Expo 2015, Formigoni annuncia gli Stati Generali. Nessun taglio alle risorse, il progetto realizzato integralmente

 L’ Expo dovrà essere una manifestazione con una forte dimensione popolare, alla cui organizzazione dovrà contribuire tutta la società lombarda e non solo gli specialisti e le istituzioni. Strumento di questo ampio coinvolgimento saranno gli Stati Generali Expo, il terzo pilastro della manifestazione, dopo il Tavolo infrastrutture e la Società.

A delinearne scopi e caratteristiche in una conferenza stampa è stato il presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che ha annunciato la nascita entro pochi giorni di un sito internet dedicato alla raccolta di idee e proposte, in vista del primo grande appuntamento in un fine settimana della prima metà di luglio. Formigoni ha riferito di aver già raccolto un ampio consenso su questa iniziativa, discutendone in questi giorni con Letizia Moratti, Filippo Penati, Leonardo Carioni, Carlo Sangalli e Lucio Stanca.

“Al Tavolo Lombardia, convocato per il prossimo lunedì – ha spiegato Formigoni – formalizzeremo la nascita degli Stati Generali. L’ organizzazione dell’ Expo non dovrà riguardare solo le istituzioni, ma al contrario ci dovrà essere spazio per il coinvolgimento del popolo lombardo. Senza questo elemento, l’ Expo non starebbe in piedi e non interesserebbe”.

“Il sito internet che sarà aperto tra pochi giorni – ha spiegato Formigoni – sarà un luogo libero per le riflessioni di chiunque, in cui i singoli cittadini, ma anche le mille associazioni e movimenti del territorio potranno segnalare suggerimenti, riflessioni e proposte che saranno utilizzate nella tre giorni degli Stati Generali”.

Alla tre giorni saranno invitati a partecipare tutti: istituzioni del territorio, le associazioni di imprenditori di ogni settore, i sindacati, gli enti camerali, il mondo cooperativo, gli ordini professionali, il mondo del volontariato, della solidarietà e dell’ associazionismo di ogni tipo. Ma anche il mondo della comunicazione, della cultura, del turismo, del teatro, del welfare, delle scuole, senza escludere la partecipazione anche di singoli cittadini.

Obama deciso a chiudere il carcere militare di Guantanamo: per la sicurezza nazionale

 Il presidente americano Barack Obama ha ribadito l’ intenzione di chiudere il carcere militare a Cuba entro il prossimo gennaio: “La prigione di Guantanamo ha indebolito la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e va quindi chiusa. Gli Stati Uniti però non metteranno in libertà alcun detenuto di Guantanamo che si riveli una minaccia per la sicurezza nazionale”.

Il presidente ha spiegato che gli attuali 240 detenuti saranno divisi in cinque categorie. Alcuni saranno processati in tribunali ordinari, altri in corti militari speciali, altri ancora saranno trasferiti all’ estero o in prigioni di massima sicurezza negli Usa. Ma resterà un nucleo di terroristi che non possono essere processati e che costituiscono un pericolo per la sicurezza, e non verranno rimessi in libertà né potranno essere sottoposti a processi: verranno sviluppate procedure per valutare cosa fare di loro.

Obama ha poi aggiunto che “Al Qaeda sta attivamente pianificando di attaccarci di nuovo e gli Stati Uniti sono in guerra con Al Qaeda e le sue affiliazioni. Sappiamo che esiste questa minaccia che sarà con noi per lungo tempo, e che dobbiamo usare tutte gli elementi in nostro potere per sconfiggerla”.

Per la riforma del Parlamento Berlusconi rilancia il ddl di iniziativa popolare

 “Sto veramente pensando di portare i deputati a 300 e i senatori a 150. Perché un testo di iniziativa popolare? Perché voglio vedere il Parlamento non votare positivamente una legge presentata con il sostegno di milioni di elettori”.

Berlusconi rilancia il ddl di iniziativa popolare per riformare il Parlamento in una intervista a Rtl. Il premier tenta di smorzare i toni usati all’ assemlea di Confindustria e definisce il Parlamento pletorico (e non inutile). Berlusconi è chiaro: “630 deputati sono troppi, a causa di questo regolamento per fare una legge ci vogliono venti mesi. Non si può pretendere di essere uno Stato moderno se andiamo avanti così”.

Poi una battuta sul caso Mills che “sarà ancora una volta un boomerang che rafforzerà la mia parte politica e indebolirà la sinistra e i suoi giudici. L’ obiettivo del Pdl è molto di più del 40 per cento. I sondaggi ci danno al 45 per cento e io al nostro congresso ho indicato come obiettivo il 51 per cento, come risultato da attingere nei prossimi anni per il nostro partito”.

