La relazione di Veltroni all’Assemblea Nazionale del PD

 La lettera che il Presidente del Consiglio ha inviato lunedì scorso al Presidente del Senato è uno spartiacque che rischia di segnare negativamente l’intera legislatura.

Con quella missiva, l’on. Berlusconi ha assunto la paternità politica di un emendamento al decreto sulla sicurezza che stravolge il senso del provvedimento all’esame del Senato, colpisce il ruolo di garanzia del Capo dello Stato, strappa la delicatissima tela del dialogo istituzionale con l’opposizione.

Siamo preoccupati, per questa svolta all’indietro. Siamo preoccupati per l’Italia, che rischia di perdere una nuova occasione per darsi un sistema politico maturo: una democrazia compiuta, nella quale si possa competere lealmente tra avversari, scontrarsi a viso aperto sui programmi di governo e allo stesso tempo convergere sui valori costituzionali e collaborare nella manutenzione e nella riforma delle istituzioni e delle regole democratiche, come avviene in tutti i grandi paesi occidentali.

Anche la Lega voterà il trattato di Lisbona

 “Se non l’avesse votato la Gran Bretagna – spiega Umberto Bossi- sarebbe un trattato morto ma avendolo votato è vivo e penso che lo voteremo anche noi”.
Il Senatur si allinea dunque al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che intervenuto all’assemblea di Confcommercio, ha sottolineato proprio la necessità di “superare l’ostacolo” dovuto allo stop irlandese alla carta Ue trattato.
E nonostante le dichiarazioni del ministro leghista della Semplificazione, Roberto Calderoli (che aveva parlato di un Trattato di Lisbona che “non esiste più, perché per il Trattato si richiede l’unanimità”), Bossi assicura che la Lega Nord sarà comunque compatta sul voto a favore della ratifica: “Noi siamo uniti, dove vado io vanno tutti. Quello che io dico di votare, votano e se dico di votare sì, tutti votano sì”.

Seconda scivolata del Governo alla Camera sul dl rifiuti

Dopo la scivolata di stamattina su un emendamento dell’Udc relativo all’articolo 8 sul termovalorizzatore di Napoli e sostenuto anche dalla Lega, il Governo è stato battuto di nuovo su un emendamento dell’Idv all’art.11 del decreto sui rifiuti, riguardante la raccolta differenziata, al quale la commissione e l’esecutivo avevano dato parere contrario.
La Lega, anche questa volta, è stata determinante. Come hanno riferito deputati di opposizione, i deputati del Carroccio hanno infatti votato a favore dell’emendamento.

Bersani (PD): Nella manovra economica nessuna risposta su salari e pensioni

 “Dalla Finanziaria è scomparsa la questione sociale: la difesa del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati. C’è un mix di demagogia e misure compassionevoli. In realtà questo governo ha introdotto un meccanismo di concertazione corporativa con alcuni soggetti forti”. Non usa mezze parole il ministro ombra dell’Economia Pier Luigi Bersani per bocciare la manovra varata ieri dal governo Berlusconi.

Un piano triennale, dal 2009 al 2011, da 35 miliardi di euro e “circa cento articoli” per raggiungere nel 2011 “l’ineludibile obiettivo” del pareggio di bilancio. A presentarla così, affiancato dal premier, è stato il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, vero padre ideatore della maxi-manovra che, si vanta Tremonti, “è stata approvata in 9 minuti e mezzo”.

Governo battuto alla Camera con i voti della Lega: passa emendamento Udc sui rifiuti

 Il Governo è stato battuto alla Camera su un emendamento dell’Udc relativo all’articolo 8 sul termovalorizzatore di Napoli.
L’emendamento Udc, primo firmatario Mauro Libé, è stato approvato con il parere contrario di Governo e commissione.
Prima della votazione di questa proposta di modifica, nell’Aula di Montecitorio era scoppiata di nuovo la polemica sui ‘pianisti’, i deputati che votano per i colleghi assenti.
A polemizzare su questo e a chiedere ripetute verifiche nel corso delle votazioni, sono stati gli esponenti dell’Italia dei Valori che hanno minacciato di fare ostruzionismo qualora non ci sia uno stop al fenomeno.

La manovra economica prevede il pareggio di bilancio nel 2011

Il Consiglio dei Ministri ha approvato una manovra, articolata su un decreto-legge ed un disegno di legge, per il varo di disposizioni complessivamente volte a promuovere lo sviluppo (anche mediante misure di semplificazione di procedimenti amministrativi concernenti la liberta’ di iniziativa economica), a restituire potere d’acquisto ai cittadini, a razionalizzare l’efficienza e l’economicita’ dell’organizzazione amministrativa, a perseguire obiettivi di perequazione tributaria ed a semplificare procedimenti che incidono su questi aspetti. Gli obiettivi delle norme in materia di lavoro sono: incoraggiare la maggiore propensione delle imprese ad assumere attraverso la de-regolazione della gestione dei rapporti di lavoro; promuovere una piu’ agevole regolarizzazione di tutti quei rapporti di lavoro che oggi sono quasi sempre irregolari;

Bonanni (CISL): Redistribuire le nuove entrate a chi e’ piu’ in difficolta’ e insistere nella lotta all’evasione

”La situazione dei conti pubblici e’ difficile, il sindacato ne è a conoscenza, ma i tagli alla spesa non devono avere ripercussioni sugli enti locali, tali da costringerli ad aumentare le tasse”. E’ quanto ha dichiarato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni nel corso dell’incontro tra governo e parti sociali sulla manovra economica. “E’ giusto – ha aggiunto – intervenire su banche, assicurazioni e petrolieri, ma deve essere visibile che le risorse in piu’ che si recuperano vengano trasferite e redistribuite attraverso maggiori detrazioni alle persone che sono piu’ in difficolta’, come i lavoratori dipendenti e pensionati”. Bonanni ha tuttavia aggiunto che la crescita per ora “non c’è”. Ma – ha poi osservato – “è vero quanto afferma il Governo, è pur vero che c’è una realtà di persone, segnatamente i pensionati, che hanno un bassissimo reddito e che devono essere sostenuti. Ogni aumento del pil deve costituire un’occasione di redistribuzione per lavoratori e pensionati”. Buona parte delle entrate previste dalla Robin tax vadano in questa direzione”.

Berlusconi sulla Finanziaria: Pareggio di bilancio nel 2011 senza tasse

 “La ratio della strategia del Governo è molto semplice ed è quella di ridurre entro il 2011 il deficit portandolo a pari con le spese. Questo si poteva fare in due modi: aumentando le tasse e mettendo le mani nelle tasche dei cittadini oppure ridurre le spese. E questo abbiamo fatto”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha presentato in conferenza stampa la manovra economica contenuta nel cosiddetto piano Tremonti.

“Quello che noi presentiamo – ha aggiunto il premier – è uno Stato che costa meno, che semplifica, che toglie vincoli e che produce più libertà”.

Da parte sua, il ministro Tremonti ha sottolineato che “non è eludibile l’impegno di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2011 preso dalla Repubblica e non solo dal precedente Governo”, ribadendo che l’approvazione definitiva avverrà “entro l’estate”.