Bossi: Federalismo nei primi 100 giorni di governo

di Mariella Commenta

 Se sarò ministro, la riformafederalista verrà approvata nei primi 100 giorni del prossimo governo”. Umberto Bossi, parla così degli sneari futuri al Gazzettino. In una lunga intervista rilasciata al quotidiano del Nordest, il leader del Carroccio è ottimista sul possibilità di una reale svolta autonomista: “Bersluconi – afferma – ormai è convinto: ci sarà il federalismo”. Ma non chiude nemmeno la porta in faccia al dialogo con il centrosinistra: “Bisogna parlare anche con loro – sostiene – . Nel 2006 hanno boicottato la devolution dicendo che avrebbe portato alla secessione. Era una bugia, ma questo atteggiamento cointribuì ad affossare la riforma. Oggi sappiamo che alla sinistra bisogna dare qualcosa, sennò inventa storie: quindi è meglio trattare”. Reduce da un lungo “tour” elettorale in Veneto, il segretario federale, non ha mancato di sottolineare l’importanza di avere un ministro figlio di questa terra nel prossimo esecutivo: E i ministri in un eventuale governo Berlusconi potrebbero venire anche dal Veneto. “Nel nostro governo – assicura – ci sarà un ministro veneto. Presenterò una lista dei migliori, e poi sceglieremo con gli alleti. Magari sarà una ministra”. Capitolo Alitalia, Bossi è scettico sulla possibilità che una cordata di imprenditori del Nord a salvare la compagnia di bandiera. Meglio forse, sostiene, “sarebbe vendere a Lufthansa. Ma è meglio non parlarne troppo – osserva – le compagnie aeree non ci tengono che venga fatto il loro nome durante trattative simili”. Sui temi economici, Bossi rilancia anche sulla necessità di istituire dazi doganali nei confronti dei Paesi che fanno della concorrenza sleale nei nostri confronti: “Io resto convinto che l’unica arma è quella economica: mettere i dazi doganali sui prodotti che rischiano di farci chiudere le imprese – ribadisce il Senatur – . Prodi non ha voluto farlo neanche da presidente dell’Ue. Ma l’Italia deve avere un governo attento alle sofferenze delle sue aziende e dei suoi lavoratori, che vada a Bruxelles a battere i pugni sul tavolo”. Infine, il “capo” non ha risparmiato qualche frecciata nei confronti del leader del Popolo della Libertà dopo alcune uscite definite “infelici”. “Ultimamente tutte le volte che ha parlato – ricorda Bossi – gli è scappata qualche battuta non proprio felice, come il consiglio alle precarie di sposare un miliardario: non si scherza sui problemi della gente. Piuttosto che dire cose simili è meglio che taccia”.

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