze la nuova rete autostradale avrà sul territorio e sui suoi abitanti sia in termini economici che di vivibilità? Entrano infatti in gioco una serie di fattori qualificanti che non si riconducono esclusivamente a plusvalori economici: si parla addirittura (vedi Commissione Sarkozy) di felicità interna lorda per valutare il grado di soddisfacimento di questa esigenza da parte dei cittadini.
Tali infrastrutture stradali porteranno nei prossimi anni ad investimenti di oltre 10 miliardi di euro, dei quali in media il 15% riguarderà gli espropri. Le imprese interessate dai lavori saranno oltre mille e porteranno nel prossimo quinquennio ad un aumento occupazionale di oltre 100.000 addetti nei diversi settori.
Ovviamente le opere avranno un ingente impatto sul territorio lombardo, sia dal punto di vista ambientale che socio – economico; centinaia saranno i chilometri di strade che attraverseranno e modificheranno i terreni regionali e si stima che in tale ambito verranno abbattuti circa 4.000 fabbricati, con una consistente riduzione di suolo agricolo a favore del processo di urbanizzazione.
Peraltro la nuova tendenza sarà quella di individuare attorno al sistema autostradale nuove opportunità di poli di sviluppo, soprattutto in corrispondenza dei caselli di uscita, attraverso intese tra operatori e comuni, anche mediante forme finanziarie nuove quali il project financing.
Comunicazione Assoedilizia
Benito Sicchiero
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