Alitalia, piloti al bivio: monta la protesta

di Mariella Commenta

Domenica di attesa preoccupata all’aeroporto di Fiumicino, sia tra i rappresentanti sindacali sia tra il personale navigante e di terra di Alitalia.

Lunedì il commissario straordinario Fantozzi comincerà l’esame dell’offerta Cai sottoscritta dai sindacati confederali e da Ugl e, sempre lunedì, alle 15, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, che non hanno firmato l’accordo, daranno vita all’assemblea nei locali della mensa centrale Alitalia. Un’assemblea, questa del ricostituito “Fronte del No”, che si preannuncia molto accesa. «Prevediamo una larga partecipazione del personale di volo e di terra – dice Cesare Albanese, della Sdl – Lunedì sarà una giornata di confronto con i lavoratori sulle questioni più scottanti del “Piano Fenice”: dal numero enorme di esuberi, che penalizzerà i lavoratori ben oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, alla condizione dei precari e alle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori che, dopo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, si troveranno senza un lavoro e senza la pensione».

Cai: criteri trasparenti per esuberi e selezione del personale. Nel frattempo, Cai ha diffuso una nota in cui assicurare che i livelli occupazionali e i criteri di selezione del personale della Nuova Alitalia «sono esattamente quelli fissati negli accordi di Palazzo Chigi del 14 settembre e sottoscritti da tutte le sigle sindacali». Cai sottolinea di aver deciso di rendere pubblici i criteri selezione del personale in relazione alle «interpretazioni distorte e infondate» circolate nelle ultime ore.

«Gli accordi sono esattamente quelli di Palazzo Chigi». «I livelli occupazionali previsti – precisa nella nota la Compagnia aerea italiana – sono esattamente quelli fissati negli accordi di Palazzo Chigi del 14 settembre e sottoscritti da tutte le sigle sindacali. Pertanto il livello di esuberi risultante non ha subito alcuna variazione. L’unico criterio di esclusione riguarderà il personale che nel periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali maturi il diritto a un trattamento previdenziale sulla base della legislazione vigente. L’adozione di tale criterio sociale è pienamente fedele agli accordi di Palazzo Chigi di settembre e non è, quindi, compatibile con richieste di ulteriori concessioni previdenziali indirizzate, peraltro impropriamente, all’azienda. Tutti gli altri criteri sono mirati a soddisfare, da una parte, i requisiti del piano industriale (ruoli organizzativi, profili professionali, località, ecc.) e, dall’altra, i requisiti soggettivi del personale (certificazioni, abilitazioni professionali, residenza-domicilio, anzianità aziendale)».

«Maternità, handicap in famiglia e altri disagi saranno elementi preferenziali». «Le esigenze di carattere sociale – dice la nota – non rappresentano motivo di esclusione, ma, anzi, verranno considerate – insieme ai suddetti criteri – elementi preferenziali di scelta. A titolo di esempio, si darà la precedenza a candidati con nuclei familiari: con presenza di minori con handicap; con presenza di minori, ivi comprese situazioni di affido o adozioni; monoreddito; solo come criterio residuale – cioè ultimo nell’applicazione degli stessi – verranno considerate oggettive limitazioni di impiego che, tuttavia, non riguarderanno né le lavoratrici madri, né i lavoratori con inidoneità temporanea accertata inferiore ad un anno. A tale riguardo, peraltro, l’azienda si atterrà, come è ovvio, alle leggi vigenti in materia di collocamento obbligatorio. Sulla base di queste considerazioni e della pubblicazione integrale dei criteri di selezione che ciascuno potrà visionare e valutare, appare del tutto evidente la assoluta trasparenza di comportamento e di atteggiamento che Cai sta adottando e manterrà nel processo di selezione del personale per conseguire i propri obiettivi aziendali nel rispetto dei fondamentali valori di equità ed imparzialità».

Notaro (Up): spero che i miei colleghi non lavorino per Cai. «Spero che i miei colleghi non vadano a lavorare per la Cai, mi auguro che i piloti scelgano di restare magari senza impiego per qualche mese e poi di andare a lavorare per qualcuno che sappia rispettare i patti e sopratutto la parola data»: così il presidente dell’Unione piloti, Massimo Notaro, commenta le dichiarazioni riportate da alcuni giornali, del management di Cai sulla scelta di procedere a chiamata diretta per le assunzioni di piloti e assistenti di volo, dopo la presentazione dell’offerta di Cai per Alitalia e la scelta di cinque sindacati autonomi (tra cui Up) di non firmare gli accordi con la Compagnia aerea italiana. «Personalmente – dice Notaro – non andrò a lavorare con Cai. Nel merito, sottolineo che non hanno rispettato i patti e hanno deciso di farlo sotto i riflettori di palazzo Chigi. E in queste ore gli appelli alla responsabilità sono tutti rivolti a noi e non a loro. Chiameranno i piloti uno per uno, e se non li trovano che fanno: li cercano all’estero?».

Più pacate Sdl e Avia: «Non inviteremo certo i lavoratori a non accettare il lavoro, non se lo possono permettere» dicono, ma i lavoratori assicurano «Siamo compatti». Il fronte del “no” respinge inoltre al mittente anche la definizione di Colaninno che, a proposito dei sindacati di piloti e hostess, ha parlato un’intervista di «casta che pone veti» e di «corporazione che non risponde a nessuno».

