Decretone estivo. Contro la crisi sgravi fiscali alle imprese e bonus lavoro per chi assumerà lavoratori in cassa integrazione

 Detassazione per chi reinveste gli utili in macchinari, rimborsi al 70% per gli obbligazionisti della vecchia Alitalia, bonus occupazione per chi assumerà lavoratori in cassa integrazione. E poi una miniriforma del mercato del gas e molte proroghe: da quella degli sfratti nelle grandi città al termine per l’ entrata in vigore della class action o al bando ai sacchetti di plastica non biodegradabili.

Fino al consiglio dei ministri di domattina sono possibili modifiche e novità dell’ ultim’ ora, ma lo schema del decretone del governo è pronto. Giulio Tremonti, accompagnato da Gianni Letta, è salito al Quirinale per esporne una bozza di 36 articoli al presidente Napolitano. La novità alla quale tiene di più Berlusconi, ansioso di rilanciare l’ azione di governo dopo settimane di altri affari, è la cosiddetta Tremonti – ter, un meccanismo con il quale le imprese potranno detrarre parzialmente gli utili reinvestiti nell’ acquisto di nuovi macchinari. I pochi, fortunati o abili imprenditori che quest’ anno riusciranno a fare profitti, potranno così puntare tutto sulla ripresa.

Ieri Tremonti ha dato il via libera ad un rimborso più ampio per azionisti e obbligazionisti della vecchia Alitalia. I titolari di bond, pronti alla battaglia legale dopo la decisione del governo di rimborsarli solo al 30%, entro il 31 agosto potranno cedere al ministero i titoli ed avere in cambio poco più del 70% di controvalore. Gli azionisti avranno invece un rimborso simbolico, pari al prezzo medio dell’ ultimo mese di contrattazione ridotto del 50%.

Giorgio Napolitano: “Non bisogna confondere la crisi della politica con la crisi della democrazia. Servono punti fermi”

 Tenere i piani ben distinti. Non confondere la crisi della politica con quella della democrazia e delle istituzioni. Se la prima c’ è, questo non significa che abbia contagiato anche il resto. “Non bisogna confondere la crisi della politica con la crisi della democrazia e bisogna trovare un punto di riferimento nelle istituzioni che hanno bisogno del necessario rispetto” dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di inaugurazione dell’ archivio storico del Quirinale.

Guarda al presente il capo dello Stato e osserva che siamo nel momento in cui si discute molto, in Italia e fuori del nostro paese, della crisi e delle difficoltà della democrazia rappresentativa. Un’ ondata di sfiducia che Napolitano vede come un fatto negativo. Ha un’ impressione Napolitano, quella che talvolta si discuta in modo astratto o per formule, cercando una definizione nella fase complessa e senza dubbio difficile che stiamo attraversando. Una generalizzazione che rischia di unire, in un unico calderone, le difficoltà della politica spacciandole anche per quelle delle istituzioni e della democrazia.

Mosca. La Corte suprema ha ordinato la riapertura del processo per l’ omicidio della giornalista Anna Politkovskaia

 La Corte ha accolto il ricorso della procura, presentato dopo che lo scorso febbraio una corte militare integrata da giudici popolari aveva assolto all’ unanimità i tre imputati dell’ omicidio – tutti ceceni – della giornalista, uccisa nell’ ascensore della sua abitazione a Mosca il 7 ottobre 2006. Ha annullato così la sentenza di assoluzione per le tre persone accusate dell’ omicidio di Anna Politkovskaia.

I tre imputati sono l’ ex dirigente della polizia moscovita Serghei Khadzhikurbanov, accusato di essere l’ organizzatore logistico del delitto, e dei fratelli Dzhabrail e Ibragim Makhmudov, presunti pedinatori della vittima (un terzo fratello, Rustan, è ricercato all’ estero come presunto killer). Khadzhikurbanov si trova in carcere perché arrestato poco dopo l’ assoluzione per una vicenda di estorsione, mentre non è noto dove si trovino i due fratelli Makhmudov.

Estero. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad: “Obama come Bush”

 Ahmadinejad ha invitato ieri il presidente statunitense Barack Obama a non interferire nelle questioni interne della Repubblica Islamica. È quanto riporta l’ emittente televisiva del Qatar ‘al Jazeerà. Le dichiarazioni di Ahmadinejad arrivano dopo la notizia di ieri secondo cui Obama ha scritto all’ ayatollah Ali Khamenei, leader supremo dell’ Iran, prima delle elezioni presidenziali del 12 giugno scorso, chiedendo un miglioramento delle relazioni tra Iran e Stati Uniti. Due giorni fa, inoltre, il presidente americano ha espresso una dura condanna per la repressione attuata dal governo iraniano contro i manifestanti che protestano per i risultati del voto.

