Obama: Ineguagliabile il contributo degli italiani all’America

di Mariella Commenta

L’elogio del Presidente americano per i nostri connazionali che in America hanno cercato il futuro per loro e per i loro figli.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, alla serata di Gala della Niaf, la più grande e importante associazione italoamericana, ha aperto il suo intervento pronunciando in italiano ‘Viva l’Italia’ e poi ha detto: ”L’Italia è uno dei nostri maggiori alleati, uno dei membri fondatori della Nato. Non ho un antenato italiano: non tutti sono così fortunati. Gli Stati Uniti non sarebbero ciò che sono oggi senza il contributo unico e ineguagliabile degli italiani e degli italoamericani”.

Davanti a una platea di quasi tremila persone, presenti i principali e più influenti esponenti della comunità italiana residente negli Stati Uniti, il presidente americano ha detto:Cosa sarebbero gli Stati Uniti senza il contributo dell’Italia e degli italoamericani? Cosa sarebbe senza i viaggi di Colombo, di Verrazzano e Vespucci? Cosa sarebbe la nostra tecnologia senza Da Vinci e Galileo e senza Fermi? Cosa sarebbero i film e la musica senza Di Capra, Sinatra e Sophia Loren, la mia preferita? Cosa sarebbe lo sport senza la grinta di Di Maggio, Lombardi e La Russa?”.
Il presidente Usa si è rivolto al nostro ambasciatore a Washington, Giulio Terzi, seduto a fianco del podio presidenziale: “Desidero con forza ringraziare l’ambasciatore italiano a Washington, Giulio Terzi, per l’eccellente lavoro che sta facendo per rappresentare il suo Paese. La prossima settimana lavoreremo insieme all’Italia, uno dei nostri maggiori alleati, nell’ambito del G20, per prendere decisioni che saranno assai importanti per l’economia mondiale”.
Il presidente degli Stati Uniti ha ricordato i tantissimi italiani che hanno lasciato il BelPaese per arrivare in America, alla ricerca del sogno: “Per gli italiani immigrati non è stato sempre facile, non sono stati sempre benvenuti. Ma si sono costruiti le loro vite, hanno arricchito la nostra cultura con la loro. E hanno aiutato a mantenere la promessa di questo Paese, ovvero che il successo è possibile se si ha voglia di lavorare per raggiungerlo”.

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