Lavoro e occupazione. News da Avedisco: la vendita a domicilio non conosce crisi

 Il settore conferma il proprio ruolo nel difficile momento occupazionale: 18mila nuovi incaricati. Positivo, quindi, il bilancio del terzo trimestre delle imprese associate Avedisco. Nettamente in controtendenza, infatti, l’ andamento del fatturato delle imprese associate Avedisco (Associazione vendite dirette servizio consumatori): primo trimestre +0,4%, secondo +3%, terzo +4,3%. Nel corso dei primi nove mesi del 2009, le vendite hanno superato il miliardo di euro con un incremento del 2,5% rispetto ai primi nove mesi del 2008

“Prevediamo di chiudere il bilancio d’ esercizio con un incremento del 3% rispetto al 2008» dice Luca Pozzoli, presidente di Avedisco, a poche settimane dalla chiusura dell’ anno più nero per l’ economia globale dai tempi della Grande Crisi del 1929.

Nel periodo gennaio / settembre 2009, il settore più dinamico è stato l’ alimentare / nutrizionale con una crescita del 7% (9,6% nel solo terzo trimestre). Seguono cosmesi / accessori moda con un +3,8% (2,7 nel solo terzo trimestre) e i beni di consumo casa con una crescita dell’ 1,2% (2,46% nel terzo trimestre ’09) confermandosi il settore trainante della vendita diretta a domicilio con una fetta di mercato pari al 46,2%. In flessione, invece, i servizi / utilities (-8,2%) e il tessile (-4,9%).

Copenaghen. Vertice delle Nazioni Unite sul clima. Azione antinucleare alla Sirenetta

 Le associazioni ambientaliste di Don’ t nuke the climate denunciano i tentativi dell’ industria atomica di utilizzare la crisi climatica per i propri interessi. Legambiente e altre sette organizzazioni ambientaliste di diversi paesi, promotrici della campagna internazionale Don’ t nuke the climate, hanno simbolicamente circondato a Copenaghen la statua della Sirenetta, simbolo della città, dichiarando l’ area a rischio nucleare e dotando la scultura di una maschera contro le radiazioni. Le otto organizzazioni denunciano così i tentativi dell’ industria nucleare di utilizzare la crisi climatica per i propri interessi.

“Promuovere una nuova corsa all’ atomo, come stanno facendo oggi alcuni Stati, significa imboccare una strada senza uscita” dicono le ONG che puntano il dito contro i tentativi di inserire il nucleare all’ interno del trattato, nella lista delle tecnologie da sostenere per la lotta ai cambiamenti climatici.

In marcia verso Copenaghen: “Fermiamo la febbre del Pianeta!”

 Convegno organizzato dall’ Ambasciata britannica in collaborazione con la coalizione nazionale In marcia per il clima e la Federazione nazionale stampa italiana

Con un appello, una vasta mobilitazione di piazza e due maxi pinguini oltre 15milioni di cittadini chiedono: “Fermiamo la febbre del Pianeta!” Obiettivo: Copenaghen. Sono oltre 15milioni i cittadini che attraverso le associazioni promotrici della coalizione nazionale In marcia per il clima chiedono al Governo di promuovere un’ azione forte e vincolante per la riduzione delle emissioni climalteranti. 15 milioni di persone convinte dell’ urgente necessità di risolvere il problema che sta minacciando tutto il Pianeta e condannando all’ esodo forzato, già ora, milioni di abitanti delle aree più povere del mondo.

Il prossimo summit dell’ Onu, che si terrà nella capitale danese fino al 18 dicembre, ha assunto i caratteri di un appuntamento fondamentale e improrogabile. L’ Italia e l’ Europa sono chiamate quindi ad assumere precise responsabilità e a impegnarsi in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e di sviluppo delle rinnovabili, affrontando le questioni chiave che ancora impediscono il raggiungimento di un accordo globale.

Legambiente parte civile nel processo all’ Eternit s.p.a. a Torino

 Legambiente: “Fermare la strage silenziosa. Urgente completare le bonifiche dei territori”. 2mila morti all’ anno a causa dell’ amianto e il numero è destinato a crescere

Lo svizzero Schmidheiny e il barone belga De Cartier De Marchienne, dirigenti della società Eternit S.p.A., gestore degli stabilimenti di Cavagnolo (To), Casale Monferrato, (Al), Bagnoli (Na) e Rubiera (Re) sono accusati di essere responsabili della morte e della malattia di migliaia di persone per omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e disastro colposo.

