Mediazione Creditizia: dura battaglia con il Governo

di Mariella Commenta

L’ On. Santelli (Pdl) e l’ On. Marsilio (Pdl) presentano degli Ordini del Giorno, in difesa delle linee politiche sindacali dei mediatori su Forma Societaria e Formazione Continuativa. Dura battaglia con il Governo sulla mediazione creditizia alla Camera dei Deputati per un atto di indirizzo parlamentare voluto da Fiaip sul Disegno di Riforma della Professione dei mediatori creditizi.

Con questi Ordini del Giorno l’ intento di Fiaip era quello di voler assicurare una maggiore trasparenza e professionalità dei soggetti che operano nel settore della mediazione creditizia tenendo conto che, nel fissare le soglie minime di accesso alla professione mediante l’ obbligo di costituzione di società di capitali, si rischia di compromettere gravemente la libertà di iniziativa economica ed imprenditoriale di coloro che oggi esercitano la professione di mediatore, in maniera trasparente e professionale, senza disporre di grandi patrimoni. L’ obiettivo era quello di consentire ai piccoli mediatori creditizi di operare al meglio in un contesto legislativo di indirizzo politico più chiaro da parte dello stesso Governo.

Grazie al lavoro di pressione sul Parlamento ed all’ attività di tutti i Delegati Regionali alla Mediazione che hanno con me collaborato per la presentazione di una Proposta di Legge Ventucci (C.2055), sulla riforma della professione del mediatore, indirizzata da Fiaip e condivisa dalle principali Associazioni di Settore, oggi la Federazione, unica associazione in Italia, ha cercato nuovamente di convincere i membri del Governo, grazie agli Ordini del Giorno presentati da Jole Santelli (Pdl) ed altri, e da Marco Marsilio (Pdl), a tener conto delle istanze rappresentate da Fiaip.

Con gli Ordini del Giorno si raccomandava al Legislatore di imporre a tutti gli operatori del Settore l’ iscrizione all’ elenco, previa frequentazione di un corso di formazione organizzato dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative sul piano nazionale, con la supervisione del costituendo organismo associativo che provvederà alla tenuta dell’ elenco dei mediatori creditizi.

Si raccomandava inoltre di garantire la possibilità, per tutti coloro che rispetteranno gli obblighi di formazione previsti dalla Legge, di esercitare l’ attività di mediazione creditizia senza imporre l’ impiego di ingenti risorse patrimoniali e di assicurare l’ obbligo di aggiornamento professionale e formazione continua per gli iscritti all’ elenco dei mediatori secondo le modalità definite dal costituendo organismo associativo con la partecipazione delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative.

Con questi testi, si chiedeva al Governo di garantire che, in sede di emanazione del Decreto Legislativo di riforma della disciplina dei mediatori creditizi, si tenesse conto della necessità di permettere l’ esercizio di tale professione agli operatori che siano in grado di dimostrare il possesso dei necessari requisiti di professionalità, accertati attraverso il superamento di un esame di accesso, previa frequentazione di un corso di formazione organizzato dalle associazioni professionali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, astenendosi dall’ introdurre requisiti minimi di capitale, ulteriori rispetto a quelli già eventualmente previsti dal Codice Civile per la costituzione di Società di Persone e Società di Capitali.

Si chiedeva, inoltre, un quadro normativo organico introducendo, per gli iscritti all’ elenco, l’ obbligo di formazione continua, secondo le modalità definite dal costituendo organismo associativo di concerto con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

Fiaip ribadisce il suo stupore e la sua perplessità di fronte al rifiuto di poter garantire ai mediatori creditizi maggiore certezza normativa sulla via di definizione di un Decreto Delegato, sostenuto da numerosi Parlamentari dello stesso Pdl, ma non, al momento, dal Governo. La battaglia ora si sposta al Ministero delle Finanze, per quanto riguarda i Decreti Attuativi, ed al Senato, per la votazione finale.

Fonte
Paolo Righi
Vice Presidente Nazionale Vicario

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