Alitalia, rispunta l’ipotesi Aeroflot

 La trattativa fra Air France e Alitalia resta in piedi in attesa dell’incontro fra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy. All’appuntamento, però, il Cavaliere si presenterà con almeno una carte in più rispetto al negoziato condotto finora dal governo Prodi: Aeroflot, che dopo aver abbandonato la prima asta fallita per i troppi paletti posti dal Tesoro, sembra pronta a tornare in lizza. Nella conferenza stampa congiunta fra Berlusconi e Vladimir Putin, infatti, il presidente russo ha reso noto di aver “parlato con i vertici di Aeroflot: mi hanno detto che sono disponibili a riprendere i contatti con Alitalia”.

Di Pietro rivendica l’autonomia dell’Italia dei Valori

 “L’Italia dei Valori è un partito che resta partito. Ci saranno le elezioni a breve, a novembre. Prima delle elezioni europee l’anno prossimo, ci saranno altre elezioni amministrative, e può darsi pure in Lombardia. Quindi, il nostro partito c’è, si rafforzerà ancora di più e sarà sempre più presente per rappresentare tutta quell’area elettorale che oggi potrebbe trovare in noi dei rappresentanti.
Il gruppo unico è il frutto di una convergenza sui contenuti. Alla luce di prese di posizione che differiscono dalla volontà di riconoscere l’Italia dei Valori, con cui è stata fatta un’alleanza, ho letto oggi una dichiarazione di Caldarola che dice: “Usciamo dal Partito se si dà un ruolo all’Italia dei Valori e a Di Pietro”. Voglio dire, io non voglio che nessuno lasci il Partito Democratico. Noi abbiamo preso atto che il leader del Partito Democratico è Walter Veltroni, che noi riconosciamo come leader della coalizione, così come abbiamo indicato prima delle elezioni e che noi vogliamo aiutare a portare avanti quel programma che abbiamo condiviso e sottoscritto.

Lega: Ora Berlusconi non perda tempo, subito il Governo

 “Dopo l’inutile vertice romano, la Segreteria ha deciso che, per quanto riguarda la Lega Nord, le prossime riunioni saranno tenute solo con il leader del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi. La Segreteria Politica ha ribadito che la Lega Nord ha ricevuto l’imperativo mandato dagli elettori di risolvere le questioni legate al Federalismo e alla Sicurezza. Pertanto, visto lo straordinario risultato ottenuto su questi due temi, non è possibile derogare dall’assoluto rispetto dello stesso. Il momento nel Paese è talmente grave che è necessario vengano prese decisioni rapidissime.

Tremonti (Pdl): Adesso gli eurobond per finanziare lo sviluppo

 “Credo sia l’ora di pensare ad un debito pubblico europeo per finanziare lo sviluppo dell’Europa”. Lo ha affermato Giulio Tremonti che ha osservato: “Rilancio la mia vecchia proposta di eurobond per lo sviluppo, in passato accolta da altri governi europei come contro l’ortodossia finanziaria. Credo che oggi sia assolutamente sbagliato non capitalizzare i dividendi di Maastricht e la forza dell’euro: abbiamo la moneta piu’ forte e gli interessi piu’ alti, e sarebbe assurdo non mettere a frutto questa situazione”.
Sarebbe un passaggio, quello di finanziare lo sviluppo dell’Europa con il debito pubblico europeo, che per Tremonti avrebbe un forte valore anche politico nel rafforzare “una identita’ europea”. Una Europa che ora deve guardare “alla terza fase” del percorso di unificazione, quella “della costruzione politica”.

Radicali in Parlamento. Bonino: Sei eletti per scelta, tre “per caso”

 Nessun patto rispettato. Anche se il risultato è quello messo nero su bianco nell’accordo sottoscritto col Pd prima delle elezioni, e cioè una pattuglia di 9 radicali in Parlamento, a via di Torre Argentina si sottolinea come solo 6 dei parlamentari radicali sono stati “nominati” per volontà del Pd, mentre gli altri 3 eletti devono ringraziare il caso o, meglio, il crollo della Sinistra Arcobaleno che nessuno alla vigilia poteva ipotizzare. “Solo sei – fa notare Emma Bonino – sono stati eletti per una scelta determinata del Pd, gli altri arrivano in Parlamento “per caso”, per la sconfitta drammatica dell’Arcobaleno”.