Il processo, iniziato ad aprile 2009 e rinviato a giudizio nel luglio dello stesso anno, è ripartito al Palazzo di Giustizia di Torino: migliaia le persone e i soggetti costituiti parte civile al processo tra cui Legambiente, da sempre a fianco della popolazione di Casale Monferrato e degli altri siti colpiti dall’ amianto.

Bonn. Durante il congresso del Ppe ancora scontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini

 Il presidente del Consiglio, dal congresso del Ppe a Bonn, afferma che la sovranità in Italia è passata dal Parlamento al partito dei giudici, ma “stiamo lavorando per cambiare la situazione anche attraverso la riforma della Costituzione”. E sulla Consulta esprime un giudizio severo: “La Corte si è trasformata da organo di garanzia in organo politico e abroga le leggi fatte dal Parlamento”.

Bonn. Contro Silvio Berlusconi, Pieluigi Bersani e non solo…

 Il discorso pronunciato da Berlusconi al congresso del partito popolare europeo a Bonn è un attacco congiunto ai giudici e alla sinistra colpevoli di aver abrogato le leggi studiate dal governo. Immediate le reazioni del segretario del Pd Pierluigi Bersani: “Penso che il Ppe abbia avuto modo di constatare direttamente che cosa è il rischio di populismo. Sono convinto che si preoccuperà perchè il centrodestra in Europa sa bene che cosa è una Costituzione e che cosa significa picconare la Costituzione. Il centrodestra in Europa sa bene a quali rischi può portare picconare la Costituzione. Credo si tratti di affermazioni gravissime che oggi faranno il giro di Europa e drammatizzeranno ancora di più il caso Italia”.

Assoedilizia informa. Nuova ondata di accertamenti catastali. Riclassamento per tranches nelle microzone. Discrezionalità

 L’ Agenzia del Territorio sta procedendo per tranches al riclassamento nelle microzone. Grave motivo di iniquità e di sperequazione. Sulla base di quali criteri e con quale discrezionalità?

In relazione a quanto riferito da Italia Oggi del 10 dicembre, secondo cui l’ Agenzia del Territorio della Lombardia ha riconosciuto che “gli avvisi che stanno partendo rientrano nella operazione di revisione del 2008 e riguardano le categorie speciali (banche ecc.), che richiedono tempi più lunghi”, il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici dichiara:

«Procedere per tranches al riclassamento degli immobili, nell’ ambito dell’ operazione di revisione generale per microzone (con accertamenti notificati in parte entro il 31 dicembre 2009 – anche a società immobiliari – ed altri in tempo successivo ed a distanza quanto meno di un anno) come l’ Agenzia del Territorio ammette stia avvenendo per soggetti quali banche, società immobiliari e compagnie di assicurazioni ecc. presenta un ulteriore aspetto di sperequazione e di iniquità fiscale: chi vien colpito prima e chi poi.

Da Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile. “Ecosistema Rischio 2009” presenta i dati sul rischio idrogeologico e le attività di prevenzione in Italia

 L’ Italia fra frane e alluvioni: abitazioni costruite in aree a rischio nell’ 80% dei comuni, fabbricati industriali nel 55%. Ritardi nella prevenzione per il 68% delle amministrazioni

Forti ritardi nella prevenzione e ancora troppo cemento lungo i corsi d’ acqua e in prossimità di versanti franosi e instabili: resta elevato il pericolo frane e alluvioni in Italia. Nel 79% dei comuni coinvolti nell’ indagine Ecosistema rischio 2009 sono presenti abitazioni in aree esposte a pericolo di frane e alluvioni, nel 28% dei casi sono presenti in tali aree interi quartieri e nel 54% fabbricati e insediamenti industriali.

Nel 20% dei comuni campione d’ indagine in aree classificate a rischio idrogeologico sono presenti strutture sensibili o strutture ricettive turistiche. Nel 36% dei comuni non viene ancora realizzata una manutenzione ordinaria delle sponde. Nonostante sia così pesante l’ urbanizzazione delle zone a rischio appena il 7% delle amministrazioni comunali ha provveduto a delocalizzare abitazioni e solo nel 3% dei casi sono stati avviati interventi di delocalizzazione dei fabbricati industriali.

Nel 15% dei comuni mancano ancora i piani urbanistici che prevedono vincoli all’ edificazione delle aree a rischio idrogeologico: i dati sulla pesante urbanizzazione delle zone a rischio nel paese dimostrano come sia urgente dare maggiore efficacia a questi strumenti normativi.