Da Bruxelles via alla procedura Ue contro l’ Italia. Roma non si è adeguata alla sentenza: “Donne in pensione come gli uomini”

 L’ Italia rischia le sanzioni europee per il mancato adeguamento alla sentenza della Corte Ue che chiede di innalzare l’ età pensionabile delle donne nel settore della pubblica amministrazione, per equipararla a quella degli uomini. Lo rende noto un comunicato Ue.

“La Commissione europea ha deciso di intraprendere azione legale contro l’ Italia per il mancato adempimento alla sentenza della Corte Ue sulla equiparazione età pensionabile tra uomo e donna”. Nel dettaglio a Roma è stata inviata una lettera formale sulla base della procedura d’ infrazione. Se l’ Italia non dovesse prendere le misure richieste, Bruxelles invierebbe un secondo e ultimo avvertimento prima delle eventuali sanzioni.

Bruxelles ricorda che lo scorso 13 novembre la Corte di giustizia europea si era pronunciata contro l’ Italia poiché, in base alle leggi italiane, i funzionari pubblici hanno diritto a ricevere la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda se siano uomini o donne, e cioè 65 per i primi e 60 per i secondi.

Pd verso il congresso. Franceschini: “Farà bene al Pd in quanto momento di consolidamento del partito”

 Il congresso farà bene al Pd. Dario Franceschini si presenta così alla direzione del partito che ha dato il via libera al percorso che porterà alle Assise approvando, con 7 voti contrari, il regolamento che fissa le tappe congressuali: il 21 luglio è il termine ultimo per le candidature alla segreteria. Il 24 luglio è invece la data stabilita per la formalizzazione delle candidature. Il congresso, ovvero l’ assemblea dei delegati chiamati a votare le candidature stesse, si terrà l’ 11 ottobre. La data fissata per le primarie è invece il 25 ottobre.

Un intervento a braccio, quello del segretario, che ha toccato vari temi caldi, dall’ analisi del voto amministrativo fino alla questione del congresso e della necessità di svolgerlo in ottobre senza rinvii. Ma anche l’ analisi sullo stato dell’ arte del partito, la situazione al nord così come al sud che, però, riguarda un quadro da guardare nel suo insieme.

Il messaggio e l’ identità che il Pd deve dare e deve avere per candidarsi alla guida del paese. Proprio relativamente alle Assise, Franceschini aveva detto chiaramente di essere contrario ad un rinvio della data e che non bisogna, avrebbe spiegato, avere paura del congresso, perché farà bene al Pd in quanto momento di consolidamento del partito. In vista degli appuntamenti delle regionali: il Pd ha bisogno di un confronto serio, preciso e magari anche duro perché alla fine del percorso bisogna avere una guida forte e una piattaforma politica forte.

Mentre il comitato direttivo traccia la road map, però, non si ferma la caccia al terzo uomo, la figura che potrebbe inserirsi fra i duellanti Franceschini e Bersani, e lo scontro interno al partito si sposta anche sulle regole. L’ ex presidente del Senato Franco Marini ha attaccato duramente lo statuto del Pd, documento nato «dalle fantasie di uno Stranamore». Nel suo intervento alla direzione, Marini spiega che il congresso va fatto, ma subito dopo bisogna prendere l’ impegno di dare mandato ad un comitato di riformare lo statuto perché, aggiunge, “se questo statuto lo buttate…..”, non sarebbe un danno. “È un’ arma – dice – che può distruggere qualsiasi forza politica”.

Gianpaolo Tarantini, l’ imprenditore al centro dell’ inchiesta di Bari: “Dalla D’ Addario solo bugie”

 “Se avessi saputo che Patrizia D’ Addario faceva la escort non l’ avrei mai frequentata e tantomeno l’ avrei portata ad una cena col presidente”. Ecco la verità di Gianpaolo Tarantini, l’ imprenditore al centro dell’ inchiesta di Bari, nell’ intervista a Il Giornale.

“Lei si era presentata come figlia di un imprenditore del settore edile. Ho letto che avrebbe chiesto a me e al presidente di intervenire su una pratica edilizia. Ma vi rendete conto? Ma come si può pensare che il presidente potesse fare qualcosa in un Comune, in una Provincia, in una Regione, tutte amministrate dalla sinistra? Una vera assurdità. Ne viene fuori – dice ancora Tarantini nell’ intervista al quotidiano milanese – che questo è stato soltanto un alibi per coprire la vera missione“.

