Stati Uniti. Cresciuto il prodotto interno lordo. Il presidente Barack Obama: “Le misure hanno funzionato”

di Mariella Commenta

 Finisce finalmente per il Paese la peggior recessione dagli anni ’30: il prodotto interno lordo Usa è cresciuto nel terzo trimestre. Ma l’ economia è ancora fragile e l’ occupazione ancora ad alto rischio.

Il dipartimento del Commercio ha rilevato un aumento del 3,5% del Pil per il terzo trimestre. Un dato che ha messo fine a quattro trimestri di contrazione consecutivi, una serie negativa che non si verificava dal 1947. Ma gli americani sono ancora prudenti per vari motivi: il Pil è cresciuto soprattutto grazie alle misure pubbliche di sostegno, i dati sull’ occupazione sono ancora negativi, l’ accesso al credito è ancora molto difficile per i consumatori e per le aziende.

Il presidente Barack Obama è cautamente ottimista, perché “l’ indicazione che questa recessione si sta dissipando e che le misure che abbiamo preso hanno fatto la differenza, ma abbiamo ancora una lunga strada davanti a noi prima di rimettere in piedi completamente la nostra economia e di riprenderci da quello che è stato il declino più lungo e più profondo dai tempi della Grande Depressione“.

“Il parametro che utilizzo per misurare la forza della nostra economia non è solamente se il Pil è cresciuto o meno – ha avvertito il presidente -, ma anche se si stanno creando posti di lavoro, se le famiglie riescono meglio a pagare i conti, se le nostre aziende stanno assumendo e vanno bene». Nel trimestre le spese pubbliche hanno avuto un forte impatto sull’ economia. Il governo federale le ha aumentate del 7,9%, dopo il rialzo dell’ 11,4% del precedente trimestre.

Le spese dei consumatori per beni durevoli, destinati a durare almeno tre anni, aumentate del 22,3% nel terzo trimestre, il massimo dalla fine del 2001, in larga parte per effetto del programma federale Cash for Clunkers, che ha offerto incentivi fino a 4.500 dollari per sostituire le vecchie auto con modelli nuovi e più efficienti. Incoraggiante è il fatto che le aziende hanno aumentato gli investimenti in nuovi macchinari e software dell’ 1,1%, il primo rialzo in quasi due anni.

Le spese per l’ acquisto di case sono aumentate del 23,4% durante i mesi estivi. Per la prima volta dal 2005 la spesa per l’ acquisto di abitazioni è stata positiva, anche grazie ad un credito d’ imposta di 8.000 dollari per l’ acquisto della prima casa. Il Congresso sta prendendo in considerazione un’ estensione di questa misura, che scadrà il 30 novembre.

Proprio il crollo del mercato immobiliare ha innescato la crisi finanziaria che ha portato alla recessione. Il ritorno alla salute del settore è, quindi, la condizione da cui può partire la continuità della ripresa. Bisognerà comunque capire se la crescita potrà continuare anche dopo che si sarà esaurito l’ effetto del programma di incentivi da 787 miliardi di dollari varato in gennaio dall’ amministrazione Obama.

La National Association of Business Economics prevede che la crescita rallenterà al 2,4% nell’ attuale trimestre, e si attesterà al 2,5% nei primi tre mesi del 2010. L’ economia non ha ancora risolto i suoi problemi: il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha detto che la ripresa non sarà abbastanza robusta da prevenire la crescita del tasso di disoccupazione, attualmente al 9,8 per cento. Per molti economisti crescerà fino al 10,5% a metà dell’ anno prossimo.

Il dipartimento del Lavoro ha comunicato che i lavoratori ch hanno fatto richiesta di sussidi di disoccupazione per la prima volta sono diminuiti di 1.000 unità la settimana scorsa, a 530.000 unità. È stato un calo inferiore alle previsioni degli analisti, che avevano stimato il livello a 521.000. Sono ulteriormente diminuite, e in questo caso più del previsto, le preesistenti richieste totali di sussidi per la disoccupazione, 148 mila in meno a 5,8 milioni totali.

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