Berlusconi smentisce le dimissioni: “Metto la fiducia sulla lettera all’Ue”

di Mariella Commenta

 “Voto in Parlamento, voglio vedere in faccia i traditori”.
Berlusconi: ”Non mi dimetto. Oggi si vota il rendiconto alla Camera, quindi porrò la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce. Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi. Non sono attaccato alla cadrega ma sono certo che avremo la maggioranza per fare le riforme che l’Europa ci chiede. Andiamo avanti e supereremo lo scoglio della sfiducia. Se gli schemi parlamentari portassero a un ribaltone nel quale la sinistra va al governo non saremmo in democrazia”.

Berlusconi dice ancora: ”Raccontano che sia ripartita da Arcore una intensa campagna acquisti. Non vedo perché se Casini tratta con i nostri tutto è lecito, se lo faccio io diventa campagna acquisti. Stiamo lavorando in queste ore, siamo a quota 314, che sono i voti della fiducia del 14 dicembre. Vedremo oggi i voti. Se anche oggi non dovessi riuscire ad ottenere la maggioranza nel voto sul rendiconto di bilancio non me ne sentirei indebolito”.
E ancora Berlusconi: ”La prima riforma costituzionale necessaria – dice sicuro di poter andare avanti – è quella che dia al premier gli stessi poteri dei suoi colleghi europei, a cominciare dalla possibilità di imporre una linea al ministro dell’Economia. Altrimenti non è un premier”.
Le opposizioni sono ormai decise a convincere Berlusconi ad evitare ”la debacle” in Aula e recarsi prima da Napolitano a rassegnare le dimissioni e gestire la crisi in prima persona. Il capo del governo ha rispedito la richiesta al mittente mettendo bene in chiaro di voler ”guardare in faccia i traditori”. Questa linea però desta preoccupazione nel Pdl, anche perché, è la previsione che si fa nel partito, il rischio emorragia di deputati non solo non si ferma ma rischia di riservare ulteriori sorprese. Pare infatti che nelle file del Pdl ci siano almeno altri due-tre deputati, i cui nomi per ora non sono noti, stanno ormai per abbandonarlo ed in base alle stime dell’opposizione oggi Berlusconi potrebbe contare al massimo su 310 voti.
Intanto nella Lega sale la tensione. Pensa sia meglio staccare la spina ed andare subito al voto. La Lega garantisce che non appoggerà un governo tecnico né il suo ingresso in un esecutivo di larghe intese. Spinge Berlusconi ad andare direttamente alle elezioni, evidentemente confermando ancora l’alleanza Pdl-Carroccio anche se magari con un nuovo candidato.
La Lega comunque appoggerà Berlusconi in Aula anche oggi ma pretende che Berlusconi proponga vie d’uscita: magari anche nomi per un suo successore a Palazzo Grazioli; più concretamente una rosa di candidati in vista di elezioni da tenersi quanto prima. Proposte o nomi per ora la Lega non ne fa anche se intima a Berlusconi di fare in fretta per uscire dall’impasse in cui ha portato l’esecutivo.

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