Assoedilizia informa: prima Assemblea di Federimmobiliare

di isayblog4 Commenta

Assoedilizia informa: prima Assemblea di Federimmobiliare

Il 7 luglio 2010 presso la nuova sede ASPESI di Piazza Diaz, 1 – Milano si è tenuta la prima Assemblea di Federimmobiliare.

L’ Assemblea si è svolta in videoconferenza con la Sala Andrea Pininfarina in Confindustria dove era riunita Assoimmobiliare

Intervenuti da Milano:
-Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici – Invitato
-Il Presidente di Aspesi Federico Filippo Oriana

Da Roma:
-Il Presidente di Assoimmobiliare Gualtiero Tamburini

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, ha incentrato la sua relazione sulla rilevanza sociale ed economica della locazione immobiliare nel nostro ordinamento.

Dopo aver ribadito la necessità della cedolare secca per tutti i redditi da locazione, quale misura incentivante gli investimenti e per eliminare il sommerso in questo settore ha concluso considerando ”che la service tax”, per come sembra configurarsi nella mente del nostro Governo, significherebbe il colpo di grazia alla locazione.

Infatti essa riproponendo lo schema concettuale dell’ Ici, ne proietta in prospettiva gli effetti distorcenti. Distinguere infatti, all’ interno del settore immobiliare, tra edifici soggetti all’ imposta (immobili locati e commerciali) ed edifici esentati dalla stessa (immobili non locati ed utilizzati come abitazione principale), potrebbe andar bene semmai finché si tratti di imposta di natura patrimoniale, quale è ormai diventata l’ Ici.

Non va più bene quando questa imposta viene finalizzata al pagamento dei servizi comunali fruiti dagli utenti.

Cosa facciamo?
Facciamo pagare i servizi comunali solo a cittadini su dieci?
O addirittura, come avverrebbe in alcuni comuni, solo ai villeggianti ed ai commercianti, ai professionisti ed agli artigiani? E nei paesi della provincia italiana, dove non ci sono nemmeno i villeggianti con le loro seconde case, chi paga?

Senza dire delle distorsioni legate alle sperequazioni dei valori catastali.

E tutto questo, perché si deve tener ferma la logica dell’ Ici?
Risponde viceversa ad equità che i servizi comunali siano pagati da tutti coloro che effettivamente li consumano, indipendentemente dal possesso di un immobile, sia esso prima o seconda casa; o dal fatto che abbiano la residenza in città diversa.

Mentre, legare il finanziamento dei servizi comunali agli immobili, riproponendo il meccanismo distorcente dell’ Ici, è del tutto errato ed iniquo. Occorre dunque impostare diversamente il finanziamento dei bilanci e dei servizi comunali. Noi, per la verità, un’ idea ce l’ abbiamo e l’ abbiamo proposta; ma questo è un altro capitolo”.

Il testo integrale della relazione in:
www.instat.wordpress.com

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