Tarantini, appena lette le rivelazioni della D’ Addario, non ha infatti avuto dubbi: “Ho pensato quello che hanno pensato tutti: che qualcuno avesse progettato con lei di tendere un’ imboscata al presidente a fini politici e che tutto fosse stato progettato con cura. Il registratore, le testimonianze delle amiche e infine quella dichiarazione davvero incredibile: “Io sono una escort e costo mille euro a prestazione”. Quanto deve farsi dare una persona per una patente di questo tipo che le segnerà la vita? La risposta di tutti è: molti, molti soldi”.

Decretone estivo. Contro la crisi sgravi fiscali alle imprese e bonus lavoro per chi assumerà lavoratori in cassa integrazione

 Detassazione per chi reinveste gli utili in macchinari, rimborsi al 70% per gli obbligazionisti della vecchia Alitalia, bonus occupazione per chi assumerà lavoratori in cassa integrazione. E poi una miniriforma del mercato del gas e molte proroghe: da quella degli sfratti nelle grandi città al termine per l’ entrata in vigore della class action o al bando ai sacchetti di plastica non biodegradabili.

Fino al consiglio dei ministri di domattina sono possibili modifiche e novità dell’ ultim’ ora, ma lo schema del decretone del governo è pronto. Giulio Tremonti, accompagnato da Gianni Letta, è salito al Quirinale per esporne una bozza di 36 articoli al presidente Napolitano. La novità alla quale tiene di più Berlusconi, ansioso di rilanciare l’ azione di governo dopo settimane di altri affari, è la cosiddetta Tremonti – ter, un meccanismo con il quale le imprese potranno detrarre parzialmente gli utili reinvestiti nell’ acquisto di nuovi macchinari. I pochi, fortunati o abili imprenditori che quest’ anno riusciranno a fare profitti, potranno così puntare tutto sulla ripresa.

Ieri Tremonti ha dato il via libera ad un rimborso più ampio per azionisti e obbligazionisti della vecchia Alitalia. I titolari di bond, pronti alla battaglia legale dopo la decisione del governo di rimborsarli solo al 30%, entro il 31 agosto potranno cedere al ministero i titoli ed avere in cambio poco più del 70% di controvalore. Gli azionisti avranno invece un rimborso simbolico, pari al prezzo medio dell’ ultimo mese di contrattazione ridotto del 50%.

Giorgio Napolitano: “Non bisogna confondere la crisi della politica con la crisi della democrazia. Servono punti fermi”

 Tenere i piani ben distinti. Non confondere la crisi della politica con quella della democrazia e delle istituzioni. Se la prima c’ è, questo non significa che abbia contagiato anche il resto. “Non bisogna confondere la crisi della politica con la crisi della democrazia e bisogna trovare un punto di riferimento nelle istituzioni che hanno bisogno del necessario rispetto” dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di inaugurazione dell’ archivio storico del Quirinale.

Guarda al presente il capo dello Stato e osserva che siamo nel momento in cui si discute molto, in Italia e fuori del nostro paese, della crisi e delle difficoltà della democrazia rappresentativa. Un’ ondata di sfiducia che Napolitano vede come un fatto negativo. Ha un’ impressione Napolitano, quella che talvolta si discuta in modo astratto o per formule, cercando una definizione nella fase complessa e senza dubbio difficile che stiamo attraversando. Una generalizzazione che rischia di unire, in un unico calderone, le difficoltà della politica spacciandole anche per quelle delle istituzioni e della democrazia.

Mosca. La Corte suprema ha ordinato la riapertura del processo per l’ omicidio della giornalista Anna Politkovskaia

 La Corte ha accolto il ricorso della procura, presentato dopo che lo scorso febbraio una corte militare integrata da giudici popolari aveva assolto all’ unanimità i tre imputati dell’ omicidio – tutti ceceni – della giornalista, uccisa nell’ ascensore della sua abitazione a Mosca il 7 ottobre 2006. Ha annullato così la sentenza di assoluzione per le tre persone accusate dell’ omicidio di Anna Politkovskaia.

I tre imputati sono l’ ex dirigente della polizia moscovita Serghei Khadzhikurbanov, accusato di essere l’ organizzatore logistico del delitto, e dei fratelli Dzhabrail e Ibragim Makhmudov, presunti pedinatori della vittima (un terzo fratello, Rustan, è ricercato all’ estero come presunto killer). Khadzhikurbanov si trova in carcere perché arrestato poco dopo l’ assoluzione per una vicenda di estorsione, mentre non è noto dove si trovino i due fratelli Makhmudov.

