Monti: ”Sacrifici ed equità”

di Mariella Commenta

Il nuovo capo del governo presenta il programma: interventi su Ici, lavoro, pensioni, evasione. Meno tasse sulle donne.
Dunque, nella cura proposta del nuovo premier, risanamento, modernizzazione, ma anche anche più istruzione e pressione fiscale sulle proprietà. Comunque Mario Monti incassa la fiducia di palazzo Madama e chiarisce il profilo del suo esecutivo: un governo che lui stesso battezza di impegno nazionale, dietro alla cui nascita non ci sono complotti internazionali o poteri forti o superpotenze. Un governo, dice, che si basa sulla fiducia che gli ha voluto accordare il presidente della Repubblica, che ha agito per il bene del Paese con saggezza, perizia e senso dello Stato.

Il nuovo Presidente del Consiglio dimostra di essere entrato fino in fondo nel ruolo. I punti del suo programma: l’imperativo ricominciare a crescere; taglio alle spese della casta; lotta all’evasione fiscale; revisione delle pensioni perché l’attuale sistema è sì sostenibile, ma assolutamente squilibrato tra le generazioni; l’esenzione dall’Ici è un’anomalia italiana.
Spiega Berlusconi: ”La soluzione Monti ci è stata imposta con i tempi voluti dal Presidente della Repubblica. E se anche la fiducia del Pdl al nuovo esecutivo sarà garantita per il momento, chiarisce Berlusconi, non sarà a scatola chiusa. Dunque, se ci saranno misure non condivise, la patrimoniale su tutto, il Pdl è pronto a staccare la spina”.
Dice invece Pier Luigi Bersani: ”Nel discorso di Monti c’è passione civile e la voglia di unire equità e crescita: sosterremo lo sforzo del governo. Si passi dalle parole ai fatti e in questo anno si riescano a fare le riforme istituzionali e la riforma della legge elettorale”.
La Lega ribadisce il suo no senza appello e definisce la ricetta del neo premier un’operazione di macelleria sociale, istituzionale e politica.
Pier Ferdinando Casini: ‘‘È una formidabile occasione per le forze politiche di seppellire le asce di guerra e dare vita ad un armistizio che consenta alla politica di riprendere fiato”.
L’Api di Francesco Rutelli dà appoggio pieno e non a termine, in quanto il governo è in grado di affrontare la crisi economica, di riaffermare la nostra credibilità internazionale e condurre una vera e propria pacificazione nazionale.

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