Il premier non perde di vista l’ appuntamento elettorale del 6 – 7 giugno e avverte: “Bisogna mandare in Europa gente non solo capace ma che sia presente, entrando a far parte dell’ Europarlamento. Se gli italiani non disperderanno il loro voto sulle piccole formazioni o sulla sinistra, il nostro gruppo parlamentare avrà la possibilità di essere determinante in Europa. Anche perché dobbiamo dare un drizzone all’ Europa». Il premier ha ribadito che a suo avviso serve un presidente del Consiglio europeo che non duri in carica solo sei mesi.

Estero. Obama annuncia nuove norme ai costruttori di auto: meno emissioni gassose nell’ atmosfera. È la rivoluzione verde

 Per uno “storico piano per il taglio delle emissioni” è stato sancito un accordo fra il Presidente degli Stati Uniti e il governatore della California Arnold Schwarzenegger. È la vittoria personale di Schwarzenegger nella lotta contro l’ inquinamento.

“Ci guadagnano tutti – ha detto Obama – I consumatori che risparmieranno benzina e soldi da investire nel mercato interno. L’ economia che razionalizzerà l’ uso del petrolio. L’ ambiente. E i produttori, che saranno incentivati a investire in nuove tecnologie creando lavoro”.

“È arrivata l’ ora di mettere fine alla nostra dipendenza dal petrolio, ma per raggiungere l’ obiettivo ci vorranno tempo, voglia e sforzi”. Dice a Washington il presidente Barack Obama nella conferenza stampa in cui ha annunciato nuove misure per produrre e commercializzare in futuro negli Stati Uniti solo autovetture a maggiore risparmio energetico.

L’ amministrazione propone di fissare uno standard nazionale sui consumi e sulle emissioni delle auto, superando così le divergenze esistenti a livello statale, soprattutto con la California, lo Stato che finora ha imposto i limiti più rigidi. Un piano che permetterà di ridurre di 900 milioni di tonnellate le emissioni di gas serra e di risparmiare 1,8 miliardi di barili di greggio entro il 2016.

Riforma del Parlamento. Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi: due opinioni a confronto

 Ancora una volta il presidente della Camera ribadisce il suo punto di vista: “È una questione che non si pone, dice a proposito della possibilità di fare proposte di legge di iniziativa popolare, come annunciato dal premier, e sostiene che la strada indicata da Berlusconi, anche nel caso di argomenti da lui citati (come la riduzione del numero dei parlamentari), non produce da sé il risultato auspicato.

“Una proposta di legge di iniziativa popolare – spiega infatti Fini – non sostituisce il Parlamento. È una delle modalità previste dai costituenti per l’ avvio dell’ iter legislativo. Chi può dare il via a una legge? I cittadini, i parlamentari o il governo. Ma è sempre il Parlamento che decide”.

E poco dopo anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, interviene sulla questione: “Ci sono sono tante altre riforme da fare, con un Parlamento più snello si potrebbe procedere a passo più veloce. Il governo in un anno ha già riformato la scuola, ha tagliato migliaia di leggi inutili, ridotto sprechi e lentezze burocratiche, ha avviato un’ autentica rivoluzione nella pubblica amministrazione”.

Nuovi ddl per regolare il processo. L’ Idv: un altro Lodo Alfano

 Il giorno dopo la sentenza Mills, e lo sfogone del premier, il Pdl riparte di slancio dalle leggi che regolano i giudici e i tribunali. Il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, si precipita alla Camera per depositare gli emendamenti del governo al ddl sulle intercettazioni. Il governo di colpo ha fretta. Caliendo arriva convinto che il ddl si voterà la settimana prossima e sa che il risultato è scontato, visto che sarà un voto di fiducia.

Gli emendamenti non apportano grandi sorprese: si ammorbidiscono i vincoli e le sanzioni per i giornalisti e si alleggerisce la formulazione degli indizi di colpevolezza che serviranno per autorizzare un’ intercettazione. L’ unica novità è un sistema di salvaguardia per le conversazioni degli 007. I magistrati dovranno prima chiedere il permesso al presidente del Consiglio. Il Pd grida all’ ennesimo scandalo. Con sorpresa del sottosegretario Caliendo, però, la questione slitterà di un mese o addirittura due.

