Sono pronta a morire per difendere la Fiamma e i suoi valori. A voler fare i moderati a tutti i costi si rischia di diventare modesti, e noi questo non lo vogliamo. Siamo un partito ‘incazzato’ e con la bava alla bocca, pronto a difendere gli interessi degli italiani senza guardare in faccia a nessuno”.
Così Daniela Santanchè, candidata premier de La Destra, ha salutato le persone accorse in piazza della Rotonda, a Roma, di fronte al Pantheon, per la chiusura della campagna elettorale del partito.
“Sono contenta di chiudere la mia campagna elettorale qui a Roma – ha aggiunto il candidato premier de La Destra – In Parlamento non vi tradirò, perché so cosa vuol dire essere traditi. Ci hanno proposto un’alleanza elettorale chiedendoci di eliminare il simbolo della fiamma tricolore e noi abbiamo orgogliosamente rifiutato”.
”Senza questo simbolo non ci sarebbero più 60 anni gloriosi di storia e di passione politica. Non ci vergogniamo del nostro passato, anzi ne andiamo fieri”. “Noi siamo quelli – ha proseguito la Santanchè – che sentono un brivido lungo la schiena quando ascoltano l’inno nazionale, e che si emozionano quando vedono una bandiera italiana. Per mettere una crocetta sul simbolo de La Destra nella cabina elettorale non ci vogliono persone con le palle di velluto, quelli li lasciamo altrove”.
L’ultimo teatro di questa campagna elettorale sono gli studi di Mediaset del Palatino. Ad attendere Walter Veltroni il conduttore di Matrix Enrico Mentana. Si tratta dell’atto finale di una campagna elettorale per certi versi rivoluzionaria messa in atto dal Partito Democratico e dal suo leader. Una staffetta televisiva con il principale esponente dello schieramento a noi avverso, come direbbe Veltroni. Nel cuore e nella testa del segretario PD e di tutti i democratici romani ci sono le fotografie di un pomeriggio splendido passato a Piazza del Popolo, dove 150mila persone, tra cui una serie numerosissima di personalità del mondo della cultura, hanno dato l’ultima spinta a Veltroni verso l’appuntamento elettorale.
Aveva annunciato una “sorpresa”. L’ha rivelata nel corso della sua intervista a Matrix. Silvio Berlusconi ha annunciato l’impegno di abolire il bollo su auto, moto e motorini, progressivamente, mano a mano che le risorse dello Stato lo consentiranno e partendo dalle auto di minore cilindrata.
Sono le ultime ore di campagna elettorale, e permettetemi di fare un ultimo appello al mondo della rete: so che tra di voi ci sono tante persone che sono indecise se andare a votare e sono deluse da questa politica. Il risultato è che chi non va a votare, affida agli altri la decisione di chi ci deve governare. Allora, ancora una volta, vorrei invitarvi a riflettere su chi è questo signore, Berlusconi, che vuole assumere il governo del Paese.
Un voto per il Partito socialista, un voto per eleggere le Camere, perché in parlamento e nel senato vi sia una robusta presenza socialista. Un voto al Partito socialista per investire il massimo possibile nella scuola pubblica, nell’università e nella ricerca, lì dove c’è il futuro dello sviluppo del paese; Un voto per il Partito socialista perché questo è il modo migliore e più efficace per l’ampliamento dei diritti civili e per l’affermazione dei principi di laicità; per resistere alle pressioni dei cattolici integralisti e della destra che vogliono farci tornare indietro di trent’anni; per dare anche agli italiani la libertà di ricerca e la procreazione assistita; per una legge sulle coppie di fatto e per il divorzio breve per le coppie senza figli; per il testamento biologico; per una campagna d’informazione e di educazione sull’uso degli anticoncezionali; per una maternità consapevole e per una modifica della legge per permettere le adozioni anche alle monofamiglie.