Non solo, rincara la dose la segretaria di Ri, Rita Bernardini, eletta alla Camera insieme a Marco Beltrandi, Maurizio Turco, Matteo Mecacci, Maria Antonietta Farina Coscioni ed Elisabetta Zamparutti. “Da radicali – assicura – siamo consapevoli che la democrazia non esiste in questo Paese e che entriamo in questo Parlamento da nominati, in un sistema che violenta e ferisce la democrazia”. Con questa “responsabilità e consapevolezza”, e con l’impegno nel “cambiare da dentro le istituzioni”, sottolinea Zamparutti. Bernardini rassicura i militanti radicali, “che ci hanno compreso in un momento difficile come quello della scelta di entrare nel Pd, senza il nostro simbolo e con l’esclusione di personalità importanti come D’Elia e Pannella”.

Intesa bipartisan per Alitalia

 L’epoca dello scontro totale su Alitalia sembra archiviata e il nuovo obiettivo del Governo Prodi e del premier in pectore, Silvio Berlusconi, è quello di trovare una soluzione bipartisan per garantire la continuità aziendale e poter così chiudere il dossier privatizzazione in tempi brevi. E’ questo il primo risultato che hanno messo a segno i due ambasciatori, Gianni ed Enrico Letta, in un incontro a Palazzo Chigi al quale hanno preso parte anche il super consulente del Cavaliere, Bruno Ermolli (che cura la costruzione della cordata italiana), il sottosegretario al Tesoro Massimo Tononi e il direttore generale Vittorio Grilli.

Chiara la richiesta del Pdl al governo uscente: evitare il collasso prima dell’insediamento del nuovo Esecutivo. Trovare la soluzione per far superare ad Alitalia la metà di maggio senza finire in Tribunale non è comunque cosa facile: una linea di credito o un’iniezione di liquidità sono le due strade possibili. Ma certo non sono facili da percorrere. Ragion per cui il governo Prodi avrebbe fissato i propri paletti: scongiurare il commissariamento è possibile, a patto che dal Pdl arrivi una chiara e pubblica assunzione di responsabilità su questo punto.

Appello di Veltroni al Pdl: Sulla scelta del commissario Ue prevalga il dialogo

 “Non è stato un buon avvio”. Così Walter Veltroni aveva esordito in conferenza stampa il giorno dopo le elezioni a proposito dei primi passi del leader del Pdl Silvio Berlusconi in materia di collaborazione e dialogo con quella che sarà la futura opposizione. Un commento, quello di Veltroni, che sembra essere confermato anche dalle mosse che il cavaliere sta intraprendendo anche a livello europeo.

La nomina del commissario europeo che dovrà andare a sostituire Franco Frattini rischia infatti di rappresentare un evitabilissimo terreno di scontro. L’indirizzo preso dalla destra pare sia quello di imporre un nome, a prescindere da un accordo con l’opposizione in questo senso. Cosa che potrebbe rappresentare uno spiacevole precedente. L’atteggiamento di Berlusconi è stato duramente criticato dal segretario del PD.

Baio e Ferrante (Pd): Per Presidenza Senato da Pdl nomi non all’altezza

 Ad appena due giorni dalle elezioni il centrodestra già litiga sugli incarichi di governo e mostra le evidenti divisioni della coalizione”. Lo dichiarano i senatori del Partito democratico Emanuela Baio e Francesco Ferrante.
“Ancor più preoccupante per il futuro del Paese è vedere il dibattito che si sta sviluppando intorno alla nomina del Presidente del Senato.

La sensazione – aggiungono – è che si stiano facendo nomi senza riflettere troppo sulla statura istituzionale e sulla cultura politica necessari a ricoprire un ruolo prestigioso qual è quello della seconda carica dello Stato”.