Monti, via libera al nuovo esecutivo

di Mariella Commenta

Monti: ”Un governo senza politici. Forti anche così, ora avanti di corsa”.
Dopo aver letto la composizione dell’Esecutivo, Monti ribadire che l’obiettivo del suo governo sarà accompagnare al rigore la crescita: ”L’affidamento ad una sola persona del ministero dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture corrisponde ad una logica che desidero molto sottolineare dell’azione di governo: mettere al centro le iniziative coordinate per la crescita economica e lo sviluppo”.

Monti è consapevole degli ostacoli che incontrerà in Parlamento. Poi, sui rapporti con la politica spiega: ”Spero che governando bene potremo dare un contributo al rasserenamento e alla coesione delle forze politiche. Comunque, sono arrivato alla conclusione che la non presenza di politici nel governo lo agevolerà, togliendo un motivo di imbarazzo”.
Monti sembra escludere la presenza dei politici anche per il futuro: ”Non ci saranno passaggi in corsa, perché di corsa si tratterà. Ma l’Esecutivo non ne sarà indebolito. La blindatura di questo governo dipende dalla capacità di agire e di spiegare il significato della propria azione: è questa la blindatura che cercherò con i miei ministri”.
A una giornalista che gli chiede della patrimoniale risponde: ”Presenteremo il programma di governo alle due Camere, da domani al Senato. Se vuole può chiederlo. Abbiamo operato in tempi brevi, con serietà e molta attenzione alla qualità delle scelte e tutto questo confido si tradurrà anche in un rasserenamento della situazione italiana sui mercati”.
Il governo Monti ha tagliato il numero dei ministri e si distingue dai precedenti per avere un profilo assolutamente tecnico. Nel nuovo governo, la categoria più rappresentata è quella dei professori: sono otto, quasi la metà del totale, gli esponenti dell’esecutivo pescati nelle aule universitarie degli atenei più prestigiosi. Evidentemente Monti ha scelto ministri che non avessero bisogno di familiarizzarsi con la materia.
Il nuovo premier ha deluso le aspettative di chi si aspettava un governo dove donne e giovani fosse maggiormente rappresentati. Le donne entrate in squadra sono solo tre: Anna Maria Cancellieri all’Interno, Elsa Fornero al Lavoro (sarà lei ad occuparsi del delicato dossier della riforma delle pensioni) e Paola Severino, alla Giustizia, prima donna guardasigilli nella storia della Repubblica.
Per privilegiare l’esperienza, Monti ha formato un governo nettamente più vecchio del precedente. L’età media dei ministri è passata dai 52 del governo Berlusconi ai 63 di oggi. E inoltre sono di più i ministri settentrionali: nove vengono dal nord, otto da Roma in giù, due da Napoli.

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