Estero News. Il vertice per il clima al Palazzo di Vetro. Ban Ki – Moon: “Il cambiamento climatico minaccia di cancellare anni di sviluppo”

di Mariella Commenta

 Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki – Moon ha aperto il vertice sul clima al Palazzo di Vetro rimproverando la comunità internazionale per la lentezza glaciale dei negoziati in un nuovo trattato internazionale che sostituisca il protocollo di Kyoto.

Ban Ki – Moon ha detto che abbiamo meno di dieci anni per evitare gli scenari peggiori causati dal surriscaldamento del pianeta. Il segretario generale, recentemente in missione al Polo Nord, ha anche avvertito che sull’ Artico i ghiacci potrebbero sparire entro il 2030 e le conseguenze sarebbero sentite dai popoli di ogni continente.

“Il cambiamento climatico, ha continuato Ban, colpisce soprattutto i Paesi meno sviluppati, e in particolare l’ Africa, dove il cambiamento climatico minaccia di cancellare anni di sviluppo, destabilizzando stati e rovesciando governi”. Ban ha lanciato un appello ai Paesi industrializzati, invitandoli “a fare il primo passo, perchè se lo farete altri adotteranno misure audaci”.

Per il capo del Palazzo di Vetro, il nuovo trattato deve includere obiettivi per la riduzione di emissioni entro il 2020 e supporto finanziario e tecnologico ai Paesi in via di sviluppo, cioè quelli che hanno contribuito di meno a questa crisi ma hanno sofferto di più, e per primi.

E ancora: “Un fallimento alla conferenza sul clima di Copenaghen, il prossimo dicembre, sarebbe moralmente ingiustificabile”. Ban ha ricordato che, da qui alla conferenza, “i giorni effettivi per i negoziati sono soltanto quindici”. Un flop sul clima, ha aggiunto, sarebbe economicamente miope e politicamente avventato. Non possiamo seguire questa strada e perdere un’ occasione migliore di questa ha sostenuto il diplomatico sudcoreano.

Dopo Ban Ki – Moon è intevenuto il presidente Usa Barack Obama: “La comunità internazionale è alle prese con un problema difficilissimo, scomodo ed è costretta ad affrontarlo nel bel mezzo di una recessione di portata mondiale. Ma sul nodo dei cambiamenti climatici si deve intervenire immediatamente, o la catastrofe sarà irreversibile. La maniera in cui la nostra generazione risponderà alla minaccia dei cambiamenti climatici sarà giudicata dalla storia: se non agiremo con forza, in maniera rapida e tutti insieme rischiamo di consegnare alle generazioni future una catastrofe irreversibile».

È una minaccia che non risparmia nessun Paese grande o piccolo, ricco o povero. L’ innalzamento del livello dei mari minaccia tutte le coste e il tempo a disposizione per fermare la marea che avanza sta finendo. Obama fa mea culpa per la mancata risposta del suo Paese al nodo del clima. Cita John Fitzgerald Kennedy, i nostri problemi sono una conseguenza delle attività dell’ uomo, dunque devono essere risolti dall’ uomo e ammette che per troppi anni, gli uomini hanno fatto poco o hanno addirittura ignorato l’ immensità della minaccia.

“Anche gli Stati Uniti, ammette Obama, ma questo è un nuovo giorno, questa è una nuova era e posso dire con orgoglio che gli Stati Uniti hanno fatto di più per l’ energia pulita e per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera negli ultimi otto mesi che in qualsiasi altro periodo della storia”.

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