Nel pieno della riunione, la presidente Giulia Bongiorno viene informata dallo staff di Fini che la Conferenza dei capigruppo ha appena deciso di chiudere la Camera per la campagna elettorale. Insomma, nessuna accelerazione. Anzi. E c’ è persino chi pensa a uno sgambetto dei leghisti. Ma Roberto Cota, il capogruppo, precisa: “Nessun dissidio. Il rinvio è solo tecnico. L’ accordo tra noi è saldo”.

Estero. La riforma del presidente Usa contro l’ evasione fiscale

 Barak Obama ha messo a punto una riforma diretta alla lotta contro l’ evasione fiscale e il trasferimento di denaro nei paradisi fiscali, con l’ obiettivo di recuperare 210 miliardi di dollari in dieci anni. “A nessuno piace pagare le tasse ma la maggior parte degli americani capisce che è necessario farlo”, ha detto il capo della Casa Bianca, nel presentare il progetto. Mentre il segretario al Tesoro americano Timothy Geithner ha precisato che l’ Irs (Internal Revenues Service, l’agenzia delle entrate americane) rafforzerà le proprie capacità di azione.

“Non c’ è priorità economica più sentita dal presidente Obama che quella di creare nuovi e ben pagati posti di lavoro negli Stati Uniti”, si legge in una nota della Casa Bianca. A oggi il nostro ordinamento fiscale garantisce un vantaggio competitivo alle società che investono e creano lavoro all’ estero rispetto a quelle che investono e creano posti di lavoro negli Stati Uniti”.

Estero. New York, volevano colpire la sinagoga: in manette quattro presunti terroristi

 L’ Fbi ha arrestato ieri sera quattro uomini sospettati di aver pianificato un attentato terroristico contro una sinagoga del Bronx, a New York. I quattro intendevano anche abbattere degli aerei militari presso una base della Air National Guard a Newburgh, a un centinaio di chilometri a nord di New York. Le autorità Usa hanno riferito che i quattro presunti terroristi sono tutti musulmani e tre hanno il passaporto Usa.

Residenti a Newburgh, i quattro sono stati arrestati ieri sera intorno alle 21 (ora locale), dopo che avevano sistemato degli ordigni (da loro ritenuti veri, ma in realtà falsi, precisa il New York Times) di fronte a una sinagoga e a un centro ebraico nel quartiere di Riverdale, nel Bronx. Le indagini che hanno portato agli arresti sono state condotte con grande accortezza dall’ Fbi per oltre un anno, ed erano scattate dopo che i quattro, nel tentativo di procurarsi delle armi, si erano messi in contatto con un informatore degli agenti federali.

Nel giugno 2008 l’ informatore ha incontrato James Cromitie, il quale in quell’ occasione si era lamentato del fatto che alcuni suoi parenti vivevano in Afghanistan e che molti musulmani erano stati uccisi dalle forze americane in Afghanistan e in Pakistan. Cromitie per questo aveva detto che era sua intenzione fare qualcosa in America. A partire dall’ ottobre 2008 l’ informatore dell’ Fbi ha iniziato a incontrare regolarmente i quattro in una casa di Newburgh, filmando e registrando i colloqui.

Caso Mills, Berlusconi non andrà a riferire in Parlamento

 Berlusconi ha deciso di non andare in Parlamento per i giudici del caso Mills. E l’ opposizione, anziché pretendere il dibattito in aula, respira di sollievo. Il vento è già girato. La nuova polemica investe la Rai, le nomine, le lottizzazioni… Di giustizia si tornerà a parlare, certo, ma dopo le Europee. In questo momento converrebbe solo a Di Pietro (ecco perché il Pd cambia volentieri registro) e alla Lega (guarda caso, da Bossi zero solidarietà al premier).

Franceschini, che sulle prime era balzato in groppa alla sentenza milanese, ora si pone alla testa delle posizioni più realiste e manda un messaggio limpido al premier: stia alla larga dal Parlamento. “Dall’ inizio della legislatura”, argomenta il segretario democratico, “Berlusconi non ha mai trovato un minuto per parlare in Aula dei problemi degli italiani. Adesso intende venire per autoassolversi e per sollevare un polverone politico”.

La reazione dell’ Anm, solitamente vibrata, stavolta suona rituale: “Inaccettabile invettiva di Berlusconi, gravi i toni denigratori, solidarietà e vicinanza ai colleghi Gandus, Caccialanza e Dorigo”. Invece quanta fatica, narrano al Plebiscito, stoppare Berlusconi. L’ idea della piazzata alle Camere era tutta sua, e non perché gli fossero saltati i nervi. Al contrario.