Vittorio Feltri attacca ancora Fini

di Mariella Commenta

 Nuovo attacco del direttore del Giornale al presidente della Camera. In un lungo editoriale, prima traccia un lungo excursus sulle vicende politiche recenti che hanno visto protagonista Fini e poi minaccia la pubblicazione un “dossier a luci rosse”.

Secondo Feltri il presidente della Camera “ha l’ esigenza immediata di trovare una ricollocazione: o di qua o di là. Non gli è permesso di tenere un piede nella maggioranza e uno nell’ opposizione. Deve risolversi subito”.

“E si ricordi che bocciato un lodo Alfano se ne approva un altro, modificato, e lo si manda immediatamente in vigore. Ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano su teoremi”.

“Perché – aggiunge il direttore del quotidiano – oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. È sufficiente, per dire, ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme. Inoltre, valuti Fini che se la Lega si scoccia e ritira la sua delegazione, il voto anticipato è inevitabile. Allora per lui, in bilico tra destra e sinistra, sarebbe una spiacevole complicazione”.

Intanto nel Pdl si registrano ancora fibrillazioni sulle tensioni tra Fini e Barlusconi. Italo Bocchino, vicino a Fini e vice capogruppo del Pdl alla Camera, chiede di ricucire uno strappo più profondo di quanto sia mai stato in passato. L’ idea di Fini isolato e imbalsamato nel suo ruolo istituzione è pericolosa, dice Bocchino al Corriere, annunciando che nei prossimi giorni, una cinquantina di deputati del Pdl di provenienza An, cui sono pronti ad aggiungersi una decina di forzisti, scriverà una lettera a Silvio Berlusconi per chiedere “tre cose semplici”.

La prima.Una norma non scritta ma vincolante che prevede nel Pdl un patto di consultazione permanente tra i due co – fondandori Berlusconi e Fini. La seconda: Le cene del lunedì tra Berlusconi e Bossi non rappresentano tutto il Pdl. I luoghi in cui si decide cosa fanno governo e coalizione devono essere veri vertici di maggioranza, non solo gli ex di FI e Lega». Infine si chiede che negli organi di partito i temi politici vengano discussi e votati. Se tali richieste non venissero accolte, spiega Bocchino, le cose cambieranno. Non sarà più scontato il nostro voto favorevole su tutti i provvedimenti, ad esempio sul Sud.

Il vicecapogruppo del Pdl esclude che per il momento si pensi a dare vita ad un altro gruppo parlamentare, perchè “la situazione è difficile, non possiamo permetterci rotture. Siamo tutti convinti che questo è il miglior governo possibile, che la Lega è un ottimo alleato, che Berlusconi è l’ uomo giusto per guidare il Paese. Ma diciamo anche che Fini non è affatto solo, ha rapporti internazionali che sono sotto gli occhi di tutti, ha un patrimonio di voti e una struttura da cui non si prescinde”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>