Rinnovabili, Governo approva decreto

 Legambiente: ”Con il Decreto Romani stop alle rinnovabili già nel 2011. Stravolti gli obiettivi della Direttiva europea, ma la mobilitazione di cittadini e aziende e l’intervento della Ue impediranno che si fermi lo sviluppo delle fonti pulite in Italia. Neanche la mobilitazione di questi giorni di cittadini e aziende, associazioni ambientaliste e di settore, parlamentari di entrambi gli schieramenti, è riuscita a fermare un decreto che avrà effetti gravi e dannosi sulle rinnovabili in Italia, visibili già nel 2011”. Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente, commenta così il decreto legislativo sulle rinnovabili approvato dal consiglio dei ministri.

Nucleare, il Governo getta la maschera

 Legambiente: ”Berlusconi spiega il perché del Decreto Romani ammazza-rinnovabili”

”Per il Presidente del Consiglio solo il nucleare può competere e sostituire il petrolio e il gas? Ecco chiarito il perché del duro attacco alle fonti rinnovabili sferrato con il decreto Romani’‘. Così Legambiente commenta le parole di Silvio Berlusconi sull’opportunità di investire sull’atomo come alternativa alle fonti energetiche fossili. ”Il Governo getta la maschera e conferma, senza mezzi termini, di voler schiacciare il settore delle rinnovabili per far pagare agli italiani i costi del nucleare in bolletta – dichiara il presidente dell’associazione Vittorio Cogliati Dezza -.

Luca Zaia, federalismo municipale

 Con il via libera alla Camera, il decreto sul federalismo municipale, costituisce una vera rivoluzione copernicana, che apre la strada a una stagione storica di riforme. Abbiamo finalmente l’occasione di realizzare un vero ammodernamento di questo Paese, sostituendo a un sistema centralista dello Stato un modello di autonomia che gioverà a tutti. I 17 miliardi che ogni anno escono dalle tasche dei contribuenti veneti confluiscono nelle casse dello Stato senza che si possa decidere come utilizzarli.

Rinnovabili, ma con giudizio

 La posizione di Amici della Terra – Italia Nostra – Mountain Wilderness – Comitato nazionale del Paesaggio – Rete della resistenza sui crinali appenninici – Fare Verde – Altura – sul decreto legislativo in esame alla Camera.

Occorrono misure equilibrate e articolate: fermare l’eolico, correggere il fotovoltaico, sostenere l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche. Le associazioni ambientaliste contrarie all’eolico e al fotovoltaico selvaggi non sono più sole: l’autorità per l’energia, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici), gli osservatori e i commentatori più onesti, hanno dato l’allarme sulle speculazioni e le distorsioni finanziarie provocate dall’eccesso di incentivi alle sole fonti rinnovabili elettriche. La richiesta, ormai ineludibile, è quella di una riforma autentica che elimini gli eccessi (eolico); che definisca diminuzioni graduali del sostegno al fotovoltaico in armonia con l’abbassamento dei prezzi, tuteli il territorio e il valore primario del paesaggio con regole più severe; che inserisca nel sistema di sostegno le fonti più efficienti e con maggior potenziale come quelle termiche; che favorisca la formazione di un sistema di imprese, competitivo sui mercati esteri, intorno ai prodotti italiani di eccellenza. Servono, cioè, misure equilibrate e articolate.

Brembate: nota su professionalità del volontariato di Protezione civile

Nel dramma e nel lutto che ha scosso e che scuote l’Italia a nome di tutto il volontariato di protezione civile esprimo con commozione alla famiglia Gambirasio le più sentite condoglianze e i più profondi sentimenti di vicinanza e solidarietà per la morte della piccola Yara. Tre mesi fa, subito dopo la segnalazione della scomparsa di Yara, i volontari di protezione civile sono intervenuti con generosità per offrire un contributo nelle attività di ricerca, come è avvenuto in passato in altre drammatiche circostanze. Migliaia di volontari sono accorsi tempestivamente insieme e fianco a fianco delle tante altre componenti della protezione civile, dai vigili del fuoco sino alle forze dell’ordine. Tanti altri volontari sarebbero voluti intervenire per aiutare nelle ricerche e a dare concretezza al nostro senso di vicinanza alla famiglia, ma siamo rimasti nelle nostre case, perché siamo coscienti di come un eccessiva presenza di soccorritori avrebbe rallentato e messo in difficoltà le attività.

ANPAR, L’O.U.A. suscita solo indignazione nei cittadini

 La ”casta” ha salvaguardato gli avvocati in pensione affondando tutti quelli non pensionati

Dal decreto ”milleproroghe” due notizie una cattiva e una buona per gli avvocati ed entrambe hanno un unico attore protagonista:l’O.U.A. Per fortuna che la notizia cattiva è bilanciata da quella buona. La notizia cattiva è quella che gli avvocati non pensionati, in particolare i più giovani – non ancora inseriti nel mercato delle libere professioni – sono obbligati a versare un contributo previdenziale, che è aumentato dagli originari mille e settecento euro circa agli attuali tremila e cinquecento, a prescindere dal reddito e dal compimento del trentacinquesimo anno di età. La notizia buona, è l’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediazione civile dell’esperimento del procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale che avrà decorrenza a partire dal 20 marzo 2011. l’O.U.A. sapete cosa fa? Indice uno sciopero contro la mediazione e contro i cittadini.