Estero. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad: “Obama come Bush”

 Ahmadinejad ha invitato ieri il presidente statunitense Barack Obama a non interferire nelle questioni interne della Repubblica Islamica. È quanto riporta l’ emittente televisiva del Qatar ‘al Jazeerà. Le dichiarazioni di Ahmadinejad arrivano dopo la notizia di ieri secondo cui Obama ha scritto all’ ayatollah Ali Khamenei, leader supremo dell’ Iran, prima delle elezioni presidenziali del 12 giugno scorso, chiedendo un miglioramento delle relazioni tra Iran e Stati Uniti. Due giorni fa, inoltre, il presidente americano ha espresso una dura condanna per la repressione attuata dal governo iraniano contro i manifestanti che protestano per i risultati del voto.

Intanto, il grand’ ayatollah Hossein Montazeri, il più importante leader religioso dissidente dell’ Iran, ha avvertito che la repressione delle proteste può portare alla caduta del regime iraniano.”Se gli iraniani non possono parlare dei loro legittimi diritti in riunioni pacifiche che vengono invece soppresse, ci saranno complicazioni che potrebbero sradicare le fondamenta del governo, per quanto potente”, ha dichiarato Montazeri in un comunicato diffuso dalla città santa di Qom.

Montazeri ha invocato l’ istituzione di una commissione imparziale per risolvere la peggior crisi in 30 anni di storia della repubblica islamica. Montazeri, 87 anni, aveva proclamato tre giorni di lutto nazionale per le vittime delle proteste. A suo tempo fu indicato come il favorito alla successione di Ruhollah Khomeini, ma cadde in disgrazia per aver criticato le esecuzioni capitali dopo il rovesciamento dello Scià, nel 1979. È stato in prigione dal 1997 all’ inizio del 2003 per aver denunciato l’ eccessiva concentrazione di potere nelle mani della Guida suprema, l’ ayatollah Ali Khamenei.

Teheran. I sostenitori di Ahmadinejad in piazza per protestare contro la Gran Bretagna

 Il Consiglio dei Guardiani ha annunciato che non saranno annullate le elezioni presidenziali del 12 giugno in Iran, nonostante le accuse di brogli lanciate dai candidati riformisti dopo la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad con il 62,63% dei voti.
Il regime degli ayatollah accelera quindi nella normalizzazione, incurante dello sciopero generale proclamato dall’ opposizione e dei nuovi cortei di protesta. Il Majlis, il Parlamento, ha fissato tra il 26 luglio e il 19 agosto il periodo in cui il presidente e il nuovo governo dovranno giurare.

Il vice capo della magistratura, Ebrahim Raisi, ha preannunciato pene esemplari per i manifestanti arrestati: le loro condanne daranno una lezione a tutta la popolazione.

Poi un monito sulla libertà di espressione: “L’ intera nazione deve fare attenzione a quello che dice e i giornalisti a quello che scrivono”, ha avvertito Raisi, richiamando l’ appello lanciato venerdì scorso nella preghiera collettiva dalla Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, perché cessino le proteste.

Intanto sale intanto la tensione tra l’ Iran e la Gran Bretagna. Un gruppo di miliziani Basiji armati ha scandito slogan contro Londra all’ esterno dell’ ambasciata britannica a Teheran. La manifestazione si è svolta poche ore dopo che il ministero dell’ Interno aveva negato l’ autorizzazione per un sit – in di protesta davanti all’ ambasciata britannica organizzato da quattro gruppi studenteschi.

Dario Franceschini si è ricandidato ufficialmente alla segreteria del Pd

 In un video pubblicato sul suo sito internet, dal titolo “Per non tornare indietro”, Franceschini spiega: “Mi candido per portare il Pd nel futuro, per cambiare, per non tornare indietro. Io non posso – aggiunge – consegnare il partito a quelli che c’ erano prima di me, molto prima di me”.

“Non farò nessun accordo di palazzo, nessuno scambio tra leader nazionali, nessun patto, nessuna garanzia per nessuno. La mia proposta organizzativa e programmatica sarà offerta direttamente alla base”. Lo garantisce Dario Franceschini nel video in cui annuncia la sua ricandidatura alla segreteria.

“Ascolterò chi ha avuto ruoli di responsabilità nel governo e in politica dal ’96 ad oggi, ma ho intenzione di investire in una nuova squadra di donne e uomini cresciuti nella militanza: sindaci, amministratori, segretari locali, coordinatori di circolo. Fuori da ogni vecchio schema, fuori da ogni superata appartenenza. Vanno costruite nuove alleanze per battere la destra ma anche, poi, per governare il paese”.