Referendum: rinvio o election day? Bossi: “La legge prevede che elezioni e referendum non si possano abbinare: sarebbe incostituzionale”

di Mariella Commenta

 Dopo la burrasca dei giorni scorsi sulla data del referendum, le acque sembrano calmarsi, almeno nella maggioranza, mentre sale l’ ipotesi di un rinvio della consultazione all’ anno prossimo. Ipotesi che Di Pietro e i referendari bocciano, mentre dal Pd si attende una proposta ufficiale. Intanto, dopo le affermazioni del premier, Umberto Bossi spiega: “Io non ho bisogno di mettere Berlusconi con le spalle al muro. I nostri rapporti sono troppo cordiali per cose del genere. A Berlusconi basta chiedere…”.

“Si fanno strumentalizzazioni sulla pelle dei terremotati – prosegue Bossi – non è vero che separare le europee dal referendum costerà 400 milioni in più. Costerà qualcosa, ma molto meno: bisogna dividere almeno per dieci. Inoltre Maroni sta preparando un provvedimento per cui lo spoglio delle schede sarà a costo zero. E comunque la legge prevede che elezioni e referendum non si possano abbinare: sarebbe incostituzionale”.

Insomma una polemica, quella sull’ election day, che per Bossi è solo una montatura. E anche Berlusconi la penserebbe così. Ma allora il suo j’ accuse di ieri nei confronti della Lega pronta a farlo cadere? “Ha detto quelle cose – dice Bossi – ad uso interno, per tenere l’ equilibrio nel Pdl tra Forza Italia e An. Io e Silvio ci intendiamo sempre”.

E Sandro Bondi, ministro della Cultura e coordinatore Pdl, afferma che il rinvio è una proposta da prendere in considerazione, da non escludere pregiudizialmente. Un no secco arriva dall’ Idv: “Rinviare di un anno un referendum pienamente legittimo – afferma Silvana Mura – costituirebbe un precedente molto pericoloso per la democrazia ed è un rischio che non possiamo correre. Se il governo vuole essere credibile l’ unica strada è quella dell’ election day con referendum ed europee nella stessa data”.

“Se arriverà una proposta, discuteremo, non posso parlare sulla ricostruzione come riportano i giornali. Si è ancora in tempo per fare l’ election day” ha affermato il segretario del Pd, Dario Franceschini, durante una visita al campo degli sfollati del terremoto dell’ Aquila. “Con quei 400 milioni – ha proseguito Franceschini – si potrebbe dare l’ alloggio a 8 – 10mila persone che l’ hanno perso. È veramente una cosa imposta dalla Lega a cui Berlusconi si è piegato. Una cosa – ha detto ancora Franceschini – che nessun italiano, né di destra, né di sinistra, può capire. Buttare via 400 milioni di euro quando servono subito per il terremoto, per la crisi, per chi non ha lavoro”.

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