Confindustria in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata nelle regioni del Sud

di Mariella Commenta

Il presidente dell’ Associazione degli Industriali, Emma Marcegaglia, nel giorno della guerra dichiarata dal governo alle cosche, vara una delibera che inasprisce i codici etici di tutte le associazioni del Sud, ricalcando l’ iniziativa presa in Confindustria Sicilia dal presidente Ivan Lo Bello già dal 2007. Fuori i collusi con la mafia e obbligo di denuncia per gli imprenditori costretti al pizzo.

“Oggi abbiamo fatto una delibera in cui tutte le associazioni territoriali del Mezzogiorno hanno preso una decisione molto importante: l’ obbligo di denuncia degli imprenditori che vengono vessati dalla mafia e l’ obbligo di sospensione o espulsione dalla Confindustria per quelli collusi con la mafia”, ha annunciato Emma Marcegaglia, la quale ha detto di aver molto apprezzato la volontà di fare una battaglia forte su questi temi dimostrata dal Governo.

Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, che già nel 2007 aveva lanciato le prime battaglie in favore della legalità, così si esprime: “È una forte e decisa risposta al problema della criminalità organizzata: solo con azioni di questo tipo il sistema delle imprese può dare un segno vigoroso per un impegno civile e di responsabilità sociale. Questa è la strada per garantire trasparenza e libertà economica, indispensabili per la competitività delle nostre aziende“.

Il presidente di Confindustria ha anche giudicato favorefolmente il piano del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi contro il lavoro nero: “È un problema di civiltà e di rispetto delle persone, e per le aziende in regola è anche una forma di concorrenza sleale drammatica – dice Emma Marcegaglia – L’ intreccio con la criminalità è molto forte: è fondamentale lavorare in questa direzione”.

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