Economia Appc, Asppi, Confedilizia, Unioncasa: “Il governo ascolti il Parlamento sulla cedolare secca sugli affitti”

di Mariella Commenta

La cedolare secca sugli affitti è di nuovo alla concreta attenzione del Parlamento, per effetto dei numerosi emendamenti presentati presso la Commissione Bilancio della Camera, a dimostrazione della sempre più larga condivisione dell’ importanza che la misura avrebbe ai fini del rilancio dell’ affitto, anche a tutela delle esigenze dei ceti meno abbienti.

Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa – le Organizzazioni, cioè, che rappresentano l’ intero mondo immobiliare, nelle sue componenti tanto dei piccoli proprietari di casa come degli investitori istituzionali – chiedono al Governo, e al Ministero dell’ economia in particolare, di ascoltare questa istanza così fortemente espressa dal Parlamento e di compiere uno sforzo (eventualmente, anche in forma sperimentale) in ragione dei positivi effetti che la misura avrebbe in termini di emersione dei contratti irregolari, di minore pressione sul mercato della compravendita, di stimolo per la ristrutturazione e la immissione sul mercato locativo di una parte del patrimonio edilizio oggi non utilizzata, con innegabili benefìci sul piano della crescita delle occasioni di impresa e di lavoro.

Proprio gli emendamenti presentati dimostrano – rilevano Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa – che le ipotesi al vaglio del Governo partono dal reperimento di risorse per 200 milioni in tutto, senza considerare gli effetti che si avrebbero dall’ ampliamento del mercato della locazione e dai lavori edilizi cui la misura darebbe luogo. Una ragione in più per il varo di una misura ormai divenuta urgente, e un’ esigenza sociale.

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