Mediazione civile: l’ inserimento del comma 18 previsto nella manovra è un omaggio a tutti i cittadini

 Mediazione civile: l’ inserimento del comma 18 previsto nella manovra è un omaggio a tutti i cittadini

L’ inserimento, da parte del governo, mira a risolvere le controversie pendenti. Un emendamento necessario quello del Governo inserito nella manovra che riforma il processo civile con l’ obiettivo di accelerare i tempi di risoluzione delle controversie pendenti. Facciamo un po’ di chiarezza in proposito – dice Pecoraro presidente dell’ Associazione Nazionale dell’ Arbitrato e la Conciliazione (A.N.P.A.R). Dopo mesi di chiacchiere ed interpretazioni sulla mediazione, entrata in vigore il 20 marzo, il Governo ha capito che il continuo rinviare – ad estendere l’ obbligatorietà, a tutti i diritti disponibili dei cittadini, mediante il tentativo di conciliazione, così come è stato fatto per le controversie civili e commerciali transfrontaliere, di cui alla Direttiva Europea 52/2008 – può mettere in pericolo il buon esito dell’ istituzione del nuovo istituto giuridico.

Divorzio ai notai? Sono necessarie proteste civili ma ferme da parte dei conciliatori specializzati

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Mentre “la casta” discute per apportare modifiche al nuovo istituto giuridico riguardante la mediazione civile, all’ interno “dei palazzi” si sta consumando un altro atto drammatico. Il Consiglio nazionale del notariato in concerto con il ministro della Giustizia, Alfano, ha lanciato in questi giorni la proposta per individuare nuove competenze da assegnare ai notai, per potere così alleggerire il lavoro dei tribunali civili, fra queste: separarsi, in assenza di figli minori, dal notaio anziché in tribunale. Sarebbe un errore gravissimo se, in questo momento, la tutela di diritti disponibili dei coniugi venisse affidata all’ organismo di conciliazione del notariato. Questa è materia – dice Pecoraro – che rientra a pieno titolo fra i diritti tutelabili di cui all’ art. 2 del Decreto Legislativo n. 28 / 2010 e dunque, spetta ai conciliatori iscritti nel Registro, sorvegliato dal Ministero della Giustizia, la possibilità di intervento nelle separazioni e divorzio.

Unicredit-Italpetroli: chi pagherà gli arbitri?

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325 milioni di debiti con Unicredit e altri 80 circa con Mps: questi, i debiti richiesti alla holding Italpetroli (controllante della A.S. Roma). Un debito consistente contestato, la cui risoluzione è affidata ad un collegio arbitrale. Perché – si domanda Giovanni Pecoraropresidente dell’ Associazione Nazionale per l’ Arbitrato & la Conciliazione e responsabile dell’ Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato dell’A.N.P.A.R., iscritto nel Registro tenuto presso il Ministero della Giustizia – non si è tentato di risolvere questa controversia attraverso le regole dettate dal neo istituto giuridico della mediazione civile entrato in vigore il 20 marzo 2010?