Intanto, il grand’ ayatollah Hossein Montazeri, il più importante leader religioso dissidente dell’ Iran, ha avvertito che la repressione delle proteste può portare alla caduta del regime iraniano.”Se gli iraniani non possono parlare dei loro legittimi diritti in riunioni pacifiche che vengono invece soppresse, ci saranno complicazioni che potrebbero sradicare le fondamenta del governo, per quanto potente”, ha dichiarato Montazeri in un comunicato diffuso dalla città santa di Qom.

Montazeri ha invocato l’ istituzione di una commissione imparziale per risolvere la peggior crisi in 30 anni di storia della repubblica islamica. Montazeri, 87 anni, aveva proclamato tre giorni di lutto nazionale per le vittime delle proteste. A suo tempo fu indicato come il favorito alla successione di Ruhollah Khomeini, ma cadde in disgrazia per aver criticato le esecuzioni capitali dopo il rovesciamento dello Scià, nel 1979. È stato in prigione dal 1997 all’ inizio del 2003 per aver denunciato l’ eccessiva concentrazione di potere nelle mani della Guida suprema, l’ ayatollah Ali Khamenei.

Teheran. I sostenitori di Ahmadinejad in piazza per protestare contro la Gran Bretagna

 Il Consiglio dei Guardiani ha annunciato che non saranno annullate le elezioni presidenziali del 12 giugno in Iran, nonostante le accuse di brogli lanciate dai candidati riformisti dopo la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad con il 62,63% dei voti.
Il regime degli ayatollah accelera quindi nella normalizzazione, incurante dello sciopero generale proclamato dall’ opposizione e dei nuovi cortei di protesta. Il Majlis, il Parlamento, ha fissato tra il 26 luglio e il 19 agosto il periodo in cui il presidente e il nuovo governo dovranno giurare.

Il vice capo della magistratura, Ebrahim Raisi, ha preannunciato pene esemplari per i manifestanti arrestati: le loro condanne daranno una lezione a tutta la popolazione.

Poi un monito sulla libertà di espressione: “L’ intera nazione deve fare attenzione a quello che dice e i giornalisti a quello che scrivono”, ha avvertito Raisi, richiamando l’ appello lanciato venerdì scorso nella preghiera collettiva dalla Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, perché cessino le proteste.

Intanto sale intanto la tensione tra l’ Iran e la Gran Bretagna. Un gruppo di miliziani Basiji armati ha scandito slogan contro Londra all’ esterno dell’ ambasciata britannica a Teheran. La manifestazione si è svolta poche ore dopo che il ministero dell’ Interno aveva negato l’ autorizzazione per un sit – in di protesta davanti all’ ambasciata britannica organizzato da quattro gruppi studenteschi.

Dario Franceschini si è ricandidato ufficialmente alla segreteria del Pd

 In un video pubblicato sul suo sito internet, dal titolo “Per non tornare indietro”, Franceschini spiega: “Mi candido per portare il Pd nel futuro, per cambiare, per non tornare indietro. Io non posso – aggiunge – consegnare il partito a quelli che c’ erano prima di me, molto prima di me”.

“Non farò nessun accordo di palazzo, nessuno scambio tra leader nazionali, nessun patto, nessuna garanzia per nessuno. La mia proposta organizzativa e programmatica sarà offerta direttamente alla base”. Lo garantisce Dario Franceschini nel video in cui annuncia la sua ricandidatura alla segreteria.

“Ascolterò chi ha avuto ruoli di responsabilità nel governo e in politica dal ’96 ad oggi, ma ho intenzione di investire in una nuova squadra di donne e uomini cresciuti nella militanza: sindaci, amministratori, segretari locali, coordinatori di circolo. Fuori da ogni vecchio schema, fuori da ogni superata appartenenza. Vanno costruite nuove alleanze per battere la destra ma anche, poi, per governare il paese”.

Economia. L’ altra faccia della crisi economica. Le stime di Confindustria

 Il calo del prezzo del petrolio e la discesa dei tassi di interesse sui mutui immobiliari porterà alle famiglie italiane un risparmio di circa 3.500 euro nel 2009. È quanto stima il Centro studi di Confindustria nell’ ultimo rapporto sugli scenari economici. Nonostante il raddoppio del prezzo del greggio dai minimi toccati in marzo, in media quest’ anno il costo dell’ olio nero, sottolinea Viale dell’ Astronomia, sarà più basso rispetto al 2008, con il Brent in calo del 33%. I risparmi per le famiglie, calcola Confindustria, arriveranno a 13,4 miliardi di euro, pari, tra carburanti, gasolio per riscaldamento, elettricità e gas, a 546 euro per nucleo familiare.