Sdl: allo studio azioni legali contro accordi Cai. «Valuteremo azioni legali sugli accordi Cai» annuncia il sindacato Sdl, riferendosi all’accordo su contratti e selezione del personale per la nascita della Nuova Alitalia. «Valuteremo azioni legali – dice FabrizioTomaselli, coordinatore nazionale Sdl – Se due parti sottoscrivono un accordo a settembre, con la garanzia del governo e poi il contratto che presenta una delle due parti non è conforme a quanto pattuito, dovrà essere il Tribunale del lavoro a stabilire la validità o meno di quel contratto». L’assemblea di domani sarà preceduta da un’intersindacale tra i sindacati del “no”. Tomaselli non esclude che possano uscire «indicazioni di azioni di sciopero: la gente è molto arrabbiata – dice – quando si vede calpestare i diritti più elementari è difficile non reagire».

Avia: troppa discrezionalità nelle riassunzioni, allarme per madri e portatori di handicap. In giornata non aveva lesinato critiche il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo. «In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori – dice – per non far partire azioni avventuristiche che in questo momento non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali. Quanto all’assemblea di lunedì credo che il personale sia già informato e consapevole della situazione, ma faremo comunque luce in particolare su alcuni punti del Piano forse ancora poco chiari. Per fare solo un esempio, i criteri di riassunzione: ci sono norme grazie alle quali la Cai, forte di un’eccessiva discrezionalità, non riassumerebbe coloro che sono gravati da condizioni sociali particolari, come una donna separata con i figli a carico, oppure una persona con in casa un familiare portatore di handicap. Ci sono, poi, altri aspetti a dir poco incomprensibili. Uno tra i tanti: il piano Cai non prevede riassunzioni di personale part-time, condizione che, invece, permetterebbe di evitare tanti esuberi. Dietro tutto questo sembra esserci un’ideologia mirata a creare disagio: noi lavoriamo per includere, la Cai per escludere».

Cub: il piano privilegia Malpensa e smantella Fiumicino. Parole pesanti anche dalla Cub Trasporti. «Lo diciamo da sempre, noi siamo per la nazionalizzazione della compagnia, il Piano Fenice è inaccettabile – sostiene Fabio Frati, rappresentante nazionale del sindacato autonomo – Il governo continua a imporre una soluzione che non sta in piedi, i criteri di selezione del personale sono contro ogni logica. Senza contare che il piano, dietro la forzatura della Lega, privilegerebbe Milano Malpensa e, di fatto, smantellerebbe Fiumicino, con inevitabili ricadute occupazionali pesanti: circa 20mila esuberi tra personale Alitalia e indotto. Quello che auspichiamo, a questo punto, è anche un intervento da parte della Comunità europea».

Sabelli: via il primo dicembre con piloti e partner estero. La nuova Alitalia potrebbe partire il primo dicembre con a bordo i piloti e il partner estero. Ne è convinto l’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, che si dichiara tranquillo sul prezzo offerto dalla cordata e anche sul fronte della Ue e dell’Antistrust. «Ritengo la fase sindacale chiusa – aggiunge – perché, grazie alla ragionevolezza dei confederali e dell’Ugl, abbiamo i criteri di selezione, i contratti ed il lodo Letta, del quale tra l’altro spero non avremo bisogno, e andremo da tutti i lavoratori, indipendentemente da chi sono rappresentati». C’è poi il nodo legato alle cifre: gli advisor del governo avrebbero valutato la compagnia un miliardo, mentre Cai offrirebbe 400 milioni. «Di perizie, per quanto ne so, non ce ne sono ancora – dice Sabelli – La valutazione che si fa della nostra offerta considera solo la parte in contanti e non il debito che ci accolliamo. Sono convinto che la cifra che metteremo sul piatto sarà più che congrua». Infine, sulla scelta dell’alleato, Sabelli sottolinea: «Non esiste un’associazione tra l’alleato e l’hub prescelto: Air France non significa Fiumicino e Lufthansa non vuol dire Milano».

Bindi: il governo intervenga, non vengano cancellati i diritti delle madri. «Alitalia deve ripartire, ce lo auguriamo tutti – dice la deputata del Pd e vicepresidente della Camera Rosy Bindi – Ma se è vero quello che racconta oggi una hostess, parte davvero male. Sarebbe gravissimo avviare la nuova compagnia con criteri di discriminazione che penalizzano in primo luogo chi ha figli. Mi auguro che dopo tanta retorica sulla difesa della famiglia e il sostegno alla maternità, il governo non resti neutrale di fronte a questo rischio e pretenda quanto prima una formale smentita dai vertici della Cai. E il sindacato non permetta di cancellare i diritti delle madri: sarebbe un passo indietro inaccettabile».

Casini: i piloti siano ragionevoli e firmino. «Speriamo che la vicenda si concluda, almeno in questa fase, con un’accettazione dei piloti e degli assistenti di volo – dice il leader dell’Udc.Pierferdinando Casini – Mi auguro che prevalga in loro la ragionevolezza, ma temo che la soluzione Cai sia destinata a creare un problema al giorno perché è una non soluzione».

Lupi: spero nel senso di responsabilità dei piloti. «Mi auguro che domani i piloti e gli assistenti di volo facciano prevalere il senso di responsabilità rispetto a posizioni ideologiche sulle quali fino ad oggi si sono attestati – dice Maurizio Lupi, esponente del Pdl e vice presidente della Camera dei deputati – Non si tratta di una battaglia politica visto che in gioco c’è anche il futuro di migliaia di dipendenti che non possono assolutamente perdere il proprio lavoro. Se l’obiettivo è quello di rilanciare la compagnia di bandiera facendola tornare ad essere una realtà produttiva importante per il Paese, non possono fare altro che siglare l’accordo».

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