Economia. L’ ottimismo della Bce: evitata la depressione

di Mariella Commenta

La Bce si mostra ottimista. “Abbiamo evitato una depressione molto, molto minacciosa, ha detto Trichet. Le misure eccezionali prese dalle autorità finanziarie – ha spiegato il presidente della Banca centrale europea al termine delle riunioni alla Banca dei regolamenti internazionali – hanno prodotto una stabilizzazione e le statistiche recenti confermano “la fine della caduta libera delle nostre economie”.

Trichet ha spiegato che i banchieri centrali riuniti alla Banca dei regolamenti internazionali invitano a tenere alta la guardia: “Nelle attuali circostanze, restano molti rischi anche se oggi appaiono rischi bilanciati. Resta essenziale la fiducia, e le banche centrali sono appunto impegnate a consolidare la fiducia”. I dati indicano una stabilizzazione, ha detto Trichet, la crescita economica sta andando un po’ meglio di quanto le autorità finanziarie avessero previsto, e c’ è un generale miglioramento dei mercati finanziari, con una discesa degli spread.

Bruxelles ribadisce come nonostante un miglioramento della situazione economica negli ultimi mesi “la ripresa resti ancora fragile, anche a causa della persistente debolezza dei flussi di credito da parte delle banche. L’ Ecofin nelle sue conclusioni ribadirà dunque la necessità di tre ordini di misure: quelle per una rapida riduzione dei deficit e dei debiti pubblici, quelle per aumentare il tasso di occupazione e quelle per riformare i sistemi previdenziali e di welfare.

Al tavolo dei ministri finanziari europei – al quale arà presente il ministro dell’ Economia, Giulio Tremonti – la Commissione Ue ribadirà quindi la necessità per gli Stati membri di partire con il risanamento dei conti entro il 2011, approfittando delle prevista ripresa. Una posizione che, però, troverebbe ancora qualche resistenza da parte di alcuni Paesi, come la Francia, poco propensi ad indicare delle date stringenti, viste ancora le mille incertezze che caratterizzano la ripresa stessa e la difficoltà per molti di riprendere in questa delicata fase una politica rigorosa sul fronte dei conti, soprattutto di fronte ad una disoccupazione crescente.

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