Grazie alla Lega, pene più severe e maggiore controllo del territorio

“Grazie all’accoglimento del nostro emendamento non sarà più possibile la sospensione della pena detentiva per i seguenti reati: atti osceni, violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, furto e tutti i delitti aggravati dalla clandestinità, produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e psicotiche”. Lo hanno reso noto i senatori della Lega in commissione, Rosi Mauro, Lorenzo Bodega, Sergio Divina, Gianpaolo Vallardi e Sandro Mazzatorta.

Berlusconi: Intercettazioni solo per reati con pene da 10 anni in su

“Le intercettazioni si faranno per un periodo massimo di tre mesi e saranno autorizzate da un organo non monocratico ma collegiale composto da tre magistrati”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale nel corso della conferenza stampa di Napoli ha spiegato il contenuto del disegno di legge che il Consiglio dei ministri varerà venerdì 13 giugno.

Intercettazioni, Berlusconi corregge il tiro: Nessun decreto è stato un errore materiale

Decreto legge o disegno di legge? Si è rischiato lo scontro istituzionale sulla nuova normativa che regola le intercettazioni. A chiarire il ‘giallo’ è il premier Berlusconi da Napoli: «Il provvedimento è stato definito decreto legge per un mero errore materiale, come confermato dal sottosegretario Gianni Letta. Nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di venerdì 13 al primo punto c’è il disegno di legge e norme in materia di intercettazioni telefoniche giudiziarie». «Non ci sono le condizioni di urgenza – spiega Berlusconi -. Non credo che questa situazione, anche se si protrae da tempo, ha la necessità d’urgenza per poter fare un decreto». Il ‘refuso’ è stato corretto anche sul sito internet del governo. L’ipotesi del decreto legge aveva rischiato di aprire uno scontro istituzionale con il Quirinale, che aveva ricordato le parole di martedì di Napolitano («Come debba essere congegnato il provvedimento, se possa preoccupare per altri aspetti si saprà quando ci sarà un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri e quando poi inizierà la discussione in Parlamento»).

Sulle intercettazioni, interpellanza al Ministro della Giustizia da Antonio Di Pietro

 Poco fa ho presentato, presso la Camera del Deputati, un’interpellanza urgente rivolta al Ministro della Giustizia Alfano in relazione al tema delle intercettazioni telefoniche. Riporto di seguito il rapporto stenografico dell’intervento:

“Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, noi del gruppo dell’Italia dei Valori abbiamo presentato questa interpellanza urgente, perché siamo tra quelli che pensano che le interpellanze si debbano presentare prima, non dopo che il fatto è accaduto, in quanto, dopo che il fatto è accaduto, si può solo piangere sul latte versato.
Dico ciò, perché ho già sentito dire nei corridoi o anche in affermazioni pubbliche da parte di rappresentanti del Governo frasi del tipo: «Non abbiamo ancora approvato niente, di che cosa vi lamentate?»

Il PD insiste sulla necessità delle intercettazioni

Il governo tira dritto sul disegno di legge che dovrebbe limitare l’uso delle intercettazioni telefoniche a fini giudiziari. Lo ha confermato ieri il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ha portato come dimostrazione della presunta “voracità” dell’uso delle intercettazioni, “calcoli empirici che testimoniano che la grandissima parte del Paese è intercettata”. Una fantomatica emergenza, che in realtà non esiste, come dimostra anche l’articolo di Luigi Ferrarella pubblicato oggi dal Corriere della Sera. Parole volutamente allarmistiche che nascondono la volontà di accelerare su uno dei cavalli battaglia dichiarati del governo Berlusconi, ossia la guerra alle tanto “odiate” intercettazioni telefoniche.

Alitalia: procedura dell’Ue su prestito ponte

 La Commissione Europea ha deciso oggi di aprire una procedura d’investigazione formale sul prestito ponte da 300 milioni di euro concesso dallo Stato ad Alitalia poi destinato in conto capitale.
La procedura è destinata ad accertare se l’intervento pubblico in favore dell’azienda sia o meno un aiuto di Stato compatibile con le norme Ue sul Mercato Unico Europeo.
Sono intanto in corso nell’Aula della Camera le dichiarazioni di voto finali sul decreto legge che autorizza il prestito ponte ad Alitalia.