Otto mesi di governo e una sequenza di errori da matita blu e rossa da far paura. È il bilancio dei ministri del governo ombra sul 2008 del governo Berlusconi. Dalla social card, dal Lodo Alfano fino alla riforma scolastica, ai tagli alle forze di polizia e alla difesa dei beni culturali la lista è lunga e nelle ultime settimane si è arrivati all’aumento del prelievo dalle tasche dei cittadini che passa per l’abolizione degli sgravi del 55% sulle ristrutturazioni.
Matteo Colaninno (Sviluppo economico)
Il decreto salva crisi è sbagliato. Non è la social card che rimette in moto l’economia. Berlusconi è come il venditore di almanacchi di Leopardi che diceva ‘il prossimo anno sarà migliore’. Vanno aiutate le famiglie, i precari, i giovani in cerca di lavoro estendendo a loro gli ammortizzatori sociali per coniugare flessibilità e sicurezza.
Indagine Istat sulla distribuzione del reddito indica che l’Italia è più povera, con un 5% della popolazione che non ha nemmeno i soldi per il sostentamento e sale la percentuale di coloro che non arrivano alla fine del mese. Nel 2007 il 5,3 per cento delle famiglie ha dichiarato di aver avuto, negli ultimi dodici mesi, momenti con insufficienti risorse per l’acquisto di cibo; tale percentuale è pari al 11,1 per centoper le spese mediche e al 16,9 per l’acquisto di abiti necessari.
La Sardegna si prepara ad andare alle urne in anticipo di sei mesi rispetto alla naturale scadenza della XIII legislatura apertasi nel 2004. Il presidente della Regione Renato Soru ha infatti confermato le proprie dimissioni nel lungo dibattito in Consiglio regionale incentrato sulla crisi aperta lo scorso 25 novembre. Per lo scioglimento dell’Assemblea legislativa sarda si dovrà comunque attendere la scadenza dei 30 giorni (il prossimo 25 dicembre) e poi sarà il vicepresidente Carlo Mannoni (attuale assessore dei Lavori Pubblici) a traghettare l’esecutivo alle elezioni di febbraio, data più probaibile 15-16.
Aprire subito, a gennaio, un tavolo di confronto con le parti sociali per affrontare la crisi. E’ il messaggio che il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani invia al governo parlando al direttivo dell’organizzazione alla quale ha proposto un calendario di iniziative per sostenere le richieste della Cgil e proseguire la mobilitazione che culminerà con una manifestazione a Roma per la fine di marzo. ‘’E’ necessario avviare un tavolo sulla crisi’’, precisa Epifani, perché in questa fase e con l’avvio del nuovo anno (quando fra gennaio ed aprile si manifesterà il picco negativo della crisi economica) bisognerà concentrarsi sulle modalità con le quali affrontare gli effetti di questa situazione. ‘’Serve il contributo di tutti ed è necessario prima confrontarsi, poi tocca naturalmente al governo decidere – ha sottolineato Epifani – Fare il contrario, come è accaduto con la riforma della scuola, determina solo confusione e incertezze. Deve essere chiaro però che il tavolo di confronto, richiesto anche recentemente dalla Confindustria, non può riguardare solo le conseguenze della crisi, e cioè la gestione degli ammortizzatori sociali, ma deve partire dalle scelte di politica macroeconomica e industriale’’.
“In questi primi mesi di governo abbiamo lavorato bene e a fondo per mantenere gli impegni elettorali, per iniziare a risolvere le pesanti eredità del passato, per affrontare le emergenze vecchie e nuove. Di fronte alla crisi globale siamo stati i primi al mondo, il 10 ottobre 2008, a garantire che nessuna banca sarebbe fallita e che nessun risparmiatore avrebbe perso un solo euro dei suoi depositi.