Fini: “La norma su medici e clandestini non mi convince”

di Mariella Commenta

 Fini si è detto contrario anche alla norma che rende impossibile registrare un bambino nato da stranieri irregolari in Italia. «No a norme che ledono i diritti fondamentali dell’ uomo: i clandestini sono persone prima che irregolari”. Il presidente della Camera è molto critico rispetto al pacchetto sicurezza attualmente all’ esame di Montecitorio e già approvato dal Senato: “Dobbiamo stare attenti a non dare vita a provvedimenti che nei confronti degli stranieri ledano i diritti fondamentali della persona umana. In Italia ci deve stare chi ha il permesso di soggiorno – ha sottolineato Fini ospite di Porta a porta – ma il clandestino è una persona, con una dignità in quanto uomo che non può essere lesa”.

La terza carica dello Stato ha criticato in particolare due norme del ddl del governo, quella secondo cui sarebbe impossibile registrare un bimbo nato da stranieri irregolari in Italia e quella che toglie il divieto per i medici di denunciare i clandestini: sulla prima il presidente della Camera ha fatto sapere di aver parlato con il sottosegretario all’ Interno Alfredo Mantovano, il quale gli ha spiegato che “non è vero quanto riportato su quella norma. Tuttavia impedire la registrazione di un bimbo nato in Italia da clandestini sarebbe di una gravità inaudita. E non mi convince neanche la norma sui medici: un medico ha il dovere di curare la persona non di vedere se è clandestino o meno”.

Il pericolo, secondo Fini, sarebbe che tanti clandestini potrebbero ricorrere a circuiti di medicina alternativa con il rischio di diffusione di patologie. “La civiltà di un Paese – ha detto Fini – si misura con il rispetto che si ha della dignità della persona che viene prima di qualsiasi altra connotazione: prima è uomo, poi è altro. Quindi, ragioniamo prima di dare vita a norme che ledono il diritto della persona, norme che sono immorali e ingiuste”.

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