In particolare i prezzi di benzina e diesel, ricorda il CsC, sono diminuiti con ritmi a due cifre: a gennaio, ad esempio, il calo è stato del 25,7% rispetto ai massimi di luglio 2008 (anche se poi i listini sono risaliti del 3,4% fino ad aprile). Le tariffe elettriche e del gas, che seguono il prezzo del Brent con un ritardo maggiore rispetto ai carburanti (circa sette mesi) e con meccanismi mitigati dall’ Autorità per l’ energia, sono diminuiti a partire da ottobre 2008 e il calo sta proseguendo ancora quest’ anno (-6,8% finora ma è prevedibile un ulteriore diminuzione a luglio).

Da un’ indagine Eurostat. Tasse sul lavoro: l’ Italia prima nell’ Ue per il carico fiscale sul lavoro

 L’ Italia è il Paese Ue dove è più alto il carico fiscale sul lavoro: lo ha reso noto Eurostat in base al confronto effettuato sui dati relativi al 2007. Nel 2007 ha raggiunto il 44% contro il 34,4% della media comunitaria (34,3 % nella zona euro). I livelli più bassi spettano a Malta (20,1%), Cipro (24%) e Irlanda (25,7%), mentre i più dati alti, dopo quelli italiani, si trovano in Svezia (43,1%) e Belgio (42,3%).

Nel complesso, la pressione fiscale in Italia nel 2007 ha raggiunto il 43,3%, in aumento rispetto al 42,1% del 2006, e contro una media europea del 39,8% e del 40,4 dei Paesi della zona euro. Le tasse sul lavoro, segnala Eurostat, rimangono la principale fonte di reddito fiscale per i governi dell’ Ue, visto che rappresentano quasi la metà di quello che il fisco incassa dai contribuenti ogni anno, in quanto il 23% proviene dalle tasse sul capitale, mentre il 28% dalle imposte sul consumo.

Soddisfazione per Berlusconi: bene nonostante le accuse

 Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi esprime soddisfazione per l’ esito del voto amministrativo. In una nota il premier sottolinea una nuova, sonora sconfitta della sinistra. Un risultato che rafforza il governo, la Lega e il Pdl in una competizione amministrativa influenzata dalle distorsioni mediatiche e dagli attacchi eversivi rivolti da un gruppo editoriale contro il presidente del Consiglio e il suo governo.

“La sinistra registra una nuova, sonora sconfitta. Un dato solo – afferma Berlusconi – toglie di mezzo ogni discussione: prima di queste elezioni provinciali il Popolo della Libertà governava 5 milioni di persone interessate dal voto. Adesso ne governa ben 21 milioni. Altra cifra: delle 62 province al voto, il Popolo della Libertà ne governava 9, oggi ne governa 34, ovvero più della metà. È in atto un profondo cambiamento della geografia politica del Paese. La sinistra arretra nel Nord, dove perde anche la provincia di Venezia, e subisce una vera disfatta in Lombardia, dove cede anche l’ ultima roccaforte: la provincia di Milano”.

“Prima di questa tornata amministrativa, di 30 comuni capoluogo interessati dal voto il Popolo della Libertà ne governava solo 5, adesso ne ha conquistati 14. Sono state strappate alla sinistra città come Savona, Crotone e Prato, 190 mila abitanti, terza città del centro Italia, bastione rosso ininterrottamente da 63 anni”.

“Cronaca di una morte annunciata”, dice il presidente della Camera Gianfranco Fini, commentando l’ esito del referendum

 Il presidente della Camera legge nel risultato referendario un significato politico assai legato al momento politico attuale: “Sbaglieremmo se dicessimo che oggi non è accaduto nulla, che era tutto prevedibile, spiega Gianfranco Fini. Anzi, la scarsa partecipazione al referendum rappresenta un campanello d’ allarme, un segnale che gli italiani stanno lanciando alle classi dirigenti e che noi dobbiamo cogliere, per mettere in campo le contromisure necessarie per riappassionare gli italiani alla politica”. Di fronte alla dichiarazione, il coordinatore del Pdl Denis Verdini alza le spalle: è solo che “la materia della legge elettorale alla gente interessa poco”.

Il quorum, indispensabile per un quesito abrogativo, non è stato raggiunto, come in molti speravano o temevano e come accade da 14 anni. Mai l’ affluenza è stata così bassa. Per le tre schede da mettere nell’ urna è andata ai seggi una media di poco superiore al 23 per cento di italiani. E poco consola i referendari Mario Segni e Giovanni Guzzetta che, poi, di quella quota insufficiente di italiani oltre l’ 80 per cento si sia orientata per il .

E poiché si trattava di modificare l’ assegnazione del premio di maggioranza, alle liste e non alle coalizioni, il più entusiasta dell’ esito è Pier Ferdinando Casini, gli italiani hanno detto un secco no al bipartitismo.

Naturalmente, difficile che da un esito referendario a così bassa partecipazione si possa trarre come conseguenza una valutazione dei cittadini sull’ attuale legge elettorale, anche se qua e là, trasversalmente nei partiti, c’ è chi solleva il problema. Per ora, tutti sono all’ attacco dell’istituto referendario.